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Breve cronistoria dei crash di Bitcoin e dei mercati ribassisti, dal 2009 al 2022

Quest’anno Bitcoin (BTC) ha vissuto uno dei crash più brutali di sempre: a giugno il valore dell’asset è scivolato sotto i 20.000$, nonostante il picco di 68.000$ nel 2021.

Giugno 2022 è diventato il mese peggiore per Bitcoin da settembre 2011, con perdite mensili pari al 40%. La criptovaluta ha anche registrato le perdite trimestrali più pesanti degli ultimi 11 anni. Ma dalla sua nascita nel lontano gennaio del 2009, l’asset ha affrontato ed è sopravvissuto a numerosi mercati ribassisti.

Diamo un’occhiata ai cinque cali di prezzo più significativi nella storia di Bitcoin.

2011: 32$ a 0,01$

Tempo necessario per tornare ai massimi precedenti: 20 mesi (giugno 2011 – febbraio 2013)

Il prezzo di Bitcoin ha infranto quota 1$, un importantissimo traguardo psicologico, nell’aprile del 2011; questo ha dato inizio al suo primo rally fino a 32$ nel giugno del 2011. Ma la gioia è stata di breve durata, dato che in pochi giorni il prezzo della criptovaluta è collassato fino a 0,01$.

Il sell-off è stato principalmente attribuito al primo attacco hacker ai danni dell’ormai defunto Mt. Gox, un exchange di criptovalute giapponese sul quale avveniva ma stragrande maggioranza del trading di Bitcoin. La piattaforma subì il furto di 850.000 BTC, sollevando timori sull’effettiva sicurezza degli exchange centralizzati.

Dato che l’asset perse circa il 99% del proprio valore in pochi giorni, il crash di giugno 2011 è di gran lunga il peggiore nella storia di Bitcoin. L’evento ha dato inizio a un lungo periodo di ripresa, e l’asset ha superato il precedente massimo di 32$ a febbraio 2013.

“Haha, ottimo: Bitcoin è crollato a 0,01$.”

Haha nice #bitcoin crash to 0.01 USD/BTC. http://t.co/jNx8rAr

— Who Knows? ₿⚡️ (@who_knows) June 19, 2011

È difficile tenere traccia del prezzo di Bitcoin prima del 2013, poiché popolari piattaforme come CoinGecko o CoinMarketCap non presentano dati prima di quella data.

“Bitcoin era agli albori prima del 2013, non c’erano molti luoghi in cui era possibile scambiare BTC all’epoca,” ha spiegato Bobby Ong, Chief Operating Officer di CoinGecko, alla redazione di Cointelegraph. Ha aggiunto che gli utenti non sembrano particolarmente interessati ai dati precedenti al 2013, e pertanto non rappresenta una priorità per la piattaforma.

2015: da 1.000$ a 170$

Tempo necessario per tornare ai massimi precedenti: 37 mesi (novembre 2013 – gennaio 2017)

Secondo i dati sui prezzi di BTC raccolti da Cointelegraph, il prezzo di Bitcoin ha raggiunto quota 100$ a metà aprile 2013, continuando poi a crescere fino a oltrepassare il muro dei 1.000$ nel novembre dello stesso anno.

Poco più tardi Bitcoin è entrato in un enorme mercato ribassista, e soltanto un mese dopo il valore dell’asset era di 700$. Questa volta il calo di prezzo è stato causato dalla banca centrale cinese, che alla fine del 2013 ha vietato alle istituzioni finanziare locali di gestire transazioni in BTC.

Il prezzo della criptovaluta ha continuato a precipitare nei successivi due anni, toccando un minimo di 360$ nell’aprile del 2014 e di 170$ nel gennaio del 2015.

Prezzo di Bitcoin da aprile 2013 a gennaio 2017. Fonte: CoinGeckoPrezzo di Bitcoin da aprile 2013 a gennaio 2017. Fonte: CoinGecko

Il lungo crypto winter del 2014-2015 viene anche attribuito all’hack dell’exchange Mt. Gox, che nel febbraio del 2014 ha arrestato tutti i prelievi di Bitcoin. La piattaforma ha successivamente sospeso il trading e infine dichiarato bancarotta.

Il sentiment generale su Bitcoin è rimasto negativo fino all’agosto del 2015, quando il trend ha iniziato un’inversione a lungo termine: il prezzo è tornato a 1.000$ nel gennaio del 2017. Si è trattato del periodo di ripresa più lungo nella storia dell’asset.

2017: da 20.000$ a 3.200$

Tempo necessario per tornare ai massimi precedenti: 36 mesi (dicembre 2017 – dicembre 2020)

Dopo aver conquistato i 1.000$ nel gennaio del 2017, il prezzo di Bitcoin ha continuato a salire, raggiungendo a fine anno un picco di 20.000$.

Tuttavia, proprio come il precedente massimo di 1.000$, anche in questo caso il trionfo è stato di breve durata: nel giro di pochi mesi, il valore dell’asset è crollato di oltre il 60%. Il 2018 è stato un altro anno pessimo per la criptovaluta, che a dicembre ha toccato un minimo di 3.200$.

Il crypto winter è iniziato con la scoperta di una falla nella sicurezza di Coincheck, un altro exchange di criptovalute giapponese. Nel gennaio del 2018, la piattaforma ha subito un attacco hacker che ha causato la perdita di circa 530 milioni di dollari in NEM (XEM).

Il mercato ribassista si è ulteriormente intensificato quando colossi della tecnologia come Facebook e Google hanno vietato sulle proprie piattaforme gli annunci legati alla vendita di asset digitali, rispettivamente a marzo e a giugno 2018.

Anche l’introduzione di regolamentazioni più severe in tutto il mondo ha contribuito al bear marker. Inoltre, al tempo la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti aveva rifiutato le prime richieste per degli ETF basati su Bitcoin.

Prezzo di Bitcoin da dicembre 2017 a dicembre 2018. Fonte: CoinGeckoPrezzo di Bitcoin da dicembre 2017 a dicembre 2018. Fonte: CoinGecko

2021: da 63.000$ a 29.000$

Tempo necessario per tornare ai massimi precedenti: 6 mesi (aprile 2021 – ottobre 2021)

Il sentimento ribassista ha dominato il mercato delle criptovalute fino al 2020, quando Bitcoin non soltanto è tornato a quota 20.000$, ma ha dato inizio a una bull run che ha spinto il prezzo fino a un picco di 63.000$ nell’aprile del 2021.

Il 2021 è stato un anno molto importante per Bitcoin, dato che in questo periodo la criptovaluta ha raggiunto e superato un market cap di 1.000 miliardi di dollari. Ma dopo i massimi storici di aprile, BTC si è leggermente ritirato, scivolando a 29.000$ nel giro di tre mesi.

Il breve bear market del 2021 è stato principalmente causato dalla narrazione mediatica secondo cui il mining di Bitcoin danneggia l’ambiente. Questo FUD è stato ulteriormente esacerbato dell’interruzione del supporto per BTC da parte di Tesla, la società di auto elettriche di Elon Musk, proprio per timori legati all’impatto ambientale della criptovaluta. Ma soltanto tre mesi dopo, lo stesso Musk ha ammesso che circa il 50% del mining di Bitcoin era alimentato da energia rinnovabile.

“Il ciclo del FUD.”

The cycle of FUD pic.twitter.com/OC8kGXAUSd

— Lina Seiche (@LinaSeiche) June 20, 2021

Ma questo mercato ribassista non è durato a lungo, nonostante il divieto sul mining imposto in Cina. Il trend rialzista è pertanto tornato alla fine di luglio, e a novembre 2021 Bitcoin ha raggiunto l’attuale massimo storico di circa 68.000$.

2022: da 68.000$ a sotto i 20.000$

Tempo necessario per tornare ai massimi precedenti: da determinare.

Ma Bitcoin non è riuscito a oltrepassare il muro dei 70.000$, e nel tardo 2021 il prezzo della criptovaluta ha iniziato a diminuire. Il 2022 è stato uno degli anni peggiori di sempre per l’asset: a giugno il prezzo è scivolato sotto i 20.000$ per la prima volta dal 2020, diffondendo una forte paura nei mercati.

Il mercato ribassista in corso viene principalmente attribuito alla crisi delle stablecoin algoritmiche — come TerraUSD Classic (USTC) — progettate per mantenere un ancoraggio stabile al dollaro statunitense tramite sistemi matematici sulla blockchain, piuttosto che detenendo immense riserve liquide.

USTC, un tempo una delle principali stablecoin algoritmiche, ha perso il proprio ancoraggio al dollaro a maggio. Dato che USTC era la terza criptovaluta più grande del mercato, il suo collasso ha avuto effetti a cascata sull’intero settore: aziende come Celsius, società di prestiti in crypto, hanno dovuto sospendere i prelievi a causa delle condizioni avverse del mercato.

Storicamente, Bitcoin tende a oscillare al di sotto del suo massimo precedente per un periodo di circa tre anni. Il picco di 68.000$ è stato registrato soltanto sette mesi fa, pertanto la completa ripresa dell’asset potrebbe essere ancora parecchio lontana.

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