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Pomodoro da industria, etichetta e tracciabilità per rafforzarsi sul mercato

Un altro dato interessante è quello secondo cui, secondo oltre la metà degli intervistati, il consumo di alimenti conservati possa contribuire in maniera importante alla lotta contro lo spreco alimentare. La passata rappresenta per il 53% degli intervistati la soluzione più acquistata. Seguono polpa (23%), pelati interi (12%), pomodorini ciliegini o datterini (9%). Fanalino di coda il concentrato di pomodoro, preferito solo nel 3% dei casi. Uno dei dati più significativi emersi è il mancato riconoscimento dell’italianità del prodotto: solo quattro consumatori su dieci sanno che il prodotto è 100% made in Italy.

Relativamente al fenomeno del caporalato, il 44% ritiene che sia legato alla raccolta dei pomodori, ma solo in certe aree, mentre il 29% lo associa alla totalità della raccolta; il 15% non ha idea di cosa sia.

È evidente che ci sia ancora molta strada da fare sul fronte della comunicazione. «Sei giovani consumatori su dieci sono attenti all’etichetta e alle informazioni riportate sulle confezioni delle nostre conserve di pomodoro e questo ci conferma che il nostro impegno a favore della trasparenza e della tracciabilità va nella giusta direzione. Eppure bisogna fare ancora di più: se quattro intervistati su dieci credono che nelle conserve a scaffale possa esserci pomodoro non italiano, sarà necessario lavorare per combattere la disinformazione generata da continui attacchi e polemiche pretestuose che confondono i consumatori».

Così Giovanni De Angelis, direttore generale Anicav. «Le conserve di pomodoro che consumiamo sono altra cosa rispetto al concentrato importato da Usa, Cina, Spagna o Portogallo, semilavorato utilizzato per mercati e prodotti a base di pomodoro, diversi da quelli che troviamo sui nostri scaffali che permettono a tutti di consumare in qualsiasi parte del mondo e per tutto l’anno un pomodoro che abbia le stesse caratteristiche organolettiche e nutrizionali del fresco», conclude.

Nel 2020 il fatturato del comparto delle conserve di pomodoro – al netto dei sughi pronti a base di pomodoro – è stato di 3,7 miliardi di euro, di cui oltre 1,9 derivanti dall’export, numeri che tendenzialmente saranno confermati anche per il 2021. L’Italia è il primo Paese produttore ed esportatore di derivati del pomodoro destinati direttamente al consumatore finale che rappresentano l’emblema della cucina italiana nel mondo.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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