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Borse europee volatili nel giorno dell’inflazione europea

MILANO – Dopo un primo semestre in profondo rosso anche il mese di luglio per i mercati europei rischia di iniziare all’insegna delle vendite.

Oggi nel Vecchio Continente l’attesa è per il dato clou dell’inflazione dell’Eurozona, che potrebbe registrare un ulteriore accelerazione (gli analisti si attendono un +8,5% contro l’8,1% del mese precedente), inasprendo di conseguenza i timori per una possibile recessione e per una stretta monetaria da parte della Bce più aggressiva del previsto.

Nella prima ora di scambi sui listini europei a Londra l’indice Ftse 100 cede lo 0,77% a 7.114 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,8% a 5.875 punti mentre a Francoforte il Dax scende dell’1,22% a 12.627 punti.

A Milano l’indice Ftse Mib ha aperto cedendo lo 0,5%, ritoccando i minimi da novembre 2018: sul listino principale soffrono Stm (-2,4%) ed Enel (-2,1%), che risente del taglio del giudizio da parte di Hsbc. In lettera anche Nexi (-2%), Prysmian (-1,9%), Terna (-1,9%) e Snam (-1,6%).

Ma dopo le prime battute Piazza Affari azzera i ribassi in una seduta dominata dalla volatilità. A ridare fiato all’indice Ftse Mib, che sale dello 0,1%, sono i bancari, con in testa Unicredit (+2,1%) e Bper (+1,4%), gli assicurativi Generali e Unipol (+1,3%) e alcuni titoli industriali come Leonardo (+1,65%) e Pirelli (+1,2%).

In linea con il listino Tim (-0,6%) mentre indiscrezioni di stampa parlano di difficoltà a raggiungere un accordo con Cvc per l’ingresso nell’EnterpriseCo. Sempre alta volatilità per l’aumento di Saipem, con i diritti sospesi per eccesso di rialzo (+34,9%) dopo il crollo delle ultime sedute.

L’orso sui listini globali: tassi su e spettri di recessione, il semestre nero delle Borse

di

Andrea Greco

Vittoria Puledda

01 Luglio 2022

Un nervosismo che arriva dopo una prima parte dell’anno da dimenticare per gli investitori, con Milano che alla vigilia ha chiuso ai minimi da 19 mesi, cedendo nel semestre oltre il 22%, mentre Wall Street ha registrato sull’indice S&P 500 il peggior primo semestre dal lontano 1970.

Intanto sul fronte macroeconomico si registrano dati contrastanti: l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere, misurato su base trimestrale dalla Banca del Giappone (indice Tankan) mostra una netta frenata a fine giugno; al contrario la produzione manifatturiera in Cina è rimbalzata nello stesso mese oltre le attese.

E nelle prossime ore toccherà anche all’Europa, visto che arriveranno, oltre alla stima flash sull’inflazione, anche gli indici Pmi. Dagli Usa attesi, infine, il Pmi manifatturiero da Markit, la spesa in costruzioni e l’indice Ism Manifatturiero.
 

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