venerdì, Agosto 12, 2022
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Tra mare e antichità, tra Belle Époque e golf: la Sicilia classica e quella che sorprende

«Bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia», diceva Sciascia. Gli antichi borghi da visitare scoprendo tesori artistici. Le spiagge da cui partire per esplorare calette, grotte e isole. I villaggi marinari, dove il tempo sembra essersi fermato. L’entroterra solcato da sentieri di trekking, dove la vegetazione delle coste cede il passo a cactus e fichi d’India. La Sicilia è una terra autentica, ricca, generosa, che offre dall’archeologia alla gastronomia, dal mare alle tradizioni. Sono tanti i percorsi per scoprirne le diverse anime, con una certezza: è una vacanza dai ritmi slow.

 

Palermo

I palazzi barocchi, le atmosfere arabe normanne, i giardini esotici, i mercati storici. Palermo è una città ricca di fascino. Il classico tour prevede i luoghi imperdibili, come la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, con mosaici bizantini, l’imponente Teatro Massimo neoclassico. La prima volta che si visita la città, queste mete sono imperdibili. E per visitarle in modo caratteristico, si può prendere un’Apetta. Con Apetourluxury si fa il giro delle tappe classiche del Capoluogo, attraversando il centro storico da un angolo all’altro a bordo di un mezzo tipico.

Per scoprire un volto diverso della città, ci si può immergere nell’atmosfera della Belle Époque palermitana. A fine Ottocento la città era all’apice del suo splendore: la prestigiosa Via Dante porta a scoprire la storia della dinastia dei Florio, famiglia protagonista dell’epoca. Si visitano il Villino Florio e Villa Whitaker, circondata da giardini esotici e mediterranei. Ma se c’è un luogo in grado di rappresentare la grande bellezza di Palermo, quello è Villa Igiea. Lo storico palazzo Art Nouveau affacciato sul golfo, rinnovato con un accurato restyling da Rocco Forte Hotels, è un luogo iconico, che ben rappresenta l’eleganza del tempo. Inaugurata nel 1900, inizialmente doveva essere un sanatorio di lusso, grazie al clima benefico per la salute, con la vista sul golfo. Venne disegnata non come un ospedale, ma con le sembianze di un grande albergo. La famiglia Florio decise poi di farne un vero hotel, affidando il progetto all’architetto Basile, noto esponente dell’Art Nouveau siciliana. La chiamarono Igiea, in onore della Dea greca della salute. Si accedeva dal mare, considerato l’ingresso principale e il colpo d’occhio migliore. Grazie al carisma di Donna Franca Florio, la Villa divenne presto il salotto borghese della città, dove si ritrovavano politici e teste coronate e artisti.

Oasi urbana immersa in un ampio parco, affacciata su un porticciolo privato, oggi nella Villa si respira la grandeur dei Florio. Specie nella nuova Palazzina Donna Franca, appena inaugurata in quello che un tempo era il Cercle des Etrangers dei Florio, il club privato dove s’incontravano personaggi influenti, originariamente collegato alla Villa attraverso una galleria artistica. Ma anche nel ristorante Florio, oggi regno dello chef Fulvio Pierangelini, dove i Florio erano soliti intrattenere gli ospiti, con la terrazza e le ampie finestre cielo terra che svelano il panorama sul giardino e sul mare. Accanto c’è il bar con i soffitti a volta in pietra e un lungo bancone, in parte originale, dove ammirare gli affreschi storici dell’artista palermitano Eugenio Morici.

La piscina con il tempietto neoclassico, celebre nelle foto d’antan della Villa, è un altro pezzo di storia. Ma è vero tesoro è il Salone degli Specchi di Basile, emblema Liberty, con le rifiniture in legno originali e gli affreschi del pittore Ettore De Maria Bergler: vale il viaggio.

 

La Costa del Mito

Centocinquanta chilometri di spiagge e riserve naturali, con tre parchi archeologici. Da Selinunte a Gela, un percorso attraverso la Sicilia più autentica all’insegna di mare, storia e paesaggio. Il DMO, Distretto Turistico Valle dei Templi, ha lanciato la “Costa del Mito”, un lungo e articolato itinerario attraverso le bellezze paesaggistiche della costa centro-meridionale siciliana, visitando l’area monumentale più estesa al mondo. Tra chilometri di spiagge e natura , il nuovo itinerario porta a scoprire la Valle dei Templi, poi Selinunte, l’area archeologica più densa di monumenti con i suoi cinque chilometri di itinerari, quindi Gela, con l’Acropoli e le Mura Timoleontee di Capo Soprano, Eraclea Minoa con il suo Antiquarium e il Teatro Greco sul Mar Mediterraneo. Attraversando scenari da cartolina, si scoprono castelli e paesi tra i Borghi più belli d’Italia, vedi Sutera e Sambuca, ma anche siti affascinanti come Monte Adranone.

Non solo archeologia però. Il lungo iter corre attraverso dune di sabbia, acque smeraldo, promontori, cale e falesie di marna bianca scolpite dal vento e dall’acqua a picco sul mare, come la leggendaria Scala dei Turchi. La natura mostra il suo lato più selvaggio nella Riserva della Foce del Fiume Platani, dove immergersi nel silenzio, o anche nella Riserva Naturale di Torre Salsa, per scoprire il volto più autentico di questa regione.

La Costa del Mito incrocia un altro itinerario, la Strada degli Scrittori, con i luoghi e i romanzi dei più grandi Autori del Novecento. La Strada degli Scrittori, che segue la SS 640, è un itinerario che, attraverso la Valle dei Templi, lega quei luoghi siciliani che hanno ispirato storie e personaggi, o visto nascere grandi autori.  Da Racalmuto a Porto Empedocle, da Favara e Agrigento fino a Caltanissetta. Sulle orme di Pirandello, si va da Caos a Girgenti, in cerca di quei personaggi che hanno ispirato le sue storie. Si passa per la Beata Corbera citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel “Gattopardo”. O per la marina di Vigata, l’attuale Porto Empedocle, diventata celebre grazie al Montalbano di Andrea Camilleri. Seguendo il tour si va dalle miniere di Racalmuto al Castello Chiaramontano e al teatro Regina Margherita, per ripercorrere le pagine di “Morte dell’Inquisitore”. Oppure fermarsi alla Noce, il luogo in cui Sciascia sognava di ritirarsi.

Tempio della Concordia, Valle dei Templi, Agrigento

Tempio della Concordia, Valle dei Templi, Agrigento 

Destinazione golf

Prati a predita d’occhio, campi di ulivi, file di palme e casette basse color terracotta. Proprio tra le ricchezze della Costa del Mito, il Verdura Resort, Rocco Forte Hotels, offre un buon punto di partenza per visitare le bellezze della zona, da Sciacca alla Scala dei Turchi e la Valle dei Templi. Con toni caldi e colori ispirati al paesaggio circostante, si confonde con la scenografia del posto, grazie a un’architettura dal sapore mediterraneo composta da elementi in pietra, sabbia e legno. Immerso nella generosità della natura della costa del Sud-Occidentale, è una destinazione a sé, defilata e riservata, amata dalle famiglie, per la spiaggetta privata e le attrazioni a misura di bambino (le biciclette per girare nel resort sono un’idea sostenibile e piacevole), ma soprattutto dagli appassionati di golf.

Con ben 120 ettari di spazi verdi dedicati alla pratica di questa attività, questo resort incastonato tra terra e mare è una delle più ambite destinazioni per amanti del golf. Che qui arrivano da mezzo mondo: americani, inglesi, francesi, tedeschi, che possono scegliere se giocare nei due campi da diciotto da buche o in quello da nove. A progettarli è stato un guru del settore, l’architetto californiano Kyle Phillips, che ha pensato a spazi ampi e aperti, integrati con l’ambiente circostante.

Una grande (ben sessanta metri) piscina a sfioro, rinfresca nelle più calde giornate di sole, regalando la vista sulla costa. Per gli sportivi le attività non mancano, dai campi da tennis alla palestra, fino ai tanti sport acquatici da fare in mare. Ma questo è anche il luogo giusto dove rilassarsi e dedicarsi al benessere: per ritemprarsi c’è la talassoterapia, con i le quattro vasche dalle differenti temperature, affacciate sulla vallata, tra cactus giganti e ulivi.

Per una pausa di gusto le alternative in zona non mancano: ma il ristorante gourmet Zagara ben rappresenta la ricchezza culinaria di questa costa. Si provano le ricette ispirate alla generosità della terra, i sapori tipici dell’isola, con il pesce fresco e le materie prime a chilometro zero. L’ideale è provarlo la sera, con la bella vista sul mare e il sole che tramonta sull’acqua.

 

Esperienze siciliane

Scoprire Palermo dall’alto, camminando tra tetti e belvedere, per avere un punto di vista unico sulla città. Partire alla scoperta del Parco dei Nebrodi a bordo di un fuoristrada 4×4, attraversando il Monte Soro fra sentieri e fitti boschi per raggiungere il Lago Maulazzo, poi il Lago Biviere di Cesarò, il Bosco di Mangalaviti e infine la Cascata del Catafurco. O girare per i mercati storici di Palermo gustando le bontà di street food, Patrimonio Immateriale dell’Unesco, dalle panelle al pane con la milza. Per scoprire la Sicilia autentica, meglio affidarsi ai siciliani: Empeeria è una nuova agenzia, tour operator e digital company, creata da esperti del territorio, che invita a provare esperienze autentiche con la gente del posto.  Le attività e i tour da sperimentare sono tanti, e si possono creare su misura in base alle esigenze dei turisti. Chi ha lo spirito più adrenalinico si divertirà a fare l’escursione in quad in provincia di Agrigento, che inizia dal centro storico della città di Ribera, per raggiungere il castello di Poggiodiana, dal quale ammirare il Canyon del fiume Verdura. Oppure lanciarsi a tutta velocità con la zipline a San Mauro Castelverde, nel cuore del Parco delle Madonie, sito Geopark UNESCO, e sfrecciare a 1600 metri sorvolando la vallata del fiume Pollina. Troppo? Più rilassante la gita in Fiat 500 vintage lungo la Costa Ionica, da Catania fino alle coste di Aci Castello, Aci Trezza e Acireale.

Ma le proposte sono tante, gastronomia compresa. Tra le più interessanti, c’è la possibilità di trascorrere una serata da Moltivolti, un progetto che, partendo dalla cucina e dagli spazi condivisi, crea integrazione e valore. Un posto speciale, un ristorante e un coworking nato da un gruppo di persone provenienti da paesi diversi, dal Senegal al Gambia, dalla Grecia fino all’Italia. Il locale propone un ottimo mix di cucina siculo-etnica, sperimentando piatti che sono frutto della fusione tra culture, dal Mafè, il piatto nazionale Senegalese, al cous cous di pesce. Il tutto tra i vicoli di Ballarò, uno dei quartieri storici, cuore vero di Palermo.

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