sabato, Agosto 13, 2022
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Bergamo e Brescia si illuminano di cultura

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La cultura come enzima, collante, mastice. La cultura come cura dalla sofferenza e dal dolore della pandemia. Bergamo e Brescia saranno il prossimo anno le due città «illuminate» dalla speranza, Capitali italiane della Cultura. E Giorgio Gori ed Emilio del Bono, sindaci delle due città, testimoniano agli Stati Generali della Cultura in svolgimento a Torino la volontà di rinascita dal dolore e dalla sofferenza proprio attraverso la cultura . «Nella fase in cui le nostre città hanno avuto l’aggressione del Covid ho scoperto che la cultura poteva avere un valore di cura – afferma Giorgio Gori intervenendo agli Stati Generali – .

Da lì è partita l’idea della candidatura di due territori vicini ma non particolarmente amici . La via per la ripresa e la rinascita poteva passare attraverso la cultura che è un enzima, un lievito, un fertilizzante per guardare al futuro con più positività».

Giorgio Gori

Per Giorgio Gori l’obiettivo primo per le due città Capitali della cultura deve essere quello di rafforzare la comunità più che aumentare le presenze. «La cultura pone i cittadini a essere più consapevoli del presente ed evitare quello smarrimento e quella fragilità che cambiamenti così repentini possono creare – continua Gori – . Durante la pandemia una cosa è emersa molto chiaramente. Alcuni valori fortemente radicati hanno generato un forte senso di solidarietà. Ciascuno ha provato a fare qualcosa per gli altri. Ed è con questo spirito che guardiamo al traguardo del prossimo anno».

L’obiettivo è quello di non concentrarsi sul palinesto del 2023 ma col frattempo abbiamo cercato di non concentrarci solo sul palinsesto del 2023 ma di considerarlo un punto di partenza di una cura di rafforzamento delle basi dei due territori che «sono già competitivi ma insieme lo possono essere molto di più», afferma ancora il sindaco di Bergamo. «Un punto complesso che si presenta all’indomani delle pandemie – conclude – è che c’è una grande ripresa delle presenze turistiche ma questo riaccende su un tipo di presenza sostenibile. Il centro storico di Bergamo è prezioso ma delicato. Dobbiamo proteggere la sua natura perché non diventi un parco culturale».

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Emilio Del Bono

Emilio Del Bono sottolinea come in un certo senso per Brescia l’essere Capitale della Cultura 2023 rappresenti un ribaltamento del luogo comune con cui viene percepita in Italia e cioè un territorio in prevalenza manifatturiero, operoso e laborioso. «Bergamo ma soprattutto Brescia, sono città parzialmente sconosciute – afferma Del Bono – Lavorando insieme si può dare una luce diversa che alimenti la curiosità» . Del Bono cita il ministro Franceschini quando afferma che c’è tutta un’Italia da scoprire.

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