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Eurovision 2022, Russia e Ucraina partecipano?

UPDATE: 25 febbraio. L’EBU esclude la Russia dall’Eurovision 2022. La decisione arriva dopo una giornata convulsa, che ha visto la tv pubblica ucraina chiedere l’esclusione di Channel One dall’EBU e dall’ESC per violazione del regolamento e dei valori della manifestazione e l’EBU confermare la partecipazione della rappresentativa russa con una mail spedita poche ore dopo l’attacco ai danni dei territori ucraini. Da qui la presa di posizione di diversi Paesi, in primis Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Lettonia, che hanno minacciato il ritiro in caso di presenza della Russia in gara. Nel pomeriggio di venerdì 25 febbraio arriva, dunque, la decisione dell’EBU, che conferma l’esclusione della Russia da ESC 2022 con una nota ufficiale diffusa sil proprio sito.

La Russia non aveva scelto ancora il proprio rappresentante per Torino 2022: vedremo se ci saranno ‘reazioni’ da Pervyj Kanal (Channel One), il canale pubblico russo accusato dall’Ucraina di violare i principi di inclusione e corretta informazione alla base dell’EBU. 25

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24 febbraio 2022

La Russia bombarda l’Ucraina e l’Europa si risveglia con una nuova guerra da affrontare. Mentre la tv racconta in diretta gli eventi da Kiev e il pensiero è ovviamente rivolto agli sforzi internazionali perché il conflitto si risolva rapidamente, la situazione politica ha una qualche ripercussione – certo minima, rispetto al resto – anche sulla scena musicale europea. Per quanto effimero possa sembrare di fronte alle immagini degli ucraini che lasciano le proprie case e si rifugiano nei tunnel delle metro, la guerra tra Russia e Ucraina ha conseguenze dirette su uno dei grandi eventi europei, l’Eurovision Song Contest. Tanto da essere oggetto di una richiesta ufficiale da parte della tv pubblica ucraina all’EBU.

Dicevamo che l’argomento può sembrare effimero, ma a poche ore dall’attacco russo nei territori ucraini, la Tv pubblica ucraina ha richiesto ufficialmente all’EBU di espellere le reti radio televisive controllate dalla Russia, tra cui Channel One – tanto amata per Ciao 2021 – e la All-Russian State Television and Radio Broadcasting Company (abbreviata in VDTRK). Una richiesta che la tv pubblica ucraina, la JSC NSTU, ha indirizzato alla presidente della EBU, Delphine Ernotte Cunci, chiedendo anche l’estromissione della Russia dall’Eurovision, vista la violazione del regolamento della manifestazione che nel paragrafo (ii) della Sezione 2.7  – dedicata ai valori della manifestazione – recita che:

“le emittenti partecipanti debbano rispettare in ogni momento i valori EBU e ESC – ovvero Universalità, Indipendenza, Eccellenza, Diversità, Responsabilità, Innovazione, Uguaglianza e Inclusività – e si impegnano affinché nessun concorrente, delegazione o paese sia discriminato e/o ridicolizzato in alcun modo”.

Una situazione che la guerra in corso rende evidentemente incompatibile con la compartecipazione di tutti i Paesi finora annunciati.

Da qui, dunque, la richiesta della tv pubblica ucraina.

“JSC NSTU chiede sostegno e protezione dei valori dell’EBU. Lo scorso 21 febbraio la Federazione Russa ha deciso di riconoscere “l’indipendenza” dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina – la cosiddetta “Repubblica popolare di Luhansk” e “Repubblica popolare di Donetsk”. Con tali azioni, la parte russa ha ignorato il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e ha violato la sovranità e l’integrità territoriale dello stato dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti. Tali azioni sono il risultato della politica aggressiva a lungo termine della Russia, attuata in parte attraverso la propaganda di emittenti come Channel One e la All-Russian State Television and Radio Broadcasting Company […] che sono state il portavoce del Cremlino e uno strumento chiave di propaganda politica finanziato dal bilancio statale russo. Violando i valori dell’EBU, queste reti diffondono costantemente e sistematicamente informazioni false e scorrette, violano gli standard giornalistici, diffondono ostilità e sono un elemento guida della guerra dell’informazione del governo russo contro l’Ucraina e il resto del mondo civile.

Secondo il paragrafo 3.5.5 dell’articolo 3.5 dello Statuto dell’EBU, i membri devono promuovere gli obiettivi di cui all’articolo 1.2 dello Statuto, vale a dire:

  • promozione e sviluppo del concetto di social media e dei loro valori, compresa l’universalità, l’indipendenza, l’eccellenza, la diversità, la responsabilità e l’innovazione in conformità con la Dichiarazione dell’EBU sui valori chiave del servizio pubblico radiotelevisivo;
  • garantire la libertà di parola e di informazione;
  • libera formazione di punti di vista;
  • sviluppo del dialogo interculturale;
  • rafforzamento dell’unità sociale.

Pertanto si chiede di avviare la procedura di cessazione dell’iscrizione di Channel One”.

Si passa poi direttamente all’Eurovision Song Contest, per la quale è partita anche una campagna social sotto l’hashtag #EurovisionWithoutRussia. “Sarebbe una risposta forte delle emittenti pubbliche internazionali”, scrive la JSC NSTU.

“Chiediamo all’UEM di considerare, quanto prima, l’esclusione della Russia dall’Eurovision Song Contest 2022 per la violazione del regolamento. […] Ricordiamo che l’ESC è nato dopo la seconda guerra mondiale per unire l’Europa. […] La partecipazione della Russia, che ha aggredito uno stato membro e ha violato il diritto internazionale mina l’idea stessa della competizione.[…] L’esclusione della Russia dall’ESC sarebbe una risposta forte della comunità internazionale alle inaccettabili e illegali aggressioni della Federazione Russa”.

La risposta dell’EBU

Una prima risposta sarebbe arrivata già nella tarda mattinata del 24 febbraio, a poche ore dall’attacco, con una mail riservata ai Paesi membri di cui dà conto la SVT, la tv pubblica svedese.

“Siamo un evento apolitico. Lo scopo del concorso è unire le nazioni e celebrare la differenza attraverso la musica . Sia la Russia che l’Ucraina sono state già invitate e per ora prevediamo di accogliere entrambi i paesi a maggio”

si legge nella mail, stando a una news pubblicata dalla SVT. La tv pubblica svedese si è detta contraria alla decisione dell’EBU, invitando l’Unione a ripensarci. Vedremo se ci saranno altre decisioni. Come ricorda l’Ucraina, le dimostrazioni di forza della Russia non sono nuove: neanche l’occupazione della Crimea portò a sanzioni dall’EBU. Ora, per la Svezia, la situazione sarebbe troppo grave per essere ignorata.

L’Ucraina all’Eurovision Song Contest 2022

Va detto che già la selezione della canzone ucraina per ESC 2022 è stata segnata da un caso politico. La finale del Vidbir 2022, l’evento con cui si seleziona il brano per l’Eurovision, che si è sabato 12 febbraio ha visto la vittoria della cantante Alina Pash con la canzone Shadows of Forgotten Ancestors. Poche ore dopo la proclamazione in diretta tv, però, l’emittente pubblica ucraina ha annunciato l’apertura di una verifica in vista di una possibile espulsione, dal momento che è risultato che la cantante sarebbe stata in Crimea nel 2015, dopo l’occupazione russa, quindi, in violazione del regolamento del Vidbir. L’ingresso in Crimea non via terra – e per di più da territori non ucraini – è peraltro illegale in Ucraina. Prima ancora che la tv pubblica verificasse nel dettaglio i fatti, la Pash si è ritirata, rinunciando alla partecipazione all’ESC 2022. Il biglietto per Torino è stato quindi offerto ai secondi classificati, la Kalush Orchestra, che dovrebbe quindi essere in gara con il brano con Stefania. Il condizionale, visto la situazione, è d’obbligo.

Ricordiamo anche che l’Ucraina vinse l’Eurovision Song Contest 2016 con 1944 cantata da Jamala, brano in lingua inglese e nel tataro parlato in Crimea che recupera un canto popolare tataro e che si incentra sulla deportazione dei tatari di Crimea avvenuta negli anni ’40 per decisione di Stalin come ‘punizione’ per la presunta collaborazione della regione con i nazisti. L’ispirazione sarebbe venuta dalla storia della bisnonna della cantante, costretta alla fuga con i suoi 4 figli, di cui uno morto durante la fuga. Il riferimento alla recente occupazione della Crimea da parte della Russia non era poi tanto velato, tanto da aver visto le proteste della Federazione Russa che intravedeva violazioni del regolamento, che sottolinea la natura apolitica della manifestazione: la canzone vinse e l’assegnazione dei punti fu vista come una ‘presa di posizione’ da parte dei Paesi partecipanti.

Eurovision Song Contest 2022, la Russia ci sarà?

Dal canto proprio la Russia non ha ancora scelto il brano per ESC 2022. L’anno scorso partecipò con Manizha e la provocatoria Russian Woman, con cui la cantante vinse l’Evrovidenie 2021, ovvero la selezione nazionale organizzata dal Primo Canale russo (Channel One/Pervyj kanal). Arrivata all’ESC 2021 conquistò la semifinale e arrivò al Grand Finale a Rotterdam. Non c’è al momento traccia di una selezione nazionale per il 2022.

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