mercoledì, Maggio 25, 2022
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Riparte il Circus della Formula 1, business e spettacolo volano a oltre 2 miliardi

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La Formula 1 riparte dal Bahrain, dal circuito costruito a Sakhir, periferia di Manama, per una stagione che si annuncia elettrizzante. E che avrà l’Italia come protagonista. Non solo perché, come i tifosi della Ferrari si augurano, le monoposto di Maranello nella nuova era delle auto a effetto suolo puntano a rovesciare le gerarchie delle ultime annate, ma soprattutto perché tra Imola (24 aprile) e Monza (11 settembre), il Belpaese sarà l’unico a ospitare due gran premi.

Due Gran Premi in Italia con il ritorno del pubblico

Un doppio appuntamento, in calendario fino al 2025 dopo gli “esperimenti” delle corse in Emilia Romagna nel biennio della pandemia, che peraltro potrà di nuovo contare sulla presenza del pubblico. Il Gran Premio dell’Emilia Romagna e del Made in Italy potrà così sviluppare al meglio tutte le potenzialità del circuito Enzo e Dino Ferrari e le sinergie con il territorio, mentre Monza avrà l’occasione di celebrare al meglio la corsa del Centenario, dopo due edizioni difficili. Il Gp d’Italia 2021 si è chiuso infatti con un passivo di 15 milioni di euro, con una vendita dei biglietti partita molto tardi a causa delle incertezze legate all’emergenza sanitaria e con appena la metà del 50% di pubblico consentito. D’altro canto, l’Aci nel 2021, a differenza del 2020, ha dovuto versare i 20 milioni di dollari previsti dal contratto, oltre a sostenere i maggiori costi dovuti ai controlli. Problemi che il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, spera ovviamente di essersi messo alle spalle.

Il fatturato post-pandemia cresciuto del 90%

Guardando al futuro il numero uno del motorsport italiano ha rivendicato proprio l’importanza del doppio Gran premio italiano. Un traguardo inedito, in effetti. Mai nella storia della F1 era accaduto che un’unica federazione fosse chiamata a organizzare due prove. Un motivo di orgoglio anche per il Ceo del Formula One Group, Stefano Domenicali, alla guida di un’azienda che nel 2021 ha registrato entrate dirette (vale a dire diritti tv e sponsor centralizzati, oltre ai contributi pagati dai comitati organizzatori che invece possono contare su biglietteria e sponsor locali) per 2,14 miliardi di dollari, con un incremento post pandemia di quasi il 90 per cento (nel 2020 il fatturato di Liberty Media il promoter del Circus era crollato a 1,1 miliardi). Dopo la perdita di circa 440 milioni di dollari del 2020, così è maturato un utile operativo di 40 milioni di dollari. Sono cresciuti, in particolare, i contratti di sponsorizzazione e i ricavi da abbonamento per la piattaforma F1 tv over-the-top (Ott).

Calendario extralarge, ma il Gp a Sochi è stato cancellato

La stagione 2022, oltre a nuove auto e a rilevanti modifiche regolamentari, prevede un calendario extralarge composto da 23 gare. Una, il Gran Premio di Russia a Sochi, è stata poi cancellata dopo l’invasione dell’Ucraina (il Circus ha anche interrotto il dialogo con i promoter russi che intendevano sposare dal 2023 l’evento a San Pietroburgo). La scuderia Haas, di proprietà dell’azienda californiana Haas Automation, che correva con i colori della bandiera russa e il logo dell’Uralkali, azienda produttrice ed esportatrice di potassio, suo sponsor principale, ha deciso invece di interrompere il contratto e di licenziare il pilota Nikita Mazepin, figlio di Dmitry, presidente dell’Uralkali.

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La spinta dell’entertainment: la docu-serie di Netflix

I recenti successi della Formula 1 sono stati senza dubbio favoriti dalla crescente rivalità tra la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di Lewis Hamilton che hanno battagliato fino all’ultima curva per contendersi il titolo 2021. Ma anche dall’aver imboccato con più decisione che mai la strada dell’entertainment. Come lo stesso Domenicali ha ammesso, infatti, un ruolo centrale nell’avvicinare un pubblico giovane, specie nel mercato americano, lo ha svolto «Drive to Survive», la docu-serie di Netflix, ormai alla quarta stagione, che racconta il dietro le quinte del Circus. Criticata dai fan più ortodossi e anche da alcuni piloti, la serie Netflix, accentuando gli aspetti più drammatici e controversi delle corse, ha avuto il merito di rinnovare l’immagine della Formula 1.

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