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Le Borse di oggi, 3 dicembre 2021. Investitori a caccia di occasioni, scatta il rimbalzo dei listini. Ma si annunciano mesi volatili

MILANO – Gli investitori approfittano dei recenti cali dei corsi azionari, scatenati dalla variante Omicron, per comprare con un po’ di sconto. Si spiega anche con questa semplice ragione speculativa il saliscendi che si è visto in queste sedute di Borsa, dopo il venerdì nero della scorsa settinana. Oggi gli scambi si annunciano in cauto rialzo in attesa del dato Usa sul mercato del lavoro, che potrebbe rafforzare la convinzione di uno spostamento della Federal Reserve verso toni più “da falco” e quindi verso un’accelerazione della chiusura dei rubinetti con i quali ha inondato di liquidità i mercati.

Le principali borse europee vanno verso un’apertura in rialzo questa mattina, con i future che segnano un progresso dello 0,55% sia per il Dax di Francoforte che per il Ftse 100 di Londra, dopo che il Dow Jones ieri ha chiuso in positivo dell’1,8%. Anche i future su Wall Street sono ancora in leggero rialzo. La volatilità, è la lettura degli osservatori di Bloomberg, assumerà un ruolo di primo piano ora che la spinta delle Banche centrali dovrà giocoforza rimodularsi e che la forza della ripresa economica è destinata a perdere quella forza travolgente che ha avuto nell’ultimo anno, senza contare la variabile sanitaria che ancora non è definita.

Questa mattina i listini asiatici si sono mossi in positivo. La Borsa di Tokyo ha allungato sul finale di contrattazioni e è salita dell’1% con il Nikkei a quota 28.029.57, aggiungendo 276 punti. Shanghai guadagna ora lo 0,94%, mentre Shenzen si trova sul +0,65%. Seul a sua volta sale dello 0,85%. Stona Hong Kong dove l’indice Hang Seng cede invece lo 0,17%. Il listino dell’isola è interessato dalle scelte di Didi, la rivale cinese di Uber, che dopo pochi mesi prepara suo delisting da Wall Street e si avvia a quotarsi a Hong Kong. In una nota, la società ha detto che il consiglio di amministrazione ha autorizzato l’avvio delle procedure di delisting dal New York Stock Exchange. La decisione segue il pressing di Pechino sul colosso, contraria alla sua quotazione a Wall Street fin dall’inizio.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio sono ancora in rialzo dopo che l’Opec+ nella sua riunione ha deciso ieri di mantenere l’aumento dell’offerta di 400.000 barili al giorno già stabiliti. I paesi produttori potrebbero comunque incontrarsi prima della prossima riunione mensile del 4 gennaio, qualora la variante Omicron colpisse la domanda di greggio. Il Wti al Nymex segna ora una crescita del 2% a 67,86 dollari al barile, dopo il +1,4% segnato giovedì, mentre il Brent è a 71,01 dollari con un +1,9%, dopo il +1,2% di ieri.

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