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“Selvaggio ribasso” in arrivo per Bitcoin? 5 fattori da osservare questa settimana

Bitcoin (BTC) inizia una nuova settimana ancora sottotono, con i mercati finanziari statunitensi che nel frattempo festeggiano il Giorno dell’Indipendenza.

La più grande criptovaluta, bloccata al di sotto della soglia dei 20.000$, continua ad avvertire la pressione del contesto macro, mentre rimangono presenti gli spettri di incombenti livelli di prezzo inferiori.

Dopo un fine settimana tranquillo, le criptovalute si trovano bloccate in un range ristretto, scoraggiando le prospettive di un breakout rialzista.

Mentre un trader e analista ha indicato la giornata odierna come la possibile scena di una “corsa selvaggia al ribasso” per i mercati delle criptovalute, Bitcoin se la dovrà presto vedere con l’ultimo rialzo dei tassi della Federal Reserve.

Cos’altro potrebbe riservarci la settimana? Analizziamo insieme i potenziali fattori che potrebbero innescare il mercato nei giorni a venire.

BTC attende il suo momento durante il lungo fine settimana

 

Malgrado Bitcoin abbia superato indenne il fine settimana, permangono le classiche insidie.

I trading desk degli Stati Uniti torneranno operativi solo domani, offrendo nel frattempo ampie opportunità per la classica azione del weekend.

Finora il mercato ha tenuto a bada la volatilità: ad eccezione di un breve picco a 18.800$, BTC/USD ha fluttuato in area 19-19.500$ per diversi giorni.

Anche la chiusura settimanale non ha fornito un vero e proprio cambiamento di trend, come riportato da Cointelegraph Markets Pro e TradingView, e la soglia psicologicamente significativa dei 20.000$ è rimasta invariata.

 

Grafico settimanale di BTC/USD (Bitstamp). Fonte: TradingView

“Pur essendo al di sotto del minimo del range, possiamo aspettarci un ribasso fino a 18.000$”, ha ribadito oggi il popolare account di trading Crypto Tony ai suoi follower su Twitter:

“Sono stati giorni molto noiosi per i mercati, nessuna novità per un mid range”.

In termini di obiettivi al ribasso, altri continuano a tener d’occhio l’area intorno ai 16.000$.

Nel 2018, la media mobile arancione ha rappresentato il minimo. Nel 2020, la media mobile verde ha siglato il minimo. Attualmente sta tenendo la media mobile verde (16-17.000$). Se dovesse rompere, c’è la possibilità che il prossimo Bottom ricada sulla media mobile blu (12-13.000$) $BTC

In 2018, The Orange MA was the Bottom. In 2020, The Green MA was Bottom. Currently holding the Green MA (16-17K). If it breaks then there is a Possibility of Next Bottom Blue MA (12-13K) $BTC pic.twitter.com/rZILTAOlXf

— Trader_J (@Trader_Jibon) July 3, 2022

Con l’assenza di un significativo gap dei futures su Bitcoin e una performance piatta sui mercati asiatici, la price action ha offerto pochi spunti ai trader di bassi timeframe.

Il dollaro americano, nel frattempo, ha continuato a mantenersi vicino ai massimi ventennali, a seguito del recente ritracciamento.

Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY) si è attestato al di sopra di 105.

Grafico orario dell’indice del dollaro americano (DXY). Fonte: TradingView

L’oro si avvicina al “blast off” contro le azioni statunitensi

Con Wall Street in vacanza per il Giorno dell’Indipendenza, i titoli azionari statunitensi si prendono una pausa dalle trattative.

Per un famoso analista, tuttavia, l’attenzione si concentra sulla forza delle azioni rispetto all’oro (XAU), durante l’attuale contesto.

In un thread su Twitter, l’analista Patrick Karim ha specificamente segnalato che il metallo prezioso stia per raggiungere una storica area di “esplosione” rispetto all’S&P 500 (SPX).

Dopo aver toccato il minimo a fine 2021, il rapporto tra l’oro e l’S&P ha recuperato nel corso di quest’anno e ora sta per attraversare un limite che storicamente ha portato a un rialzo significativo.

“L’oro si sta avvicinando alla “zona di blast off” rispetto alle azioni statunitensi. I precedenti rialzi hanno dato vita ad importanti guadagni per l’argento e altri metalli”, ha commentato Karim.

Non si può dire che la situazione sia la medesima in termini di dollaro USA, con la forza del dollaro che mantiene XAU/USD saldamente al di sotto dei 2.000$ da marzo.

Ciononostante, le implicazioni suggeriscono che anche una modesta spinta verso l’alto del rapporto XAU/SPX porterà a rendimenti significativi sull’argento.

Si noti che non è necessario tornare ai massimi del 2011 poiché il rapporto #oro contro #spx abbia prezzi nominali molto più alti per l’argento e i metalli.

Pensateci un attimo.

Note you won’t need to get back to previous 2011 highs for the #gold versus #spx ratio to have MUCH higher nominal prices for silver & miners.

Think about that for a moment.

— Patrick Karim (@badcharts1) July 3, 2022

La previsione mette ancora una volta in discussione la capacità di Bitcoin di rompere le tendenze macro. Un breakout dell’oro contro BTC sarebbe il naturale effetto a catena se si verificasse lo scenario di Karim, grazie alla continua correlazione con le azioni.

“Dopo essere uscito dal pattern laterale, formatosi per un periodo di 1,5 anni, il coefficiente di correlazione è salito bruscamente all’86% rispetto all’S&P 500”, riassume nel fine settimana il famoso trader e analista CRYPTOBIRB:

“Ora, con un rapporto di 0,78, rimane fortemente positivo”.

Il collega analista Venturefounder ha osservato che Bitcoin rimane correlato anche ai movimenti del Nasdaq.

Nel frattempo #Bitcoin e #NASDAQ sono ancora correlati.

Si noti che i precedenti bottom (dicembre 2018 e marzo 2020) si sono verificati quando la correlazione tra #BTC e $QQQ era al massimo, il che suggerisce che il trend macro ha sempre influenzato sui bottom di BTC. Possiamo prevedere con maggiore probabilità che il trend macro chiami il minimo per BTC anche questa volta.

Meanwhile #Bitcoin and #NASDAQ are still trending together.

Note previous bottoms (Dec 2018 & Mar 2020) happened as #BTC and $QQQ correlation at peak, suggesting macro has always influenced BTC bottoms. We can predict more likely that macro calls bottom for BTC again this time. pic.twitter.com/szmS4c6WV8

— venturef◎undΞr (@venturefounder) June 26, 2022

Contro il dollaro, Cointelegraph ha riferito che la correlazione inversa di Bitcoin è ora ai massimi da 17 mesi.

Il pronostico ribassista di Hayes soffre

Il 4 luglio, oltre ad essere il giorno dell’Indipendenza, viene considerato da un particolare operatore di mercato come un giorno molto importante, almeno per Bitcoin.

Con i mercati chiusi e la quotazione di BTC già in bilico, Arthur Hayes, ex CEO della piattaforma di derivati BitMEX, ha definito questo lungo fine settimana come un giorno di resa dei conti per i mercati delle criptovalute.

Il ragionamento appare logico. La fine di giugno ha visto la Federal Reserve alzare i tassi di riferimento di 75 punti base, fornendo terreno fertile per una reazione avversa degli asset di rischio. La scarsa liquidità delle contrattazioni “fuori orario” durante le festività aumenta la potenziale volatilità dei prezzi, sia al rialzo che al ribasso. La combinazione di questi fattori, ha avvertito Hayes il mese scorso, potrebbe essere potente.

“Entro il 30 giugno (fine del secondo trimestre), la Fed avrà varato un rialzo dei tassi di 75 pb e iniziato a ridurre il proprio bilancio. Il 4 luglio cade di lunedì ed è una festività federale e bancaria”, ha riportato in un blog post:

“È la tempesta perfetta per un altro crypto mega dump”.

Finora, tuttavia, tali segnali non si sono palesati. BTC/USD è rimasto praticamente immobile dalla fine della scorsa settimana.

Il termine ultimo dovrebbe essere il 5 luglio, in quanto il ritorno dei trader e dei loro capitali potrebbe fornire la liquidità necessaria per stabilizzare i mercati e acquistare a buon mercato in caso di ribassi dell’ultimo minuto.

Hayes ha aggiunto che le sue precedenti previsioni di un bottoming di BTC/USD a 27.000$ e di Ether ETH/USD a 1.800$  erano già “crollate” a giugno.

La difficoltà di estrazione è ancora in aumento

Nonostante le notevoli preoccupazioni sulla capacità dei miner di resistere all’attuale flessione del prezzo di BTC, i fondamentali della rete Bitcoin rimangono stabili.

Un’impressionante testimonianza della determinazione dei miner a rimanere sulla rete: in occasione dell’imminente riaggiustamento previsto questa settimana, la difficoltà non prevede di ridursi.

Dopo il modesto calo del 2,35% di due settimane fa, la difficoltà, che aumenta e diminuisce automaticamente tenendo conto delle fluttuazioni della partecipazione dei miner, non subirà alcuna variazione stavolta.

Secondo le stime on-chain offerte da BTC.com, la difficoltà potrebbe addirittura aumentare se i prezzi attuali rimarranno invariati, aggiungendo lo 0,5% ad un parametro tuttora vicino ai massimi storici.

Panoramica dei fondamentali della rete Bitcoin (screenshot). Fonte: BTC.com

Per quanto riguarda gli stessi miner, le opinioni ritengono che siano gli operatori meno efficienti – forse i nuovi arrivati con una base di costi più elevata – ad essere stati costretti ad abbandonare il mercato.

I dati condivisi la scorsa settimana sui social media da Charles Edwards, amministratore delegato del gestore patrimoniale Capriole, indicano che il costo di produzione per i miner sia di circa 26.000$. Di questi, 16.000$ sono rappresentati dall’elettricità, il che significa che le spese generali dei miner influenzano direttamente la loro capacità di limitare le perdite nell’attuale contesto.

“A giugno abbiamo scambiato al di sotto del costo elettrico, ma da allora il livello è sceso a causa della capitolazione dei miner inefficienti”, ha osservato Edwards.

Grafico dei costi di produzione del miner di Bitcoin. Fonte: Charles Edwards/ Twitter

Una infinità di minimi

Durante le ultime settimane, i parametri di Bitcoin on-chain continuano ad indicare un overselling da record.

Il trend continua tuttora, riproponendo scenari non registrati dal crollo dei mercati di marzo 2020.

Secondo la società di analisi on-chain Glassnode, il numero di monete spese in perdita è ora il più alto da luglio 2020. Glassnode ha riportato la media mobile settimanale delle uscite di transazioni non spese (UTXO) in perdita.

Bitcoin UTXO in perdita (media mobile settimanale). Fonte: Glassnode

Analogamente, il 3 luglio la percentuale di UTXO in attivo ha toccato un minimo biennale di poco superiore al 72%.

Percentuale Bitcoin UTXO in profitto (media mobile settimanale). Fonte: Glassnode

I bear market possono fornire alcuni graditi, seppur rari, lati positivi. Le commissioni per le transazioni in Bitcoin, molto alte durante i periodi di intensa attività della rete, segnano i minimi da luglio 2020. La commissione mediana, rivela Glassnode, è di 1,15$.

Grafico delle commissioni di transazione mediane di Bitcoin. Fonte: Glassnode

Come riportato da Cointelegraph, lo stesso vale per le gas fee della rete Ethereum.

Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.

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