martedì, Agosto 16, 2022
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come funziona il VRR e cosa cambia davvero nei giochi?

L’arrivo nelle case dei giocatori delle console next-gen ha introdotto non poche novità in un panorama reduce da una generazione per molti considerata sottotono. A partire dall’architettura Zen2 in tandem con RDNA2, con il tanto atteso arrivo del Ray Tracing hardware e di nuovi target di risoluzione, passando per gli standard video più recenti, come l’output su HDMI 2.1 fino a 4K/120. Una delle caratteristiche più attese dell’ultimo periodo su PS5 era, però, il VRR, o Variable Refresh Rate, che promette di eliminare stuttering e tearing senza colpo ferire.

Requisiti per provare il VRR

L’arrivo del VRR su PlayStation 5 ha consentito di avere un assaggio di quella che promette di essere la strada maestra per le console domestiche, con cui far fronte agli ovvi limiti hardware, uniti a un target di risoluzione mai così elevato e ad una longevità che può e deve essere mantenuta nella media intergenerazionale.

Nasce proprio con questo scopo il VRR che però, per essere sfruttato, necessita di un pannello compatibile. Nella nostra prova abbiamo avuto modo di giocare su PS5 attraverso un OLED di LG di penultima generazione, di cui abbiamo già avuto modo di parlare nella recensione di LG C1. Questo pannello, oltre ad essere compatibile con il Refresh Rate Variabile, consente di tenere sotto controllo il framerate in tempo reale grazie alla comoda dashboard della modalità Gaming. Lato console, invece, per attivare il VRR è necessario spostarsi nelle impostazioni Schermo e video dove nell’ultima build del sistema operativo è finalmente apparsa la voce apposita.

Dopo esserci posizionati su Automatico, potremo dare il via alle danze sui giochi PS5 che supportano il VRR. Tuttavia, questa modalità può essere anche forzata sugli altri titoli nominalmente non compatibili, sulle cui prestazioni però Sony declina ogni responsabilità in merito all’efficacia. Sempre nella stessa sezione delle impostazioni, quindi, per estendere il supporto è sufficiente attivare l’opzione Applica a giochi non supportati e il gioco è fatto.

Come funziona il VRR

Il VRR è una tecnologia davvero geniale e interviene, nomen omen, sulla frequenza di aggiornamento del pannello come FreeSync e G-Sync, ovvero adattando il Refresh Rate dello schermo al framerate prodotto dalla console. In questo modo, sincronizzando costantemente la PS5 con la periferica video , è possibile aggredire due problematiche ben precise.

Il tearing, più evidente, consiste nella sovrapposizione di più fotogrammi tra loro risultando in un’immagine frammentata in cui sono presenti entrambi. Questo problema è causato proprio dalla discrepanza nella frequenza di aggiornamento tra il flusso video e lo schermo. Mantenendo la frequenza del pannello variabile, viene eliminata a monte la causa che scatena l’effetto.

Lo stuttering, invece, è quella percezione di lag che viene a crearsi quando ci sono degli sbalzi più o meno ampi nel framerate. In altre parole, è particolarmente evidente quando il flusso perde la sua costanza e passa, per esempio, da un framerate elevato a un vistoso calo improvviso. Uno degli scenari più tipici in cui si può osservare è quando, in un titolo in prima persona, puntiamo in cielo e all’improvviso torniamo a guardarci intorno.
Se per molti la risposta a questo problema è quella di abbassare il limite massimo di FPS da mostrare a schermo, non è sempre un approccio applicabile. Chi ha acquistato una console di nuova generazione principalmente per godersi titoli a 60 o 120Hz, accetterebbe controvoglia di tornare sotto queste soglie.

Proprio su PS5, quindi, questa feature avrà modo di far parlare di sé nel corso del tempo, dal momento che impostando le modalità a 60 e 120 FPS, bisognerà tenere in considerazione che questi valori rappresentano la soglia massima raggiungibile in un range che parte in entrambi i casi da 48 Hz con VRR attivo: un margine sufficientemente elevato per rischiare di incorrere in queste problematiche di gioco, per cui la nuova tecnologia sarà più che benvenuta.

Passando al gioco, non abbiamo riscontrato particolari problematiche né su titoli pienamente supportati, né in modalità compatibilità.

Nel corso di questa prova siamo passati da Astro’s Playroom a Tribes of Midgard, decisamente poco indicativi ma comunque supportati, ma è stato possibile osservarne le potenzialità anche su titoli come Ghostrunner e Control, che invece non rientrano ancora nella lista, ed è proprio il titolo cyberpunk di 505 games (qui la recensione di Ghostrunner, a cura del nostro Giuseppe Arace) che consente di immergersi in maniera più massiva nella nuova tecnologia, dal momento che si possono raggiungere i 120 FPS in maniera piuttosto significativa, mentre l’ultima fatica di Remedy, ricordando che può spingersi fino a 60 fotogrammi al secondo solo in modalità Prestazioni senza Ray Tracing, beneficia in maniera piuttosto importante del VRR nelle sequenze in cui avvengono importanti cali nel flusso video .

Quando si oltrepassa il range di riferimento, quindi al di sotto dei 48 Hz, le problematiche a schermo tornano a essere piuttosto evidenti.

Il risultato è un’esperienza di gioco sicuramente più uniforme che in passato, anche quando si ha a che fare con cali o inconsistenza della produzione dei fotogrammi, perciò ogni tassello che permette di remare in questa direzione è sempre più che benvenuto.

Trattandosi della primissima implementazione di questa tecnologia su PS5 i margini di miglioramento sono sicuramente abbondanti e il sistema è ancora lontano dalla perfezione tecnica soprattutto in termini di personalizzazione, ma siamo decisamente sulla buona strada.

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