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Sassoli, il ricordo di Emma Bonino: «Mi ha molto colpito il suo riserbo»

«La scomparsa prematura del Presidente del Parlamento europeo addolora tutti quelli che lo hanno conosciuto e stimato. Prima nel suo ruolo da giornalista e di politico e poi come Presidente del Parlamento europeo penso che sia molto cresciuto, anche come dato di apprezzamento da parte delle cancellerie europee». Sono le parole della senatrice di Più Europa Emma Bonino, a ricordare il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, scomparso l’11 gennaio mentre era ricoverato nel reparto di Oncoematologia dell’ Istituto Tumori Friulano ad Aviano. Il 14 gennaio, si sono svolti i funerali di Stato a Roma, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli.  

«Lui, che da europeista convinto, era fortemente persuaso del necessario rafforzamento dell’istituzione che presiedeva, tentando di promuovere  il giusto ruolo che spetta a un parlamento, ossia la possibilità di avere iniziativa legislativa. Si è speso perché questa proposta venisse accolta dalla Conferenza sul futuro dell’Europa, che però non ha tra i suoi punti la riforma istituzionale».

Diversi anni fa, il Presidente del Parlamento europeo era stato colpito da un tumore del sangue ed era stato quindi sottoposto a un trapianto di midollo. Lo scorso novembre, dopo una polmonite da legionella, David Sassoli aveva raccontato in un video il percorso fatto insieme ai medici, ringraziandoli per le tante attenzioni, così come ringraziando anche i colleghi parlamentari e le tante persone che nell’ultimo periodo avevano mostrato vicinanza. Con l’augurio di riabbracciarsi presto. 

«Dal punto di vista caratteriale, il Presidente Sassoli mi ha molto colpita per il suo riserbo sulla malattia. Così come e i toni sempre pacati ma decisi, inizialmente scambiati per un dato di debolezza, che hanno dimostrato come Sassoli abbia provato a promuovere i valori fondanti dell’Unione, ad esempio e tra l’altro anche su rifugiati e migranti, convinto che solo con più politica si può stare tutti insieme ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte, che certamente ci accompagneranno per l’avvenire». 

«Lo ha fatto con fermezza ma non l’ho mai sentito né urlare né è trattare male le persone, rendendo al contrario un tratto di umanità e questo, col passare del tempo, è stato molto apprezzato quasi del tutto dal raggio parlamentare, compresi gli avversari. Sono convinta che il destino dell’Italia sia legato a quello dell’Unione europea e di certo lui lo aveva capito. Anche per questo sentiremo la sua mancanza».

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