lunedì, Gennaio 24, 2022
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Arabia Saudita, il casco arcobaleno di Hamilton per i diritti Lgbtqi+

Primo, in pista e nella battaglia per i diritti Lgbtqi+. Lewis Hamilton, che si sta giocando il titolo mondiale (tutto si deciderà nel Gran Premio di Abu Dhabi, al quale il pilota della Mercedes e Verstappen arrivano appaiati in testa alla classifica con 369,5 punti), ha scelto ancora una volta di schierarsi. Come già aveva fatto già in Qatar, Hamilton ha deciso di affidare la sua sicurezza ad un casco realizzato con i colori dell’arcobaleno.

Un messaggio forte e deciso che il campione ha sbattuto in faccia ad un paese dove l’omosessualità resta illegale ed è in vigora la legge della sharia con la quale i rapporti tra persone dello stesso sesso possono arrivare ad essere puniti con la fustigazione e persino con la pena di morte.

We Stand Together e Love is Love, questi i due slogan che per l’occasione il pilota inglese ha deciso di utilizzare in sostituzione del suo ormai celebre Still We Rise.

«Ho deciso di utilizzare lo stesso casco che ho indossato in Qatar e probabilmente farò così anche per la gara di Abu Dhabi», ha detto Hamilton, «non ho ricevuto commenti contrari al riguardo». Oltre ai colori, il suo messaggio è affidato alle parole. «Sul retro ci sono le scritte perché per me è importante rappresentare quella comunità. So che ci sono determinate situazione che devono essere evidenziate. Spero che qualcuno si unisca a me, mi piacerebbe sapere qualcosa di più su ciò che sta accadendo qui».

Hamilton parla a cuore aperto, ed ha molti dubbi sulla reale situazione in Arabia Saudita. «Non sono tranquillo. Ad esempio, siamo sicuri che il diritto delle donne a poter guidare (entrato in vigore nel 2018, ndr) venga davvero garantito?».

«Comunque non è stata una mia scelta essere qui», spiega, «e non mi sento a mio agio. Ma lo sport ha deciso in questo modo, così ho pensato che almeno sarebbe stato giusto sensibilizzare l’opinione pubblica su questo argomento che mi sta così a cuore».

L’appello di Hamilton ai colleghi di non lasciarlo solo in questa battaglia non è caduto nel vuoto. A raccoglierlo è stato Sebastian Vettel, che ha affittato una pista per kart dove ha fatto disputare una gara per sole donne. Il pilota tedesco dell’Aston Martin, a margine dell’evento, lo racconta così. «È stato un modo divertente per promuovere i valori che sono importanti per me. Ho ospitato otto giovani donne della zona intorno a Jeddah. È stato davvero bello incontrarle».

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