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No Vax va a fare il vaccino con un braccio in silicone per ottenere il Green Pass. L’infermiera non ci casca: denunciato

Per non fare il vaccino e avere lo stesso il Green Pass ha pensato l’impensabile: un braccio finto in cui farsi praticare l’iniezione. E’ successo oggi, giovedì 2 dicembre, nel centro vaccinale di Biver Banca a Biella, dove è consentito l’accesso diretto, senza prenotazione, per chi decida di sottoporsi alla prima dose: un cinquantenne si è presentato con un braccio in silicone, che comprendeva la spalla col muscolo deltoide in cui infilare l’ago, pensando di poter ingannare gli operatori sanitari, raggirare il sistema e ottenere così il Green Pass senza aver realmente fatto il vaccino.

 

L’uomo ha seguito tutta la trafila burocratica, ha firmato il consenso davanti al medico e poi si è accomodato sulla sedia per ricevere il vaccino scoprendo la spalla. Le cose sono però andate diversamente rispetto ai suoi piani. Nonostante l’applicazione in silicone fosse molto simile alla vera pelle, il colore e la percezione al tatto hanno insospettito l’operatrice sanitaria impegnata nella vaccinazione, che ha chiesto quindi al “paziente” di mostrare per intero il proprio braccio. Una volta scoperto, l’uomo ha cercato di convincere l’operatrice a chiudere un occhio. E’ stato invece denunciato ai carabinieri, con un verbale firmato da medico e operatrice, e l’Asl segnalerà il caso anche in Procura.

 

Quello dell’incosciente No Vax biellese potrebbe non essere un caso isolato: il 24 novembre, infatti, è apparso su Twitter un singolare messaggio, a nome “Giuseppe Maria Natale” (scritto in cirillico) in cui compare, in vendita su Amazon a ben 488 euro e 75 centesimi, una tuta-busto di silicone, con tanto di braccia, collo e muscoli finti, con la scritta, in italiano, “Se vado con questo se ne accorgono? Magari sotto sto busto in silicone mi metto pure qualche altro indumento per evitare di far arrivare l’ago al mio braccio vero”. A scriverlo è stato il cinquantenne pizzicato in flagrante a Biella? O qualcun altro che meditava la stessa impresa sfruttando quello che, sempre su Amazon, viene descritto come un astuto camuffamento per “diventare un ragazzo muscoloso e robusto con braccia grosse”?

Se vado con questo se ne accorgono? Magari sotto sto busto in silicone mi metto pure qualche altro indumento per evitare di far arrivare l’ago al mio braccio vero. https://t.co/YkRqFuKznb

— ???????? ????? ?????? ???????????? (@GuardiaPostale) November 24, 2021

Spiegano all’Asl di Biella che “fatti simili avvengono soprattutto adesso perché quanti si presentano ora per sottoporsi alle prime dosi appartengono essenzialmente a tre categorie: chi ha ritardato la dose per motivi sanitari e ha un certificato medico, i dubbiosi che si sono convinti,  e chi resta contrario ma ha bisogno del green pass e si inventa queste cose”.

 

“Il caso rasenta il ridicolo, se non fosse che parliamo di un gesto di una gravità enorme, inaccettabile di fronte al sacrificio che la pandemia sta facendo pagare a tutta la nostra comunità, in termini di vite umane e di costi sociali ed economici – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi – La prontezza e la bravura dell’operatrice hanno rovinato i piani di questo soggetto che ora ne risponderà alla giustizia”.

 

Un “grazie”, invece, sottolineano Cirio e Icardi, va a “tutti gli operatori sanitari impegnati ininterrottamente da mesi nella nostra campagna vaccinale senza mai abbassare l’attenzione e la professionalità, a cominciare proprio da chi ha agito con prontezza questa sera a Biella, una delle prime Asl ad aver anche già raggiunto virtuosamente più del 93 per cento del target di somministrazioni giornaliere che la Regione ha dato alle proprie aziende sanitarie per correre sempre più veloci con le terze dosi”.

 

“Fatti come questo hanno dell’incredibile – aggiunge Luca Sala, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Biella – Fa rabbia, però,  perché noi abbiamo 60 persone tra infermieri, medici e personale amministravo impiegatio quotidianamente nella campagna vaccinale: episodi come questo tipo sviliscono l’impegno quotidiano, del sabato e della domenica, e anche il fuori orario che facciamo tutti per rispondere alle richieste”.

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