mercoledì, Novembre 30, 2022
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La storia e l’arte rivivono nelle Residenze Sabaude

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Se non le avete mai viste le Residenze della Casa Reale di Savoia, situate a Torino e nei dintorni, rappresentano un panorama completo dell’architettura monumentale europea del XVII e XVIII secolo usando lo stile , le dimensioni e lo spazio per illustrare, in termini materiali, l’ideologia monarchica. Iscritto alla Lista del patrimonio Mondiale Unesco dal 1997, il sistema delle residenze è un’occasione di visita imperdibile per scoprire luoghi che sono la testimonianza della storia d’Italia.Ideale per un weekend, l’itinerario inizia dal cuore di Torino, che racchiude ben sei delle 16 residenze reali.

Palazzo Madama

Punto di partenza d’obbligo, non prima di una tappa da Stratta (storica confetteria in attività dal 1836 e già fornitrice della Real Casa) è una visita a Palazzo Madama, in Piazza Castello, per un suggestivo viaggio nel tempo: dalle fondazioni di età romana alle torri medievali, fino al trionfo barocco dello scalone juvarriano. Le origini del palazzo risalgono al castrum romano, ma il nome della residenza si deve alle Madame Reali Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, promotrici del progetto di rimodernamento culminato con la costruzione del grandioso scalone, il sistema di balconate e l’elegante facciata, opera di Filippo Juvarra. «Unico luogo al mondo – sottolinea il direttore Giovanni Carlo Federico Villa – dove sono perfettamente compenetrati duemila anni di storia».Nell’Ottocento, alla vita di corte subentrò la politica: Carlo Alberto vi insediò il primo Regio Senato e venne proclamata la nascita del Regno d’Italia. Dal 1934 è sede del Museo Civico d’Arte Antica e gli attuali musei civici detengono una collezione di arte applicata che consta di ben 160.000 pezzi.

Musei Reali e Palazzo Reale

Adiacente a Palazzo Madama si trovano i Musei Reali di Torino. Il progetto museale unisce il Palazzo Reale (da non perdere oltre alle varie stanze una visita alla cappella del Guarini), l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di antichità, i Giardini Reali, la Biblioteca Reale, le Sale Chiablese e la Cappella della Sacra Sindone. Nel 1563, quando Torino divenne capitale del ducato, Emanuele Filiberto di Savoia stabilì la propria residenza nel palazzo del vescovo, ma già nel 1584 Carlo Emanuele I affidò ad Ascanio Vitozzi la costruzione di una nuova costruzione. Sul finire del Seicento, l’impianto del giardino fu rivisto e ampliato dal celebre architetto francese André Le Notre. Quando Vittorio Amedeo II ottenne il titolo regio, nel 1713, fu creata la cosiddetta “zona di comando”, annessa al palazzo e il regista di questi interventi fu Filippo Juvarra. Al tempo di Carlo Alberto (1831-1849) furono rinnovate, sotto la direzione di Pelagio Palagi, alcune sale del piano nobile e altri ambienti al secondo piano. Con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze e poi a Roma, il palazzo perse progressivamente le sue funzioni di residenza. Per un’esperienza gourmet si consiglia la Merenda Reale (tradizione nata nel lontano ‘700) nell’annesso Caffè Reale, che ha l’ingresso dalla corte d’onore del palazzo e si trova nelle antiche sale del Servizio di Frutteria, un luogo fin dal Settecento dedicato alla conservazione di porcellane pregiate, tuttora in mostra.

Villa della Regina

Riaperta al pubblico dopo un accurato restauro, Villa della Regina, ubicata nella collina torinese, ha ritrovato il suo splendore come fondale scenografico della città, al centro dei giardini all’italiana con padiglioni, giochi d’acqua e aree agricole nuovamente produttive. Nata come vigna di corte collinare del cardinal Maurizio e della principessa Ludovica, divenne residenza di duchesse, principesse e regine di Casa Savoia fino all’Ottocento. La dimora, con gli appartamenti reali affacciati sullo straordinario salone, riflette nelle decorazioni e negli arredi il gusto per le arti preziose e per l’esotismo in voga presso le corti europee nel Settecento. Grazie all’intervento del Mibac il vigneto è tornato a dare frutti ed è ora in concessione (per 10 anni) alle Cantine Balbiano, che dal 1941 producono vini nella collina torinese. In particolare si produce un Freisa di Chieri Doc Superiore “Vigna Villa della Regina”, una chicca nel panorama vitivinicolo italiano, con una produzione di sole 4.000 bottiglie l’anno.

Castello di Racconigi

Tra le residenza sabaude non si possono trascurare la “Corona di Delizie” , ovvero l’insieme del sistema delle residenze extraurbane volute storicamente dai Savoia per circondarsi di sfarzose maisons de plaisance, luoghi dove trascorrre le vacanze, impegnarsi in battute di caccia o più in generale dedicarsi allo svago e alle feste. Con la moda della villeggiatura, la corte dei Savoia trascorre lunghi periodi in accoglienti residenze di campagna immerse nel verde. Una di queste è il Castello di Racconigi, istituito ufficialmente come sede di villeggiatura, che si apre sulla cittadina e sullo straordinario parco romantico con 15.000 piante (nel 2010 è stato nominato parco più bello d’Italia) che comprende le serre e oggi anche un’oasi naturalistica. Carlo Alberto si affezionò talmente alla residenza (una quarantina di km da Torino) da inserirla nel novero delle Regie Villeggiature. Dai tempi di Carlo Alberto fino alla caduta della monarchia, la famiglia reale trascorreva la villeggiatura in questo imponente castello costruito dal Guarini per i principi di Carignano e circondato dal maestoso parco, opera dell’architetto di giardini Xavier Kurten. Vi soggiornò per un paio di notti anche lo zar Nicola II nel settembre del 1909. Il Castello contiene ancora oggi gli arredi originali, una collezione di ritratti e conserva una splendida testimonianza delle cucine del castello. Tra le attività possibili, una passeggiata tra serre e cascine, l’avvistamento delle cicogne che nidificano nel parco o un picnic sull’erba, come quello proposto da Picnic Piemonte, ottima esperienza gourmet open air possibile in tutto il territorio piemontese.Palazzina di Caccia di StupinigiA pochi km (una decina) dal centro di Torino, si trova la Palazzina di Caccia di Stupinigi, nata come residenza di caccia e luogo per lo svolgimento di feste. Edificata a partire dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra, è uno dei gioielli monumentali di Torino, in perfetta direttrice rispetto a Piazza Castello. Costruita sui terreni della prima donazione di Emanuele Filiberto all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1573), è oggi proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, un ente governativo dedicato alla sua conservazione e valorizzazione. Riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro, la Palazzina di Caccia ha piena dignità museale con i suoi arredi originali, i dipinti, i capolavori di ebanisteria e il disegno del territorio. E’ attualmente luogo di mostre ed esposizioni ed è tornata ad accogliere visitatori.

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