lunedì, Settembre 26, 2022
Disponibile su Google Play
HomeViaggiSorrento, è tornato il tempo del Grand Tour tra hotel panoramici e...

Sorrento, è tornato il tempo del Grand Tour tra hotel panoramici e lidi su palafitte chic

Ascolta la versione audio dell’articolo

All’ingresso della Villa Comunale di Sorrento un artista della Mitteleuropa scatta foto col dagherrotipo. Le famiglie americane accettano volentieri di posare e sorridono quando lo vedono scomparire per un attimo dentro il vello nero. Col ritratto vintage in mano si affacciano subito dopo dalla balconata e restano incantati dalla vista del mare blu, del Vesuvio scuro e dalle sue sconfinate propaggini verdi. Si sentono le urla felici dei bagnanti che si gettano dai moli allungati nell’acqua come tentacoli di un polpo. Provengono di lidi palafitta di Marina Piccola, alla quale si accede attraverso una storica scalinata scavata nella roccia, una sorta di mulattiera balneare che permette così di godere in pieno questo trovarsi dentro una cartolina di altri tempi.

Marina Grande vista dall’alto

Eppure a Sorrento, incipit della penisola sorrentina e della costiera che poi diventa amalfitana, sembra proprio che i tempi belli siano tornati. Tanto è vero che, proprio lì accanto, viene da pensare che sia un intellettuale quello col pince-nez che legge nel giardino floridissimo dell’Hotel Tramontano, storica dimora per villeggianti, dove Henrik Ibsen soggiornò a lungo portando a termine il dramma Gli Spettri. Anche fare colazione come al Bellevue Syrene, nel patio fiorito che guarda al mare, delizia tutti i cinque sensi. Lucio Dalla pensò qui la sua Caruso.

Il Sedil Dominova tutto affrescato

Il Sedil Dominova tra i gioielli di Corso Italia

Dà ebrezza entrare nella suite che il Grand Hotel Excelsior Vittoria ha dedicato a Enrico Caruso, dopo che Lucio Dalla fu così stregato dal suo panorama da comporre il testo della struggente canzone che porta il nome del tenore campano. Gli alberghi a Sorrento rappresentano, dunque, luoghi dell’anima, per i quali far sentire bene chi arriva qui dal mare, attratto dalla falesia alta e possente sulla quale sorge il borgo marinaro, è un dovere e al tempo stesso un piacere.

Art Hotel Gran Paradiso

All’Art Hotel Gran Paradiso, ad esempio, il blu è il colore dell’interior design, e c’è da essere certi che il concierge saprà scovare un auto d’epoca a bordo della quale raggiungere quel Vesuvio che si staglia in lontananza e anche in vicinanza: vedendolo ogni momento dalle finestre induce a credere che si rivelerà un amico fidato, come gli anziani che stanno giocando a carte ai tavoli disposti nel Sedil Dominova sul largo detto schizzariello che, dopo essere stato nell’800 il ritrovo della nobiltà locale, ora ospita, in questa loggia affrescata dell’antica via San Cesareo, la Società Operaia di Mutuo Soccorso. Poi si entra nella Chiesa di San Paolo ad ammirare l’arte delle tarsie, presenti anche nella Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, mentre Villa Fiorentino si dedica all’esposizione di fotografie – compresa una sexy Sophia Loren – nel giardino dove c’è la sede open anche del Museo delle Arti e Mestieri sotto un pergolato che un tempo fungeva da limonaia.

Produzione di Limoncello da Limonoro (foto da facebook)

L’elisir del limoncello, boutique di fiori fané, e poi Marina Grande come ai tempi di Sophia

È intrigante uscire dal flusso dei turisti e cercare autenticità nell’intreccio di vicoli che si ramificano dal lungo e stretto Corso Italia, per esempio negli assaggi di liquore di agrumi da Limonoro, al suo stesso posto dal 1905. Fané è invece l’atrio del Fioraio Ruoppo dove tra putti, monstera deliciosa tentacolari, fontane un po’ sbrecciate eppure ravvivate dai colorati mosaici, si è turbati dal fascino delle composizioni profumate. E anche scendere a piedi verso Marina Grande, la spiaggia più vasta cara gli appassionati di cinema degli anni ’50 che qui riconosceranno molti sfondi amati nel film “Pane, amore e …” diretto da Dino Risi e interpretato da Sophia Loren, regala sorprese: la bottega degli storici calafati Aprea è diventato un museo involontario grazie al signor Cataldo, novantenne, che con le mani sa ancora costruire barche a vela e racconta volentieri l’avventura familiare cominciata più di due secoli e mezzo fa.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews