mercoledì, Marzo 22, 2023
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Prato, maxi serra con mille piante di marijuana in un capannone, riforniva il mercato del Nord Europa, un milione di euro di giro d’affari: tre arresti

Dentro la fabbrica la distesa di piantine era così fitta da coprire tutto il pavimento. Una foresta di marijuana illuminata sul soffitto da 88 lampade a una luce gialla, allacciate abusivamente alla rete elettrica. Una vera base della droga, in cui lo stupefacente veniva imbustato sotto vuoto in contenitori da 5 kg e poi inviato nel nord Europa pronto a essere rivenduto con prezzi da 5 a 7 mila euro al chilo. Per i tre cittadini cinesi, sorpresi a coltivare oltre 1.300 piante, doveva essere un lavoro a tempo pieno riuscire a portare avanti un sito di produzione così grande, nascosto all’interno di un anonimo capannone alle porte di Montemurlo (Prato), ma capace di fruttare un giro d’affari gigantesco: un ricavo annuale da circa un milione di euro.

Questa la stima tracciata dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Prato che assieme ai colleghi di Montemurlo hanno arrestato giovedì mattina, 26 gennaio, i tre “imprenditori” di cannabis: un 45enne, un 48enne e un 56enne, tutti disoccupati, già noti per reati di droga, e ora accusati di produzione e detenzione ai fini di spaccio aggravate di stupefacenti e furto aggravato d’energia elettrica in concorso. 

Dentro il capannone sono state trovate 546 piante dentro vasi di varie dimensioni e altre 780 pronte ad essere messe in vasi e nutrite con un apposito impianto di irrigazione e fertilizzazione. I tre arrestati stavano inoltre confezionando 26 kg d’infiorescenze di marijuana e ne stava essiccando altre 36 kg. Gli stupefacenti, tutti sequestrati, avevano un valore di circa 210 mila euro, mentre il danno per la sottrazione d’energia elettrica (durata circa un anno), è stato calcolato in 73 mila euro dai tecnici Enel giunti anche loro sul posto.

Secondo quanto ricostruito, l’attività di produzione andava avanti da circa 14 mesi ed “era in grado d’effettuare sei cicli di produzione annuali (800 piante a ciclo bimestrale) – spiegano i carabinieri di Prato – in quanto la cannabis era concimata con ormoni vegetali specifici”.

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