mercoledì, Gennaio 26, 2022
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Junior Messias, un riscatto da favola: l’ex fattorino fa sognare il Milan

Cinque milioni di mattoni. Tanti ne avrebbe dovuti pulire Junior Messias per incassare il suo attuale stipendio annuo da giocatore del Milan. Probabilmente non gli sarebbero bastate cinque vite. Che in realtà, quando si guarda alle spalle, è come se le avesse già vissute. Cinque in una. La prima da promessa del calcio sudamericano, 17enne nelle giovanili del Cruzeiro, dove con il suo mancino magico fa sparire il pallone: tutto fumo e niente arrosto, pensano alcuni dirigenti, che dopo soltanto tre stagioni gli danno il ben servito e lo spediscono nella terza serie brasiliana.

Qui inizia la seconda vita di Messias, una sorta di purgatorio tra eccessi e sregolatezze: riesce ad uscirne grazie ad un vero miracolo. La notte del matrimonio di suo fratello, post-festeggiamenti, si addormenta alla guida e finisce fuori strada: viene estratto vivo dalle lamiere e promette di chiudere con l’alcol e con i party. Anzi, decide proprio di voltare pagina e si trasferisce in Italia, nella periferia di Torino, dove comincia a lavorare in un cantiere edile: pulisce mattoni, ognuno gli vale 20 centesimi. Li guarda impilati, fa i conti: inizia il suo terzo capitolo.

Ha soltanto 21 anni e il calcio sembra già un ricordo sbiadito: per la Serie D non è abbastanza giovane (questioni di regolamento), per le categorie superiori non è ancora pronto (parere degli osservatori). In compenso però c’è lo Sport Warique, una squadretta della comunità peruviana nella quale è stato introdotto dal suo nuovo capo, Arturo Vargas, che l’ha assunto per scaricare frigoriferi e tv nelle casa degli altri: fa il fattorino, insomma, per una ditta di trasporti.

In sostanza finisce a giocare nei campionati Uisp, acronimo di Unione italiana sport per tutti, tornei amatoriali nei quali, senza neanche faticare un granché, segna caterve di gol. La quarta vita comincia nel 2015, quando il tecnico Ezio Rossi, durante una partita di beneficenza contro una compagine di rifugiati, si accorge delle qualità di Messias e prova ad ingaggiarlo nel Casale, in Eccellenza (la quinta serie, ndr): la prima offerta di 700 euro non basta, la seconda da 1500 sì.

«Quando lo vidi, capii subito che era di un altro pianeta», ha raccontato Rossi. «Non sognava più, l’ho convinto a non mollare». A 24 anni il fuoriclasse di Ipatinga ricomincia a dedicarsi interamente allo sport e i risultati sono sorprendenti: a suon di gol trascina la sua squadra in Serie D, poi si trasferisce al Chieri con la quale conquista un’altra promozione e approda nei pro. Sembra il momento della consacrazione, ma resta disoccupato a causa di problemi con il passaporto.

Sogno finito? Assolutamente no. Accetta l’offerta del Gozzano e scende nuovamente di categoria, ma continua a far la differenza: terza promozione in tre anni, stavolta però resta nella stessa squadra per disputare, a 27 anni suonati, il primo campionato professionistico della carriera. Altre reti e altri assist che valgono la salvezza della piccola società piemontese, che a fine anno riceve la chiamata del Crotone: «Siamo interessati a Messias, lo vorremmo portare in Serie B».

L’affare si chiude a 400mila euro, per il giocatore comincia il quinto entusiasmante capitolo: segna il primo gol in cadetteria alla fine del girone d’andata, il 29 dicembre, poi un altro, e un altro ancora. Non si ferma più, le sue prestazioni contribuiscono a portare i pitagorici in Serie A e Messias – in quella squadra – è uno dei leader: resta quindi in Calabria per giocare incredibilmente, all’alba dei 30 anni, il massimo campionato. E l’impatto è abbastanza devastante.

Nonostante il Crotone retroceda, lui chiude con 9 reti fatte e un numero di dribbling impressionante, secondo nella speciale graduatoria. In molti, quindi, vorrebbero continuare a vederlo in Serie A, ma lui resta con i piedi per terra. Perché, come raccontano anche i suoi social, Messias non ha  grilli per la testa. Eppure l’ultimo giorno di mercato arriva la telefonata da Casa Milan: incontro lampo, operazione da 10 milioni circa complessivi che portano il giocatore sotto la Madonnina.

Per logica, qui dovrebbe cominciare la sesta vita del giocatore brasiliano. In realtà, però, l’approccio con il mondo rossonero non è semplicissimo: due infortuni consecutivi ne minano il rendimento, in campo non incide e le sue doti restano nascoste. Poi, in una fredda notte madrilena di fine novembre, con il Milan all’arrembaggio per restare aggrappato al treno della Champions, entra a pochi minuti dalla fine e con un colpo di testa regala ai tifosi un successo memorabile.

Qui, probabilmente, la strada di Messias svolta ancora. Sarà chiamato a confermarsi, a dimostrare di poter giocare in un top club. Chissà che il destino non gli riservi l’ennesimo colpo di scena di una vita da film. Costruita mattone dopo mattone.

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