mercoledì, Maggio 18, 2022
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Il design della formazione: così sarà la didattica del futuro

Quale sarà la didattica del futuro? La domanda è legittima, visto che la DAD ha movimentato i processi di apprendimento digitale accelerando una modalità che da semplice «pezza» per la sostituzione momentanea dell’apprendimento scolastico classico, diventerà nel futuro una modalità di fruizione sempre più diffusa e strutturata (tanto che qualcuno è arrivato a teorizzare l’inizio della fine dell’apprendimento scolastico per come lo abbiamo vissuto fino ad oggi). 

Certo la scuola classica non cesserà mai di essere in presenza, ma è fuor dubbio che l’apprendimento digitale – e i relativi tool – saranno sempre più centrali, soprattutto nella formazione avanzata e continua. Ne è consapevole Edoardo Gironi,  Founder & CEO di APPrendere, che si occupa proprio di riprogettare la formazione aziendale, partendo dai contenuti che le aziende usano già. Contenuti che devono essere riproposti sulla base delle nuove modalità di apprendimento, attraverso tecnologie e metodi avanzati per la formazione digitale. 

«Stiamo assistendo a una trasformazione radicale del modello con cui siamo abituati a concepire la formazione: dall’aula frontale di gruppo si passa alla formazione personalizzata attraverso strumenti e metodi diversi a seconda delle proprie esigenze e preferenze», ci spiega Gironi in merito proprio all’importanza di un cambio di paradigma: da studenti passivi a learner moderni. 

Per questo è centrale il Design della formazione, o per dirla all’anglosassone, l’Instructional Designer, una figura che si occupi di cucire addosso agli studenti – come un vestito – una didattica su misura, a seconda delle caratteristiche degli stessi. «Uno specialista dotato delle competenze giuste per cogliere le necessità specifiche caso per caso e costruire un ambiente di apprendimento ad hoc, formato da oggetti didattici e strumenti digitali di vario tipo», continua il CEO di Apprendere, che sottolinea anche l’importanza di spiegare come si usano gli strumenti per la ricerca di informazioni e di catturare l’attenzione del learner per andare verso l’informazione che gli serve. 

«Fare formazione digitale non significa insegnare in aula, bensì mettere ciascun individuo nelle condizioni di poter trovare ciò che gli serve, quando e dove gli serve. Bisogna tenere presente che le informazioni e le nozioni ormai sono facilmente accessibili tramite tantissime fonti: internet, app, biblioteche digitali, librerie e cineteche on line, scambi e condivisioni con colleghi e amici. Ciò significa che il vero problema oggi non è più tanto che cosa imparare, bensì come arrivare in modo comodo, rapido e mirato a contenuti che siano davvero interessanti, utili e coinvolgenti. L’obiettivo finale non è imparare concetti, bensì attuare comportamenti nuovi secondo le necessità organizzative del momento».   

Centrale per Gironi è la responsabilizzazione degli studenti. «Non più una fruizione passiva dal docente, ma con gli studenti stessi che si attivano – individualmente e interagendo tra loro – dentro un ambiente organizzato da un designer specializzato, per andarsi a prendere i diversi contenuti con i tempi e i modi che preferiscono. Parliamo di contenuti efficaci e mirati che vanno oltre la videoconferenza: documenti multimediali, applicazioni di micro-learning e adaptive learning, portali aziendali, piattaforme dove trovare i materiali pertinenti, forum dove condividere il proprio sapere con altre persone imparando dagli altri e contemporaneamente insegnando, secondo le proprie esperienze e competenze».

Per approfondire le modalità e i modelli per progettare una formazione digitale davvero efficace e adatta ai lerner moderni, Gironi consiglia il libro di Crystal Kadakia e Lisa Owens Il Design della Formazione: il Nuovo Paradigma Digitale edito da FrancoAngeli. 

Perché leggerlo: La pandemia ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare e apprendere. Questo libro, uscito in lingua originale nel giugno 2020, ci racconta di un nuovo paradigma. Un paradigma dove è il learner, il discente, che sceglie modalità, tempi e luoghi nei quali formarsi, ampliare le proprie conoscenze. Così come il marketing mette al centro delle sue strategie di vendita Il Cliente, allo stesso modo la “nuova” formazione deve mettere al centro il learner con le sue modalità di apprendimento e le sue preferenze cognitive. Un libro rivolto principalmente a chi opera in ambito HR e si occupa di formazione e sviluppo organizzativo e che aiuta a organizzare un apprendimento ritagliato su misura dei learner.

 

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