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Il miglior bar al mondo parla italiano: come e cosa si beve al “Connaught Bar” di Londra

Ci sono un comasco e un pisano a Londra. No, non è l’inizio della solita barzelletta… Ma l’incipit di una favola tutta (o quasi) italiana che merita senza alcun dubbio di essere raccontata. Gli italiani Ago Perrone e Giorgio Bargiani, per il secondo anno consecutivo, hanno portato infatti il “Connaught Bar” di Londra in cima alla più riconosciuta classifica mondiale del bar: The World’s 50 Best Bars.

Un successo internazionale, del quale siamo andati a conoscere gli artefici direttamente nella capitale europea della miscelazione. Perché dietro alla scalata del bar aperto a Mayfair nel lontano 2008 e dietro al suo iconico “Connaught Martini”, c’è molto di più del classico motto “Italians do it better”. Ci sono piuttosto una cura costante di ogni dettaglio, un servizio accogliente ma sempre elegante e raffinato, massima qualità in bottigliera e nei drink, con un concetto di ospitalità fortemente italiano e fiero di esserlo.

Chi sono?

Connaught Bar

Bartender comasco, Ago Perrone è partito alla volta di Londra nel 2003 alla ricerca di un’esperienza professionale internazionale che col tempo si è trasformata nella carriera più pluripremiata sulla scena della mixology mondiale. La sua grande fama è dovuta innanzitutto al fatto di aver rivoluzionato il mondo dei bar d’hotel, abbinando al servizio a cinque stelle la creatività e l’innovazione che più di un decennio fa erano prerogative solo dei cocktail bar indipendenti. Insieme al “Connaught Bar”, che dirige fin dalla sua riapertura nel 2008, Ago è non a caso diventato una delle personalità più influenti del settore bar (premi come World’s Best Bartender a Tales of The Cocktail 2010 o Bar Personality of the Year a Imbibe Awards 2017, fra i tanti, ne sono la prova tangibile) nonché un’icona di stile e ospitalità tutta italiana.

Il legame di Giorgio Bargiani con il settore della ristorazione e del bar affonda le sue radici nella tradizione della sua famiglia con la storica osteria nel cuore di Pisa, “Le Bandierine”. Durante e dopo l’università, Giorgio ha intrapreso il suo percorso in bar e locali della Toscana per poi approdare all’hôtellerie di lusso con lo “Splendido” di Portofino e in seguito “Le Manoir aux Quat’Saison” di Oxford. È approdato al “Connaught Bar” di Londra sotto il mentore Ago Perrone nel 2014, distinguendosi subito per il suo carisma e la sua determinazione. Grande spirito creativo e comunicatore, Giorgio è diventato velocemente il braccio destro di Perrone fino a essere promosso a Head Mixologist alla fine del 2018 e ad Assistant Director of Mixology nel 2022. Oggi è visto come uno dei bartender più innovativi e in rapida ascesa sulla scena internazionale della mixology, fatto comprovato anche dall’inclusione nella prestigiosa lista Under 30 della piattaforma Code Hospitality nel 2019.

L’intervista doppia

Connaught Bar
Ago e Giorgio, partiamo dalle origini: cosa vi ha portato a Londra?

Ago Perrone: “La voglia di scoprire nuovi orizzonti, imparare e trovare nuove fonti di ispirazione in una città cosmopolita come Londra, dove l’universo del bartending era in fermento. Ero arrivato per un’estate, poi la stagione è diventata vita. Chi l’avrebbe mai detto?”.

Giorgio Bargiani: “Un bar e un mentore, per essere più precisi il Connaught Bar e Agostino Perrone”.

Qual è il segreto del miglior bar al mondo?
Ago Perrone: “Non voglio essere banale, ma dico il team. Il percorso del Connaught Bar non sarebbe stato possibile se non fosse stato sostenuto e condiviso da tutto il team, nel corso degli anni. Lavoriamo come una squadra e una famiglia, con un’etica e una visione comune che fanno sì che creatività e servizio siano sempre al massimo degli standard per i nostri clienti”.

Giorgio Bargiani: “L’esperienza complessiva offerta dal locale, quella che noi chiamiamo ‘fine drinking’, con riferimento alle esperienze gastronomiche. Il nostro obiettivo non è infatti solo quello di creare cocktail indimenticabili, ma anche e soprattutto creare momenti indimenticabili per chiunque si sieda al Connaught Bar. E questo lavoro passa per una miriade di dettagli più o meno evidenti a cui lavoriamo tutti di continuo”.

Se foste voi gli ospiti, perché verreste a bere al “Connaught Bar”? E cosa berreste?
Ago Perrone: “Per essere coccolato mentre sorseggio un ottimo Connaught Martini cocktail pensando che qualche James Bond è passato di qui a godersi uno ‘stirred’ invece che uno ‘shaken’, come invece ci insegnano Fleming e la saga degli 007. Il Connaught Bar è anche questo, onora la tradizione rinnovandola!”.

Giorgio Bargiani: “Per lo scambio, di idee, ispirazione e storie che ogni membro della squadra e ogni cocktail portano con sé e condividono con il resto della sala. Non c’è cosa più bella di riuscire a trasmettere un’emozione quando si è in un bar, che siamo ospiti o host”.

Quanto è forte l’impronta italiana nel vostro locale?
Ago Perrone: “Molto, dall’accento allo spirito. Siamo ambasciatori dell’ospitalità italiana all’estero e abbiamo portato un nuovo modo di fare accoglienza che riesce a parlare tutte le lingue e i codici del mondo”.

Giorgio Bargiani: “Oltre all’indiscutibile senso dell’accoglienza, il gusto, senza dubbio. Dai sapori e le radici di ognuno di noi, abbiamo saputo trarre curiosità e passione per altrettanti sapori e storie che vengono da tutto il mondo”.

Il “Connaught Martini”


Più che un cocktail, il “Connaught Martini” è ormai un’icona, tanto celebre da avere il suo specifico rituale di servizio. Studiata e creata con l’obiettivo di rivisitare la tradizione più classica dei bar d’hotel e mettere al centro l’ospite, vero e proprio protagonista di questo teatro gustativo, la preparazione del “Martini” al “Connaught” è un’esperienza che porta il mixologist direttamente al tavolo con l’emblematico “Martini Trolley”. Su questo elegante carrello si trova tutto l’occorrente per realizzare il “Martini” a seconda dei gusti dell’ospite, che può lasciarsi consigliare per creare il profilo aromatico personalizzato scegliendo il distillato di base (vodka, gin o anche il “Connaught Bar Gin”, concepito e distillato dagli stessi Perrone e Bargiani) e un bitter aromatico fra i cinque customizzati, a cui verrà poi aggiunta la miscela di distillato, un blend di tre vermouth e garnish (limone di Amalfi o oliva di Castelvetrano). Notare bene, questo drink è stirred e non shaken (agitato, non mescolato).

Ingredienti
75 ml Connaught Bar Gin o altro gin o vodka
15 ml blend di tre vermouth (extra dry italiano, vermouth bianco francese, vermouth bianco tedesco)
3 gocce di Connaught Bar bitters (a scelta tra: tonka; ginseng e bergamotto; cardamomo; lavanda; semi di coriandolo)

Preparazione
Mescolare i distillati su ghiaccio e filtrare in una coppa Martini raffreddata in cui è stato versato uno dei bitterGarnish
Decorare con una scorza di limone di Amalfi o con un’oliva di Castelvetrano

Servizio
Servire con un sorriso, secondo il motto “Straight up with style and don’t forget the smile”

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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