sabato, Agosto 13, 2022
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Franceschini: prioritario sostenere il patrimonio culturale. Bonomi: fare impresa è fare cultura

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«Non credo si tornerà più alla stagione dei tagli e della marginalità della cultura . Perché ormai è chiaro a tutti che la cultura è un grande investimento economico, è un aiuto al made in Italy, alla crescita sostenibile». Del resto nel Pnrr «il Governo ha destinato circa 7 miliardi di euro per promuovere la cultura del nostro Paese, si tratta della cifra più alta a livello europeo». Quanto al rapporto pubblico-privato «ho insistito molto sulla collaborazione, rompendo la barriera ideologica che la ha rallentata. Penso che i privati non debbano solo mettere i soldi, ma debbano collaborare nella gestione». Così il ministro della Cultura Dario Franceschini, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, in apertura degli Stati generali della cultura , evento a cura del Gruppo 24 Ore in collaborazione con la Città di Torino e realizzato da 24 Ore Eventi con Fondazione Cultura Città di Torino. Si tratta dell’annuale appuntamento dedicato allo sviluppo dell’industria culturale italiana.

Le parole di Dario Franceschini, però, non sono piaciute troppo al mondo imprenditoriale che ha risposto in maniera decisa sia con il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che ha parlato di «clima anti industriale», sia con Luigi Abete, presidente dell’Associazione imprese culturali e creative.

Franceschini: non si tornerà più a marginalità della cultura

«Ho sempre considerato il ministero della cultura come il ministero economico più importante del Paese. Tutto il lavoro che ho cercato di fare in questi anni è convincere gli altri decisori politici che investire in cultura in Italia non è soltanto un dovere costituzionale e morale ma è anche un grande investimento economico, è un aiuto al made in Italy, alla crescita sostenibile. Le riforme di questi anni hanno puntato a questo obiettivo, rompendo la barriera pubblico-privato. Ed è una battaglia vita. I governi e i ministri cambieranno, ma non si tornerà alla stagione dei tagli marginalità della cultura » ha assicurato il ministro.

Nel Pnrr 7 miliardi per gli investimenti culturali

Franceschini ha ricordato che nel Pnrr italiano ci sono 7 miliardi di euro per promuovere la cultura del nostro Paese e che si tratta «della cifra più alta a livello europeo sia in termini percentuali che assoluti». Gli investimenti sono molto differenziati. Si va da un grande «piano di digitalizzazione di tutto il patrimonio culturale» con la costruzione di una mega digital library italiana al superamento delle barriere architettoniche nei musei, agli interventi di restauro e valorizzazione di parchi e giardini, e di valorizzazione dell’edilizia rurale.

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L’operazione di riqualificazione dei borghi

Ma forse l’operazione più significativa per il ministro è quella per la rigenerazione dei borghi spopolati per mancanza di lavoro. «Lo smart working e la banda larga – ha detto Franceschini – consentono di cambiare le cose». Sono stati assegnati 1 miliardo e 40 milioni. Una prima linea di intervento consentirà a 289 comuni di avere a disposizione risorse per interventi di valorizzazione di piazze, strade, palazzi e chiese. Ma la linea più innovativa («alla quale tengo molto e sulla quale spero si possa sviluppare una collaborazione pubblico privato») è quella che ha consentito di a ogni regione di identificare con procedura selettiva un piccolo borgo disabitato, oggetto di un vero progetto di rilancio e riqualificazione. «Ad ogni borgo andranno 20 milioni per interventi edilizi e infrastrutturali, ma porteremo anche la banda larga – ha spiegato Franceschini – E abbiamo chiesto a ogni regione di pensare a una vocazione per il ripopolamento. Alcune hanno puntato su una Rsa per anziani, altri a un centro di centro di ricerca universitario, altri a un albergo diffuso». Se funziona questo progetto, sarà una «grande operazione sociale di riqualificazione in un’ottica di ripopolamento».

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