martedì, Giugno 6, 2023
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Paura e disgusto rendono i succhi gastrici più acidi?

Avete presente quella sensazione da “stomaco chiuso” che ci coglie dopo un brutto spavento o davanti a una scena disgustosa? Ha basi biologiche precise: secondo uno studio italiano ancora in prepubblicazione, paura e disgusto sono collegati a una maggiore acidità dei succhi gastrici, le secrezioni presenti all’interno dello stomaco. L’intensità percepita di queste emozioni sarebbe insomma direttamente connessa al pH dei liquidi digestivi.

Analisi in tempo reale. Un gruppo di neuroscienziati dell’Università “La Sapienza” di Roma guidato da Giuseppina Porciello ha chiesto a 31 volontari sani, maschi con un’età media di 24 anni, di ingerire un sensore in pillola capace di misurare pH, pressione e temperatura nel tratto digerente prima di essere normalmente espulso con le feci.

Mentre la capsula registrava dall’interno dello stomaco, i ragazzi hanno guardato una serie di brevi filmati fatti apposta per scatenare disgusto, paura, felicità, tristezza o uno stato emotivo neutro.

Una strada a doppio senso. Dopo ogni video , i partecipanti hanno completato un questionario sull’intensità delle emozioni percepite. I filmati che avevano sollecitato disgusto o paura sono risultati collegati a un pH nello stomaco più basso, ossia più acido, rispetto alla norma.

I volontari che hanno riferito le emozioni più intense di paura o disgusto avevano anche i succhi gastrici più acidi, ma non è chiaro quale dei due fattori influenzi l’altro: se siano, cioè, le emozioni negative a “inacidire” l’ambiente digestivo o se, al contrario, una maggiore acidità di stomaco influenzi l’intensità delle emozioni percepite.

Consumati dall’ansia. Passate ricerche avevano collegato emozioni negative come lo stress causato dalla perdita del lavoro a un rischio maggiore di ulcere nello stomaco, lesioni causate appunto dall’eccesso di acidità.

Per chiarire meglio il rapporto tra ciò che proviamo e la risposta fisiologica dell’apparato digerente bisognerebbe però progettare altri studi: per esempio, si potrebbero somministrare ai soggetti inibitori di pompa proteica (farmaci gastroprotettori che impediscono al rivestimento dello stomaco di produrre un eccesso di acido) per capire se questo alteri l’intensità delle emozioni negative.

Un rapporto da indagare meglio. I risultati andranno confermati su un campione più ampio e vario di volontari, ma ancora una volta una ricerca evidenzia il rapporto tra cervello e apparato digerente nelle risposte emotive.

Un campo di analisi che oltre ad essere di per sé interessante potrebbe servire a migliorare il benessere delle persone: alleviando per esempio i disturbi digestivi cronici si potrebbero ottenere importanti benefici psicologici.

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