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Le Borse di oggi, 9 marzo. I listini Ue chiudono in rally, Milano +7%. Tregua sui prezzi del petrolio

MILANO – I listini europei chiudono in netto rialzo, recuperando 464 miliardi di capitalizzazione in uncolpo solo, spinti da Wall Street e dal calo del petrolio che ha invertito la rotta nonostante la mossa Usa, seguita dal Regno Unito, di bloccare gli acquisti di greggio dalla Russia. Francoforte ha guadagnato il 7,89% a 13.843 punti, Parigi il 7,13% a 6.387 punti e Madrid il 4,76% a 8.174 punti. Più cauta Londra, che ha segnato un rialzo finale del 3,44% a 7.203 punti. Anche Milano ha beneficiato del rimbalzo: l’indice Ftse Mib ha guadagnato il 6,94% a 23.889 punti, miglior performance dal 13 marzo 2020. Tra i principali titoli milanesi, Unicredit è balzata dell’11,68% dopo aver fornito i dettagli dell’esposizione a Mosca e rassicurato il mercato sulla sostenibilità del dividendo e del buyback annunciati anche in caso di svalutazione integrale degli asst russi. Bene anche Stellantis (+12,28%) e Intesa Sanpaolo (+11,09%). Dallo scoppio della guerra in Ucraina, comunque, il bilancio per le Piazze europee resta in forte risso con quasi 690 miliardi di euro di capitalizzazione in fumo.

Quando sono terminati gli scambi in Europa, gli indici di Wall Street accelerano con il calo deii prezzi delle materie prime: il Dow sale del 2%, lo S&P500 aggiunge il 2,35% e il Nadsaq sfiora il +3%. Il petrolio Wti al nymex, dopo la corsa degli ultimi giorni, oggi perde il 4,08% a 118,65 dollari al barile. L’oro perde l’1,83% a 2.006 dollari all’oncia, in calo anche argento, rame, ferro, alluminio e grano.

Gli investitori sono alle prese con la massima volatilità legata all’evoluzione del conflitto e attendono la giornata di domani, cerchiata in rosso in agenda per la contemporanea riunione della Bce e la pubblicazione del dato sull’inflazione Usa. Nei report delle banche d’affari si fa strada il pericolo di stagflazione, soprattutto sul Vecchio continente, con il quale la banca centrale rischia di dovere fare i conti: un mix di bassa crescita e alti prezzi. Lo sguardo degli investitori è rivolto all’Ucraina all”attesa di colloqui di distensione, mentre l’Ue ha trovato un accordo su un inasprimento delle sanzioni a Russa e Bielorussia (tre ulteriori banche bielorusse si staccheranno dal sistema di messaggistica SWIFT).

La situazione finanziaria di Mosca, intanto, si fa sempre più tesa: l’agenzia Fitch ha declassato il rating della Federazione russa da ‘B’ a ‘C’ a causa dell’impatto sull’economia nazionale che stanno avendo le sanzioni approvate a seguito dell’invasione dell’ucraina. Per l’agenzia di rating il rischio di un default della Russia sul debito sovrano è “imminente”.

Mentre il Cremlino prepara la sua risposa alle sanzioni europee, l’euro si muove in rialzo a 1,0970 dollari, proseguendo la risalita dal minimo da maggio 2020 toccato lunedì a 1,0806 dollari. Debole lo yen, che scende a 127,10 contro l’euro e a 115,90 contro il biglietto verde. Continua il crollo del rublo che arriva a sfiorare i 117 dollari. Sul fronte dei Titoli di Stato, cala lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale nelle prime fasi si attesta a 145 punti a fronte dei 148 della chiusura di ieri. Il rendimento del Buono italiano risale all’1,616%.

Sul fronte del dollaro si attende una innovazione dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che lancerà oggi il progetto per il “dollaro digitale”, come già annunciato dalla Casa Bianca, mentre un centinaio di Paesi sono già impegnati in questa direzione. Biden firmerà un ordine esecutivo chiedendo alla sua amministrazione di dare “la massima importanza allo sviluppo e alla ricerca di una potenziale valuta digitale della banca centrale” (Cbdc, “valuta digitale della banca centrale”) degli Stati Uniti, la cui valuta domina la finanza globale. Parallelamente si dà anche il via libera a una regolamentazione del mondo cripto “a sostegno di un’innovazione responsabile” e il Bitcoin guadagna l’8,99% a 42.011 dollari.

La seduta in Asia è andata in peggiorando. La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso, invertendo la rotta dopo i guadagni iniziali, a causa del persistere dell’incertezza sulla situazione in Ucraina e in attesa dei dati sui prezzi al consumo statunitensi previsti questa settimana. L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,30%, o 73,42 punti, a 24.717,53 punti, mentre l’indice Topix è sceso dello 0,06%, o 0,97 punti, a 1.758,89. Hong Kong ha chiuso in ribasso dello 0,67%, Shanghai ha perso l’1,13%.

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