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YouTube contro le app parassita: ecco perché chiude Vanced

AGI – Vanced chiude. L’app non sarà più disponibile “per ragioni legali”: ha ricevuto una diffida da parte di Google, società proprietaria di YouTube. La ragione è semplice: l’applicazione (non ufficiale) permette di guardare i video della piattaforma saltando gli annunci pubblicitari.

L’app ha un logo simile a quello di YouTube e, fino a poco fa, si faceva chiamare YouTube Vanced (il profilo Twitter è ancora @YTVanced). Non è bastato rimuovere dal proprio sito i riferimenti esplicita alla piattaforma e scrivere che l’applicazione “non è affiliata in alcun modo a Google”. Entro poche ore, l’app non sarà più scaricabile e non verrà più aggiornata, anche se – per chi l’ha già installata – dovrebbe continuare a funzionare, hanno scritto gli sviluppatori, per circa due anni. 

È probabile che Google, dopo aver lasciato fare per un po’, abbia deciso di intervenire vista la crescente diffusione di Vanced. La mossa di iniziare a vendere Nft (e quindi a incassare) potrebbe aver attirato l’attenzione e accelerato un processo il cui esito sembrava comunque scontato. Se, infatti, si può discutere sul perché Google abbia deciso di agire adesso, le ragioni della diffida sono solari.

L’applicazione ha delle funzioni che sono spesso invocate dagli utenti di YouTube: una modalità “scura” per risparmiare la batteria e rilassare gli occhi, controlli più intuitivi per la gestione del volume e la luminosità, possibilità di continuare ad ascoltare l’audio di un video in background (cioè mentre sul display c’è un’altra app).

Fornisce anche un’estensione che di fatto reintroduce il “Non mi piace”, di recente rimosso da YouTube. Quello che però non può andare giù a Google è il blocco degli annunci: Vanced permette di guardare i video senza pubblicità. In sostanza, fornisce gratuitamente una funzione disponibile solo con l’abbonamento a YouTube Premium (che in Italia costa 11,99 euro al mese). Non solo: divide il video in segmenti e ne riconosce i contenuti, consentendo di tagliare quelli sgraditi agli utenti, come l’introduzione oppure i secondi dedicati al prodotto in un video sponsorizzato.

Dietro la neutra definizione di “app non ufficiale”, quindi, ce ne sarebbe un’altra: Vanced è un’app parassita. Per quanto molto diffusa, con tutta probabilità ha avuto un impatto meno che marginale sul fatturato di YouTube. Ma la sua presenza produce comunque alcuni effetti negativi: riduce le visualizzazioni degli annunci, scoraggia la sottoscrizione dell’abbonamento e penalizza i creatori di contenuti (grandi e piccoli).

Vanced non è un caso isolato. Ci sono altre applicazioni simili, sulle quali si stanno già riversando gli utenti. YouTube continuerà di sicuro a difendere se stessa. È probabile che, in parallelo, possa lavorare all’integrazione di alcune funzionalità nella versione gratuita: non è in discussione l’addio alla pubblicità (che è il motore finanziario della piattaforma), ma l’effimero successo di Vanced potrebbe spingere YouTube a valutare opzioni come la modalità “dark” o le regolazioni audio e video più evolute. Al momento, non c’è nulla di ufficiale, ma è successo qualcosa di simile pochi mesi fa.

Con lo stesso metodo della diffida con cui ha forzato la chiusura di Vanced, tra agosto e settembre 2021 YouTube ha decretato la fine di Groovy e Rythm, due bot che permettevano agli utenti della piattaforma Discord di ascoltare e condividere musica tratta dai video di YouTube. Nel giro di pochi giorni, lo scorso settembre, Discord ha rilasciato un servizio – Watch Together – che somiglia molto a quei bot, ma obbedisce ai termini e alle condizioni di YouTube, sia per quanto riguarda gli annunci pubblicitari che per la privacy degli utenti. In pratica, Discord offre agli utenti la possibilità di ascoltare musica da YouTube in modo legale. In cambio, diventa un nuovo canale di distribuzione di Google, che così potrà raggiungere nuove orecchie e incamerare altri dati.  

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