domenica, Maggio 22, 2022
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L’importanza di chiamarsi Carlo e di guidare una Ferrari

Che la Ferrari facesse una doppietta, primo e secondo posto, non succedeva da più di due anni. L’ultima vittoria rossa risaliva al Gran Premio di Singapore del 2019 con al volante Sebastian Vettel, secondo arrivò allora Charles Leclerc, oggi prima guida della Ferrari che ha trionfato nel GP del Bahrain, gara inaugurale del Mondiale 2022. Una doppietta alla prima gara mancava dal 2010, con Alonso e Massa. Allora lo spagnolo era primo, questa volta secondo. Dietro a Charles Leclerc ha piazzato la sua Ferrari Carlos Sainz. Terzo Lewis Hamilton con una Mercedes che non è quella di un tempo. Fuori le Red Bull: ritirato il campione del mondo Max Verstappen e testacoda di Sergio Perez all’ultimo giro.

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«Grazie ai tifosi che ci hanno sostenuto in anni difficili, la Ferrari è tornata dove deve stare» ha detto Leclerc festeggiando la doppietta numero 85 delle rosse con Sainz. Oltre al volante della F1 di Maranello i piloti in rosso condividono il nome: si chiamano tutti e due Carlo. Sono il predestinato e il figlio d’arte, il monegasco e lo spagnolo.

Charles Leclerc

Classe 1997, nato nel principato di Monaco, Charles Marc Hervé Perceval conosce le auto fin da bambino, come tutti è partito dai kart, insieme a Jules Bianchi. Il suo manager è il figlio di Jean Todt. Suo padre Hervé è stato un pilota in Formula 3 negli anni 80, prima di creare un’azienda nel settore della plastica. La madre lavora in un salone di bellezza. Il ferrarista è il secondogenito, dopo Lorenzo e prima di Arthur, anche lui pilota. Il padre è morto a 54 anni e ha perso anche gli amici Bianchi e Anthoine Hubert.

La Ferrari lo ha fatto crescere nel suo vivaio, la Ferrari Driver Academy: campione della GP3 nel 2016 e della Formula 2 nel 2017. Nel 2018 ha corso in F1 per la Sauber, l’anno dopo è passato alla Ferrari.

È il primo pilota monegasco ad aver vinto un Gran Premio di Formula 1 e il più giovane ad aver vinto con la Ferrari. Quella in Bahrain è stata la sua decima pole position e la terza vittoria.

Si è preparato a questa stagione in un resort a Selva di Val Gardena con il suo preparatore atletico. L’obiettivo è da anni lo stesso: aumentare la massa muscolare per guidare monoposto che sono sempre più pesanti. Non disdegna calcio e boxe e potrebbe lavorare in un circo visto quanto sa camminare sulle mani. Ha provato una dieta vegana, che non fa però per lui. Ha un contratto con la Ferrari fino al 2024 da 9 milioni l’anno.

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Leclerc è fidanzato con Charlotte Sinè, monegasca come lui che studia architettura a Ginevra.  Suo padre è Emmanuel Siné, direttore generale del Société des Bains de Mer, la più antica società di Montecarlo che gestisce il settore dell’intrattenimento tra cui hotel, casinò, spa e club sportivi.

Carlos Sainz

Ha raccontato di aver firmato per la Ferrari in pigiama in pieno lockdown. Non c’era tempo e non si poteva perdere l’occasione, neanche per chi fra i motori ci è cresciuto. Suo padre è anche lui Carlos Sainz ed è stato uno dei più grandi campioni della storia dei rally: con due mondiali  e tre Dakar in bacheca. «Papà mi ha aiutato tantissimo: era il primo a dirmi quando stavo sbagliando, quando non facevo le cose bene. A volte è stato un genitore molto cattivo, molto duro, con me. Però questo mi ha permesso di arrivare dove sono arrivato, mi ha portato a essere un pilota e una persona migliore». Ha due sorelle, cui è legatissimo. Sui suoi social compare spesso il cane Piñon.

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Da sette anni è in Formula Uno questo spagnolo, tifoso del Real Madrid, classe 1994. Prima di arrivare in Ferrari ha corso Toro Rosso, Renault e McLaren. Non è pilota fumantino o spettacolare, è tutta solidità. Ha preso casa non lontano da Maranello per il lavoro in Ferrari. «Si mangia in un modo incredibile e il paese dove abito è molto bello. È una vita semplice: dal lunedì al venerdì sono lì per allenarmi, provare al simulatore, sbrigare impegni per la Ferrari, fare riunioni con i tecnici, concedere interviste. Ma quella personale, affetti e tutto il resto, è a Madrid». Adora la campagna, gioca a golf, a tennis e a paddle. Non disdegna la buona cucina: dalla pasta alla pizza passando per le specialità spagnole.

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