martedì, Agosto 9, 2022
Disponibile su Google Play
HomeGossipAlice, quindici anni, trans, napoletano: «Mi sentivo dentro un corpo sbagliato, grazie...

Alice, quindici anni, trans, napoletano: «Mi sentivo dentro un corpo sbagliato, grazie a Grey’s Anatomy ho capito che c’era una via d’uscita»

Se non ci fosse stato Grey’s Anatomy forse oggi non ci sarebbe Alice. Ma per fortuna qualche volta arriva una serie americana a salvarti la vita. «È andata così», racconta, «ero in salotto, nel mio periodo più duro, e stavo guardando questa serie. E lì spiegavano che era possibile, anche molto giovani, cominciare un percorso ormonale per riuscire a essere quello che si è, al di là del nome che ci è stato dato alla nascita».

Oggi Alice ha 15 anni, vive a Napoli, frequenta il liceo, è una campionessa di scacchi, e ha scritto un libro bellissimo che tutti dovrebbero leggere, Un’Alice come un’altra (Giunti editore). Un libro in cui racconta con parole delicate e profonde cosa vuol dire essere un’adolescente trans. Cosa significa accorgersi un giorno di essere in un corpo sbagliato. La fatica di nascondersi e di fare i conti in ogni momento con «quel figlio di puttana con il pene, che si è impadronito di me a tradimento mentre ero un feto che dormiva nella pancia di mia madre. Perché io non scelgo di essere una donna, io sono una donna.»

La intervisto via zoom, è una bella ragazza con un’eleganza naturale e dai tratti delicati e gentili. Finalmente può indossare una vestito colorato e un paio di scarpe col tacco e concedersi un filo di trucco, ma per arrivare fino a qui la strada è stata lunga, accidentata e dolorosa. Anche se lei ne parla sempre con leggerezza e una straordinaria ironia.

«A sette anni», racconta, «ho iniziato a provare un disagio. Un disagio a cui non riuscivo neanche a dare un nome. A quell’età non ti poni certi tipi di problemi. Ricordo, per esempio, che mi piacevano gli anelli di vetro luccicosi. Però mi dicevano: “Ma no è da femmina”. E allora io rispondevo: “Ok, come non detto, non mi piace più”. Ma mi piacevano ancora però».

Poi quel disagio è aumentato. «Ma non era così chiaro. Io non  pensavo: voglio diventare una femmina, piuttosto non voglio essere un maschio. Magari all’inizio era più legato a come mi percepivano le persone. Il disagio a livello fisico è iniziato alle medie. Fin da piccola ero sempre stata molto femminile e venivo scambiata per una ragazza, cosa che per altro faceva infuriare mio padre».

Il momento clou del buio è stato proprio quello, racconta: «Il dolore nasceva dal dover convivere con la mia condizione senza vedere sbocchi. Stavo male prima, stavo male nel presente, non vedevo un futuro, non mi sembrava ci fosse un margine di miglioramento. Avevo tantissima paura che il mio corpo cambiasse in un modo inesorabile. Ogni giorno ero terrorizzata di notare una trasformazione. Non si può descrivere la paura che avevo di accorgermi che la mia voce era cambiata per sempre».

Dalla famiglia e dalla scuola in quel momento non arriva supporto. La questione in casa, racconta Alice, all’inizio non era accettata, né discussa: «Poi piano piano abbiamo iniziato a parlarne, ma in un primo momento, i miei pensavano: è una fase. Con mia madre il rapporto è sempre stato più viscerale: “lei mi sa” (come si dice a Napoli), e molte cose le ha percepite prima. Con mio padre è stato tutto più complicato».

«Per questo Grey’s Anatomy», aggiunge, «mi ha salvato la vita. Io ho ritrovato la luce negli ormoni: sapendo che il processo di trasformazione che stavo subendo e che mi terrorizzava, si poteva fermare. Lì per lì, mi sono messa a piangere per la gioia, sono corsa da mamma e le ho detto: c‘è una soluzione. Lei però mi ha risposto che erano cose da fiction, mentre mio padre ripeteva che non esiste il gene della transessualità e che avrebbe preferito avere un figlio gay».

A quel punto Alice convince i genitori ad accompagnarla al centro per la disforia di genere di Napoli e lei può iniziare il percorso per ritrovarsi.

«La tua volontà di compiere la transizione viene indagata a fondo», spiega Alice. «Prima si fa un percorso psicologico di circa sei mesi e se si supera, c’è una visita endocrinologica. Solo a quel punto se si viene ritenuti idonei si cominciano a prendere gli ormoni bloccanti. Se tutto andrà come deve, mi ha spiegato la dottoressa, in quattro anni avrò completato l’intero percorso. Si tratta di cominciare le iniezioni, mensili, e arrestare l’avanzata di peli, muscoli, piedoni, manone, pomo d’Adamo e tutto il resto. Ma se per una qualsiasi ragione l’iter clinico si fosse inceppato, il mio destino sarebbe stato infame. Sarei stata aggredita dal testosterone, sfregiata dalla barba e da tutta una serie di disgrazie che avrebbero trasformato il mio pacco sbagliato in un inferno».

Il percorso non è solo personale ma anche familiare e sociale. Così se da una parte c’è la mamma che la sostiene,  dall’altra c’è il padre che non approva ma non ostacola. «Si tiene in disparte», come dice Alice. E i nonni che dopo un periodo di ostracismo («Mia nonna è svenuta quando gliel’ho detto, il nonno mi ha bloccato per diversi mesi su Whatsapp), adesso accettano ma preferiscono non parlarne. E la scuola, dove le cose potrebbero essere più semplici di quello sono.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews