sabato, Agosto 20, 2022
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Tre parametri suggeriscono che il crollo di Bitcoin non è ancora finito

Bitcoin (BTC) vicino a 20.000$ sta decisamente preoccupando il mercato: ma dopo aver evitato per poco la rottura del supporto, possiamo considerare il peggio ormai passato?

Secondo molteplici indicatori on-chain, sembra che per questo ciclo il “max pain” debba ancora arrivare.

La posta in gioco è alta per molti hodler questa settimana: quasi il 50% dell’offerta è in perdita e i miner stanno aumentando gli inoltri di BTC verso gli exchange.

Anche alcuni dei maggiori investitori di Bitcoin, in particolare MicroStrategy, sono costretti a difendere la loro convinzione su BTC mentre il prezzo crolla.

Con obiettivi fino a quota 11.000$, analizziamo insieme quanto ancora potrebbe scendere tecnicamente il mercato per raggiungere le zone di bottom storiche.

Gli hodler deboli devono ancora essere eliminati

Nonostante il calo ai minimi di diciotto mesi, la price action di Bitcoin non ha ancora scosso tutti gli speculatori. Secondo il RHODL Ratio di Philip Swift, creatore della risorsa di analisi on-chain LookIntoBitcoin, sarebbero in arrivo ulteriori capitolazioni.

Infatti, storicamente, il rapporto tra gli hodler a breve termine e quelli a lungo termine si è rivelato più favorevole a questi ultimi in occasione dei macro-bottom dei prezzi.

Il RHODL prende in considerazione il rapporto tra i cohort di 1 settimana ed 1/2 anni del parametro Realized Cap HODL Waves, che divide le monete per l’ultimo movimento effettuato (ponderato per il prezzo realizzato).

In sostanza, una volta raggiunta l’area verde del RHODL, ciò suggerisce che la capitolazione è al suo apice e che un prezzo minimo è imminente o è già stato raggiunto. Finora, il RHODL non è ancora entrato nella sua zona verde, come mostrano i dati della società di analisi Glassnode.

Grafico del rapporto RHODL di Bitcoin. Fonte: Glassnode

Non abbastanza hodler in perdita

Potrebbe sembrare che l’intero mercato di Bitcoin sia in perdita, ma al di sopra dei 20.000$, molti sono ancora appesi a quelli che probabilmente sono magri guadagni, sperando in un rimbalzo.

La piattaforma di analisi on-chain CryptoQuant rivela che, alla data odierna, solo il 46% dell’offerta totale di BTC è in perdita.

Si tratta di un dato statistico di per sé impressionante, ma non sufficiente per definire un evento di capitolazione macro se si considerano i modelli storici.

Secondo i dati di CryptoQuant, almeno il 60% dell’offerta deve generare perdite non realizzate prima che si possa parlare di capitolazione, come avvenuto a marzo 2020, alla fine del 2018 e in precedenza.

Percentuale di offerta di Bitcoin in perdita. Fonte: CryptoQuant

Ki Young Ju, CEO di CryptoQuant, ha sottolineato l’importanza del ritorno di BTC/USD al suo prezzo di realizzo la scorsa settimana. Questo evento, atteso da due anni, significa che il prezzo spot è sceso sotto il prezzo medio al quale tutte le monete si sono mosse l’ultima volta.

“Ho aspettato questo momento per 2 anni dal grande sell-off di marzo 2020”, ha commentato all’epoca.

Nessuna resa dei miner, nonostante gli “impressionanti” afflussi agli exchange

Nonostante il loro costo di produzione sia probabilmente più vicino ai 30.000$ che ai 20.000$, i miner di Bitcoin devono ancora iniziare a coprire le spese con le vendite dei BTC accumulati. Tuttavia, le monete si stanno effettivamente spostando verso gli exchange, al tasso più alto degli ultimi sette mesi, come recentemente riportato da Cointelegraph.

Per questo motivo, l’hash rate della rete Bitcoin non è ancora sceso in picchiata, cosa comune nei periodi di forte pressione sui prezzi. 

Il parametro Hash Ribbons, creato dal CEO dell’asset manager Capriole Charles Edwards, conferma l’assenza di tendenza.

L’Hash Ribbons utilizza la media mobile a 30 e 60 giorni dell’hash rate per determinare una capitolazione dei miner. Una volta che la media mobile a 30 giorni si incrocia con quella a 60 giorni, si può presumere che il “peggio” sia passato ed un conseguente ritorno al lavoro dei miner.

Finora, tale incrocio non si è ancora verificato e, storicamente, ciò significa che potrebbe presentarsi altra sofferenza.

Grafico Hash Ribbons di Bitcoin. Fonte: Glassnode

“Impressionanti gli afflussi di Bitcoin agli exchange da parte dei miner”, ha commentato l’economista, trader e imprenditore Max Krueger a proposito dell’attività dei miner di questa settimana:

“Molti miner si troverebbero in guai seri con $BTC sotto i 20.ooo$, farsi prendere dal panico ieri in previsione della rottura dei 20.000$ ha senso”.

Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.

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