venerdì, Agosto 12, 2022
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Von der Leyen e Macron aprono alla modifica dei trattati Ue: “L’unanimità in settori chiave non ha più senso”

La presidente della commissione europea Ursula Von Der Leyen apre alla modifica dei trattati su cui si fonda l’Unione europea e all’abolizione del voto all’unanimità. “Voglio essere chiara che sarò sempre dalla parte di coloro che vogliono riformare l’Ue per farla funzionare meglio. Il punto è che ci avete detto dove volete che questa Europa vada. E ora tocca a noi noi prendere la via più diretta per arrivarci. Usando tutti i limiti di ciò che possiamo fare all’interno e, sì, cambiando i trattati dove è necessario”, ha dichiarato la presidente intervenendo alla cerimonia conclusiva dei lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa. “Accolgo con favore il fatto che per la prima volta in assoluto il Parlamento europeo sia pronto a usare i suoi poteri per proporre una Convenzione. Lavoriamo insieme su tutto questo. Senza tabù. Senza linee rosse ideologiche. Facciamo cose per il qui e ora”, ha aggiunto. 

Per quanto riguarda il voto all’unanimità, che spesso ha bloccato le decisioni europee, Von Der Leyen ha detto “che in alcuni settori chiave semplicemente non ha più senso se vogliamo essere in grado di muoverci più velocemente. O che l’Europa dovrebbe giocare un ruolo maggiore, per esempio nella salute o nella difesa. E dobbiamo migliorare il funzionamento della nostra democrazia su base permanente”.

Anche il presidente Macron si è detto favorevole a “riformare i nostri testi” convocando “una convenzione per la revisione. È una proposta del Parlamento europeo e la approvo”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, alla cerimonia per la conclusione dei lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa.

Quanto al possibile ingresso dell’Ucraina nell’Ue, Macron ha frenato l’entusiasmo di Kiev; “L’Ucraina con il cuore è già membro della nostra Unione ma anche se domani le concediamo lo status di candidato, ed è ciò che auspico, sappiamo tutti che l’iter per l’adesione richiede diversi anni, anzi decenni, e bisogna dirlo con sincerità. Non possiamo rinunciare ai principi che sono le fondamenta di questa Europa”.

“Dal punto di vista politico l’Europa è più ampia dell’Ue” e “la sfida storica che ci attende oggi” è quella di “creare una comunità politica europea, un’architettura europea nuova che consentirebbe alle nazioni democratiche europee che aderiscono ai nostri valori di trovare un nuovo spazio di cooperazione politica e di sicurezza in materia di energia, trasporti, investimenti, infrastrutture, libera circolazione e giovani”. 

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