sabato, Agosto 13, 2022
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Amber Heard: «La cosa più spaventosa quando parli di violenza sessuale è non essere creduta»

«La cosa più spaventosa e intimidatoria per chiunque parli di violenza sessuale è non essere creduti, essere chiamati bugiardi o essere umiliati». Amber Heard sferra un nuovo attacco – seppur indiretto – all’ex marito Johnny Depp: dopo essere stata condannata per diffamazione a causa di un celebre editoriale sul Washington Post in cui – anche lì senza citare l’ex compagno – parlava di abusi subiti, l’attrice americana conferma la sua versione dei fatti.

«Se ho paura che continuando a discutere del processo riceva un’altra denuncia per diffamazione? Certamente», è la risposta di Amber alla domanda di Savannah Guthrie, in una lunga intervista per Dateline, su NBC. «Ho dato per scontato quello che presumevo fosse il mio diritto di parlare. Ho paura che, indipendentemente da quello che faccio o dico o come lo dico, ogni passo possa rappresentare un’altra opportunità per questa sorta di silenziamento».

Ma Amber, appunto, continua ad andare per la sua strada, senza alcuna marcia indietro circa le sue contestate affermazioni: «Fino a che vivo ribadirò ogni parola della mia testimonianza. Ho detto la verità di fronte al potere e ne ho pagato il prezzo». Un racconto che si scontra con la versione di Depp, che sostiene di non aver mai picchiato una donna in vita sua. «Non sono una persona vendicativa e in cerca di rivalsa», ha affermato ancora la Heard.

Che ha rivelato inoltre di essere in possesso degli appunti presi per anni dalla sua terapista, che confermerebbero i racconti circa le presunte violenze di Depp. «La delusione che provo va al di là delle parole», aveva detto subito dopo la sentenza che l’ha condannata ad un risarcimento da oltre 8 milioni di dollari. «Ho il cuore spezzato dal fatto che la montagna di prove non si stata sufficiente a resistere al potere e all’influenza del mio ex marito».

«E sono ancora più delusa da ciò che questo verdetto significa per le altre donne. È una battuta d’arresto. Porta indietro l’orologio a un tempo in cui una donna che parlava di certe tematiche veniva umiliata e non creduta».

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