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Elon Musk e Jackson Palmer si scambiano frecciatine

Il miliardario Elon Musk e il co-fondatore di Dogecoin (DOGE) Jackson Palmer sono impegnati in una battaglia sui social media, a causa dell’affermazione di Palmer secondo cui basterebbe un semplice script in Python per risolvere il problema dei bot su Twitter.

Palmer ha dichiarato in un’intervista che il suo script era in grado rispondere automaticamente ai tweet fraudolenti, così da segnalare agli utenti la presenza del pericolo. Ha svelato al portale d’informazione Crikey che era stato contattato da Musk in persona per ottenere lo script, ma ha affermato che le conoscenze tecniche del miliardario erano carenti e non sapeva pertanto come eseguirlo:

“Elon mi ha contattato per ottenere lo script, ma è subito diventato evidente che non è proprio un esperto di programmazione.” 

Aggiungendo danno alla beffa, Palmer ha raccontato che un anno fa aveva definito il fondatore di SpaceX “un truffatore che vende la speranza di poter un giorno realizzare ciò che promette… ma nemmeno lui è consapevole di questo.”

Musk non ha reagito bene ai commenti di Palmer, affermando che il suo script non faceva affatto quanto promesso:

“I miei figli scrivevano codice migliore quando avevano 12 anni. Hai falsamente dichiarato che il tuo piccolo programma in Python poteva sbarazzarsi dei bot. Ok amico, allora condividilo con il mondo.”

Il CEO ha sfidato Palmer a rendere lo script pubblico, così da poter essere esaminato dalla community. Cosa che, alla pubblicazione di questo articolo, Palmer non ha ancora fatto.

In data 17 maggio, Musk ha annunciato che il suo accordo per l’acquisto di Twitter non poteva “andare avanti” a meno che il CEO di Twitter, Parag Agrawal, non dimostrasse che meno del 5% degli utenti della piattaforma sono bot.

L’astio di Palmer nei confronti di Musk è apparso evidente durante l’intervista pubblicata su Crikey, dove ha affermato che Musk intendeva distruggere Twitter piuttosto che acquisirlo. A suo parere, il piano del CEO di Tesla è semplicemente far crollare il valore del social network.

Il co-fondatore di Dogecoin ha lasciato il progetto nel lontano 2015, e nutre un profondo rancore per l’intera industria delle criptovalute: lo scorso anno, ha definito il settore “un cartello di personaggi molto ricchi.” Paradossalmente Musk è uno dei maggiori sostenitori della memecoin, tanto da essere stato eletto “CEO” di DOGE.

La discussione tra Musk e Palmer è avvenuta due giorni dopo che Musk ha annunciato che SpaceX avrebbe accettato DOGE per l’acquisto del merchandise della compagnia.

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