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Tra tonnare, resti storici e bellezza naturali, in bici in Sicilia occidentale

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«L’Italia senza la Sicilia non imprime nell’anima immagine alcuna. Soltanto qui c’è la chiave di tutto»: così nel 1787 Johann Wolfgang Goethe annotava a Palermo le sue impressioni del Viaggio in Italia, principale testimonianza letteraria della stagione del Grand Tour sette-ottocentesco. A distanza di quasi due secoli e mezzo la dichiarazione d’amore del poeta tedesco verso la maggiore isola del Mediterraneo rivive nello sbalordimento del viaggiatore moderno, che resta ancor oggi ammaliato dalla Grande Bellezza della Trinacria.

Se poi il viaggiatore ha la fortuna di muoversi in sella a una bicicletta, allora la sensazione di rapimento estatico è ancora più forte. Altro che l’abitacolo della macchina o il finestrino di un treno!

Nessun altro mezzo di trasporto consente di immergersi in un territorio come la bici. Sulle due ruote a pedali, luce, aria, suoni, colori, odori e paesaggi penetrano nell’apparato percettivo e si sedimentano, lasciando traccia indelebile nella memoria. Un viaggio in bici è per sempre. E facilmente può regalare l’emozione della “sindrome di Stendhal”.

Sulla costa della Sicilia araba

Sulla costa occidentale della Sicilia quel regalo è pressoché certo. Da Palermo ad Agrigento, pedalando sul mare, con l’azzurro negli occhi e la brezza profumata nei polmoni: 380 chilometri di godimento allo stato puro malgrado i 4000 metri di dislivello in salita, che quasi non si sentono.

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L’itinerario tocca alcuni dei luoghi più belli della Sicilia: Palermo, Mondello, Castellammare del Golfo, Scopello, Trapani, le saline, lo Stagnone, Mozia, Selinunte, la Scala dei Turchi, la Valle dei Templi, passando per Terrasini, Marsala, Mazara del Vallo, Sciacca e Agrigento. Sullo sfondo il profilo delle isole Egadi: Favignana, Levanzo e Marettimo. In alto Erice, che domina Trapani e le Egadi, offrendo tramonti mozzafiato.

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