lunedì, Settembre 26, 2022
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Spazio: quando visiteremo altri pianeti?


Delle missioni spaziali previste per il 2022 ne abbiamo già parlato. Ma adesso c’è molto di più: secondo la Nasa tra meno di un secolo l’uomo potrebbe sbarcare su Giove, e tra circa 130 anni su Saturno: è quanto emerge da uno studio pubblicato su arXiv che ha analizzato decine di migliaia di articoli riguardanti l’esplorazione dello spazio e il livello di tecnologia necessaria per le missioni spaziali. Con i dati raccolti gli autori hanno creato un modello che stima le date più probabili per il lancio di missioni con equipaggio umano dallo spazio cislunare, una zona che si trova tra la Terra e la Luna dalla quale l’uomo potrebbe partire per raggiungere altri pianeti.
L’esattezza di queste previsioni, sottolineano gli esperti, dipenderà in gran parte da come andranno le missioni senza equipaggio dei prossimi decenni. «Secondo il nostro modello, molte persone attualmente viventi potranno presenziare allo sbarco dell’uomo su pianeti più lontani della Luna e di Marte», affermano i ricercatori.. Quando andremo su Marte? Snoccioliamo le date precise (per quanto parlare di precisione sia un po’ azzardato): la missione con equipaggio più vicina è Marte 2038, seguita dalla visita agli asteroidi della fascia principale del sistema solare (tra Marte e Giove) tra il 2071 e il 2087, e dallo sbarco su Giove tra il 2101 e il 2121. L’ultimo a ricevere visite dagli umani sarà Saturno, che se tutto andrà come previsto verrà raggiunto tra il 2129 e il 2153.. Che cos’è la civiltà di Kardashev? Ci vorrà invece qualche secolo in più per convertirci in una civiltà di Kardashev di tipo I. Cosa significa? Il nome viene dall’astrofisico russo che nel 1964 teorizzò un modello che calcola il livello tecnologico raggiunto da una civiltà e le sue capacità di esplorare lo spazio. Una civiltà di tipo I è in grado di sfruttare tutte le risorse energetiche del proprio Pianeta di origine (una quantità pari a 4×1016 watt); una civiltà di tipo II può utilizzare l’intera energia offerta dalla propria stella e dal proprio sistema planetario (4×1026 watt); una civiltà di tipo III sfrutta l’energia dell’intera galassia dove si trova (4×1036 watt).. Attualmente la Terra sta sfruttando una minuscola frazione della propria energia -e si trova quindi a livello zero-, ma secondo uno studio della NASA pubblicato su arXiv potremmo diventare una civiltà di Kardashev di tipo I nel 2371: è un peccato (o una fortuna?) che nessuno di noi sarà qui per vederlo..

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