venerdì, Agosto 12, 2022
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Mps, l’appello ribalta il primo grado: assolti Mussari e Vigni

MILANO – Sono stati assolti dalla Corte di Appello di Milano l’allora presidente di Mps Giuseppe Mussari e l’allora direttore generale Antonio Vigni condannati in primo grado per le presunte irregolarità nelle operazioni Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh, effettuate, secondo l’accusa, per coprire le perdite provocate dall’acquisto di Antonveneta.

Mussari era stato condanno a 7 anni e mezzo mentre Vigni a 7 anni e 3 mesi.

Il processo arrivato oggi alla sentenza di secondo grado – di assoluzione per tutti gli imputati – è relativo a una serie di operazioni finanziarie realizzate dalla banca senese per coprire, secondo l’accusa, le perdite provocate dall’acquisto di Antonveneta. I reati ipotizzati nei confronti di tutti gli imputati nel processo sono, a vario titolo, manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all’autorità di vigilanza. In particolare, al centro del procedimento ci sono i derivati Santorini e Alexandria, sottoscritti dalla banca senese con Deutsche Bank e Nomura e che, secondo l’ipotesi accusatoria, sono serviti a nascondere la reale situazione finanziaria del Monte dei Paschi e in particolare le perdite causate dall’operazione di acquisto di Antonveneta.

La corte d’appello di Milano ha dunque assolto anche due società del gruppo Deutsche Bank e Nomura, nel quale gli istituti erano imputati per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. La corte ha assolto tutti gli allora dipendenti delle due banche imputati nel processo e ha quindi assolto le banche per l’insussistenza dei reati presupposti. Sono state inoltre revocate le confische di 64 milioni di euro a Deutsche Bank ag e Deutsche Bank London branch e quella di 88 milioni di euro a Nomura.

“Questo è il disvelamento di come si esercita il terribile potere di accusa in italia, dove, per fortuna, esiste ancora un giudice, rintanato a Berlino”. Così il professor Tullio Padovani e gli avvocati Francesco Marenghi e Fabio Pisillo, difensori di Mussari, hanno accolto l’assoluzione in secondo grado del loro assistito. Il riferimento a “esiste ancora un giudice a berlino” è un’espressione mutuata da un’opera di bertold brecht nella quale si narra la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. “L’avvocato Mussari non è più quel che era quando questa vicenda è iniziata, e nessuno gli restituirà nulla. Su questo, forse, dovremmo tutti riflettere” hanno concluso i legali.

“Sono sempre stato convinto dell’innocenza dei mei Assistiti e ho sempre avuto fiducia nel lavoro e nell’equilibrio della magistratura – ha dichiarato Giuseppe Iannaccone, founder dello studio legale Iannaccone e Associati, che con il team formato dagli avvocati Riccardo Lugaro e AnnaGiulia Zambelli ha difeso gli ex dirigenti di Deutsche Bank – Questa sentenza conferma che nel nostro Paese c’è giustizia e il caso di specie ne è la piena prova”.

I conti della Mps di oggi

Mentre si aggiorna un capitolo della storia recente di Mps, i conti di oggi dicono che la banca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 9,7 milioni di euro, in calo del 91,9% rispetto ai 119,3 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. La flessione, si legge nella nota sui conti della banca, “risente di un maggior contributo dalla cessione di titoli registrato nel primo trimestre 2021, nonché di minori accantonamenti ed inferiori oneri di sistema”. Il risultato è invece in miglioramento rispetto alla perdita di 79 milioni registrata nel quarto trimestre del 2021.

L’istituto ha detto che il nuovo piano industriale, messo a punto dal nuovo amministratore delegato Luigi Lovaglio, verrà presentato il prossimo 23 giugno. “La nostra aspirazione è che il nostro piano industriale venga percepito correttamente dalla Bce, questo è il nostro obiettivo”, ha osservato Lovaglio in call. “Ci aspettiamo che il piano rifletta le indicazioni della Bce”, ha osservato l’ad, spiegando che “le azioni più urgenti” che Mps deve intraprendere sono “sul lato dell’efficienza, perché siamo consapevoli che la struttura dei costi della banca richiede aggiustamenti in relazione alla capacità di generare utili”.

Il mercato non ha accolto positivamente i conti, con il titolo debole. “Nel complesso il trend delconto economico è stato sostanzialmente in linea con le attese: il trading più alto è stato compensato da costi più alti”, spiegano gli analisti di Morgan Stanley. Quello che invece “non ha centrato” le aspettative del mercato è stato “il capitale al 10,8%, circa 20 punti base in meno trimestre su trimestre”. “Alla luce dell’ampia gamma di potenziali esiti dell’aumento di capitale, restiamo cauti”, affermano gli analisti

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