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cinque aspetti da tenere d’occhio questa settimana

Bitcoin (BTC) inizia la seconda settimana di maggio facendo riemergere i fantasmi ribassisti del passato: quanto potrebbe mettersi male per gli hodler?

Dopo aver corretto a 32.600$, la più grande criptovaluta sta impartendo a tutti i partecipanti del mercato, senza esclusione, una vecchia lezione, e la paura è palpabile.

Una brutale combinazione di spunti macro, destinati ad amplificarsi questa settimana e oltre, dipinge lo scenario ideale per alcuni retest sul grafico, che nessuno sperava di rivedere nuovamente.

Nonostante aumentino le voci di una imminente capitolazione, c’è un forte disaccordo su quanto BTC/USD possa effettivamente correggere al fine di siglare un bottom di lungo termine.

Analizziamo insieme i fattori che potrebbero contribuire ai movimenti del mercato nei prossimi giorni, mentre Bitcoin si avvicina ai suoi minimi annuali.

Sei chiusure settimanali in rosso consecutive

In qualunque modo lo si dica, questa settimana c’è poco da essere rialzisti osservando i grafici del prezzo di Bitcoin.

La chiusura settimanale dell’8 maggio a 34.000$ ha siglato la sesta candela settimanale rossa consecutiva.

Come riportato da Cointelegraph Markets Pro e TradingView, tale pattern è stato registrato quasi otto anni fa, ad agosto 2014.

Allora, come oggi, Bitcoin si trovava nel secondo anno del suo ciclo quadriennale dell’halving, dopo aver registrato il suo primo blow-off top a poco più di 1.000$ a novembre 2013. Questo ciclo, tuttavia, è stato diverso, in quanto l’atteso blow-off top non si è palesato, o è stato comunque molto più evidente rispetto ai cicli precedenti.

Grafico settimanale di BTC/USD (Bitstamp). Fonte: TradingView

Nel frattempo, le condizioni macro hanno in mano la situazione. La maggior parte degli analisti si aspetta una stretta finanziaria da parte delle banche centrali di tutto il mondo, e ciò terrà saldamente sotto controllo gli asset di rischio, come le crypto.

Tornando al grafico, BTC/USD ha già perso oltre 4.000$, ovvero l’11,1%, solo da inizio maggio.

Storicamente, il peggior mese di maggio su record è stato l’anno scorso, in cui la coppia ha perso il 35,3%, come riportato dalla risorsa di monitoraggio on-chain Coinglass.

Dopo la performance di aprile, le probabilità di una rimonta sembrano scarse. Per quattro anni di fila prima del 2022, Bitcoin ha invece visto guadagni di almeno il 32% nel mese scorso, ma siglando quest’anno una perdita del 17,3%, il suo peggiore aprile registrato.

Ritorni mensili su BTC/USD (screenshot). Fonte: Coinglass

Media mobile a 100 settimane di BTC in discesa

Di conseguenza, il consiglio degli analisti in relazione alla price action di Bitcoin sul breve termine è praticamente unanime: fare attenzione.

Al momento della stesura, BTC/USD continua il suo ribasso, tentando di testare i 33.000$ e i minimi di gennaio a 32.800$.

“Non cercate di afferrare questo coltello”, suggerisce la risorsa di analisi on-chain Material Indicators su Twitter, condividendo un grafico che mostra il supporto dell’offerta che scompare dall’order book di Binance.

L’order book dell’8 maggio mostra un importante muro di bid in atto a 33.000$. Posizionato lì come un altro wall di buy interest a circa 33.800$, è stato affrontato rapidamente dal mercato, mostrando la veridicità della pressione dal lato delle vendite nel contesto attuale.

Order book su BTC/USD (Binance). Fonte: Material Indicators

“Tendenzialmente, 69,5 milioni di dollari di liquidità dell’offerta di BTC agirebbero da supporto, ma storicamente aveva anche una quantità significativa di liquidità al di sotto. Questo non sembra essere il caso”, aggiunge Material Indicators riguardo alla prima linea di difesa.

La scorsa candela settimanale ha anche visto Bitcoin tuffarsi sotto la sua media mobile a 100 settimane (WMA) per la prima volta da marzo 2020.

In precedenza, a seguito del ribasso al di sotto della WMA 100, BTC/USD ha continuato il trend in direzione della WMA 200, testandola come supporto. Per il popolare account Twitter Blockchain Backer, le implicazioni sono evidenti.

“Entrambe le volte precedenti, nel 2014 e nel 2018, hanno portato alla capitolazione verso la media mobile a 200 settimane”, scrive nel suo ultimo aggiornamento.

“Il grafico di oggi presenta molte differenze rispetto a quei due periodi, che erano molto simili tra loro”.
Grafico settimanale di BTC/USD (Bitstamp) con 100, 200 WMA. Fonte: TradingView

Blockchain Backer ha infine aggiunto che un “grande ribasso” era nell’aria, considerando l’ultima dimostrazione di debolezza dell’8 maggio.

Come recentemente riportato da Cointelegraph, nel frattempo, le aspettative – anche diverso tempo prima della chiusura settimanale – erano di un ribasso in traiettoria dei 30.000 dollari nelle settimane a venire.

L’CPI statunitense proseguirà con la narrativa anti inflazione

Il crollo di Bitcoin durante la scorsa settimana è stato in gran parte dovuto alla più ampia debolezza macro, ora saldamente in atto sui mercati globali, ed alla continua correlazione delle criptovalute con gli indici azionari.

La situazione è diventata evidente a seguito delle conferme di inasprimento da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti, portando l’S&P 500 a chiudere la quinta candela settimanale ribassista consecutiva, evento non registrato dal 2011.

Ora, tra il conflitto Russia-Ucraina in corso e le pressioni finanziarie associate, un’altra forza è destinata ad incombere.

L’inflazione, già al suo massimo degli anni ’80 negli Stati Uniti, è destinata a peggiorare a causa delle interruzioni commerciali e delle sanzioni imposte alla Russia.

Questa settimana verranno rilasciati i dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di aprile, e probabilmente i numeri rifletteranno la portata delle turbolenze geopolitiche.

Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, interverrà sull’inflazione il 10 maggio, prima della prossima comunicazione relativa al CPI prevista per il giorno seguente.

Il CPI di marzo è all’8,5%, e diversi analisti ipotizzano che l’inflazione possa raggiungere il suo picco prossimamente.

“Ci aspettiamo che l’inflazione raggiunga il picco quest’estate tra il 6%-7% e che si riduca al 3%-4% l’anno prossimo, senza recessione. … Potremmo aver già individuato i primi segnali del picco dell’inflazione, in aumenti inferiori a tre mesi year-over-year di prezzi e salari”.

“We expect inflation to peak this summer between 6%-7% and to recede to 3%-4% next year with no recession. … We may have spotted the first signs of peaking inflation already, in lower three-month than y/y rises of several price and wage measures.” – @yardeni pic.twitter.com/4mXXxFvmIN

— Carl Quintanilla (@carlquintanilla) May 8, 2022

“A parer mio, lo scenario ideale per un bottom sarebbe la capitolazione nei prossimi giorni, seguita da una stampa CPI inferiore al previsto mercoledì”, afferma il popolare account di trading Daan Crypto Trades:

“Sarebbe il mio segnale per scommettere alla grande”.

Grandi o piccoli, negli ultimi mesi gli eventi CPI hanno avuto la tendenza a scatenare volatilità a breve termine sul prezzo di BTC.

Target della capitolazione 

Attualmente, oltre il 40% dell’offerta di Bitcoin è in perdita, la percentuale più alta da aprile 2020, subito dopo il crollo innescato dal COVID-19.

7,7 milioni di #Bitcoin sono attualmente in perdita. È l’importo più elevato dal 15 aprile 2020.

È quasi il 41% dell’offerta totale in circolazione.

7.7 million #Bitcoin are currently sitting in loss. This is the highest amount since April 15th, 2020.

That’s almost 41% of the total circulating supply. pic.twitter.com/uXPR9PiJHT

— On-Chain College (@OnChainCollege) May 7, 2022

In quel momento, un vero e proprio evento di capitolazione ha avuto luogo, come evidenziato prima di tutto dal prezzo.

Analizzando i profitti e le perdite non realizzati di tutti gli hodler dell’epoca, secondo la società di analisi on-chain Glassnode, la capitolazione è stata confermata il 16 marzo 2020.

Solo nove giorni dopo, il parametro dei profitti/perdite netti non realizzati è uscita dalla zona di “capitolazione” e ha raggiunto l’area della “speranza – paura”, tendente dunque ad una ripresa.

Attualmente, il parametro riporta “ottimismo – ansia”, direzionato verso il territorio della “speranza – paura”.

Grafico net unrealized profit/loss su Bitcoin. Fonte: Glassnode

Il sentiment crolla in una zona di macro bottom

Non sorprende che finora il sentiment generale del mercato delle criptovalute non abbia beneficiato degli eventi di maggio.

Secondo il Crypto Fear & Greed Index, tuttavia, solo questa settimana la situazione ha impattato tra i più.

In data odierna, l’indicatore del sentiment riporta 11/100, saldamente nella sua area di “paura estrema”, coincidente con livelli che storicamente hanno formato i bottom.

Negli ultimi due giorni, il Crypto Fear & Greed ha dimezzato il suo valore.

Crypto Fear & Greed Index (screenshot). Source: Alternative.me

L’equivalente tradizionale del mercato finanziario, il Fear & Greed Index, ha iniziato a divergere dal parametro crypto, siglando oggi 30/100, “paura”, nonostante il caos della scorsa settimana.

“Con Bitcoin che ora ha ritracciato fino a 33.900$, il sentiment dei trader è sceso ai minimi di sei settimane”, commenta la società di ricerca Santiment:

“Di solito preferiamo vedere segnali di capitolazione come questo, poiché l’abbandono delle ‘mani deboli è generalmente necessario per assistere ad un rimbalzo veramente notevole”.
Fear & Greed Index (screenshot). Fonte: CNN

Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.

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