martedì, Gennaio 18, 2022
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Vaccino anticovid: da 0 a 11 miliardi in un anno

Per molti, il 2021 è stato un anno di sacrifici, di speranze tradite e di ennesime restrizioni. Ma se negli ultimi mesi non abbiamo dovuto ricorrere a nuove chiusure generalizzate e abbiamo invece potuto continuare a vedere parenti e amici, nonostante il numero di contagi in continuo aumento a causa della variante Omicron, è merito di un enorme successo della scienza : i vaccini. Essi sono l’esempio di come, quando si investe su ricerca e sviluppo, si raggiungono obiettivi incredibili: talmente incredibili che molti gridano alla sperimentazione, non credendo che in così poco tempo sia stato possibile sviluppare un vaccino sicuro ed efficace (ma, ricordiamolo, i vaccini a mRNA sono studiati da decenni).

Un record. Mai nella storia un vaccino era stato sviluppato e prodotto così in fretta: secondo i dati pubblicati da Airfinity Data e rilasciati da Biotechnology Innovation Organization (BIO), Developing Countries Vaccine Manufacturers’ Network (DCVMN) e International Federation of Pharmaceutical Manufacturers and Associations (IFPMA), nel 2021 sono state prodotte oltre 11 miliardi di dosi di vaccino anticovid – 1,5 miliardi nel solo mese di dicembre. Se la produzione continuerà a questo ritmo, si stima che nella prima metà del 2022 si toccherà quota 20 miliardi di nuove dosi, l’equivalente di 2,5 dosi per ogni abitante del Pianeta.

Vaccini anticovid prodotti

Il numero di vaccini anticovid prodotti nel 2021 (i dati per il mese di dicembre sono una stima).
© Airfinity | Statista

Nuovi obiettivi. Se all’inizio del 2021 il problema era avere sufficienti dosi di vaccino per tutti, per il 2022 il nuovo obiettivo deve essere distribuire in modo più equo le dosi che abbiamo – cosa che nel 2021 non è accaduta. Non possiamo pensare di somministrare quarte, quinte o seste dosi ai cittadini dei Paesi più ricchi (ammesso che sia utile) quando in Africa meno del 10% della popolazione ha ricevuto due dosi. «Siamo pronti ad affrontare l’arrivo di nuove varianti e a sforzarci di produrre sempre più dosi», afferma Thomas Cueni (IFPMA), che sottolinea però la necessità di «impegnarsi a rimuovere con urgenza le barriere che impediscono alle persone di ricevere la propria dose di vaccino».

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