martedì, Novembre 30, 2021
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Esclusività e distanziamento: il bello di una vacanza “extra small”. Ecco 10 mini-dimore rigorosamente italiane

“Nelle botti piccole c’è il vino buono”, recita un detto popolare che pur essendo pensato per il nettare di Bacco e, talvolta, per le persone di bassa statura, si può ben adattare anche per le strutture ricettive, quelle “piccole ma belle”. Sono proprio gli alberghi con poche camere, infatti, a essere gettonati in questa estate, insieme alle locande di charme dalle dimensioni ridotte: in tempi di distanziamento sociale, garantiscono privacy, evitano assembramenti – ad esempio nella sala colazione o nella hall – senza tralasciare i comfort da grande hotel. Inoltre rappresentano una ulteriore garanzia per l’ospite di ricevere un servizio personalizzato, attento ai dettagli e caloroso. Insomma, “extra-small è possibile e meglio” per una vacanza all’insegna di esclusività e di coccole continue, in contesti spettacolari. Noi abbiamo selezionato dieci di queste strutture particolari. Si va dalle dimore con vista sulle Dolomiti ai Relais ospitati in castelli e palazzi nobiliari, dai Wine resort immersi nei vigneti ai Bagli circondati dalla lussureggiante campagna siciliana, fino alle ex case coloniche.

 

Se siete appassionati di montagna, la Dimora Maurn a Palù di San Lorenzo di Sebato (Bolzano), con vista sulle Dolomiti che disegnano un panorama magico è quella che fa per voi. Sono solo otto le ApartSuites, grandi dai 35 ai 220 mq, con la possibilità di combinare tra loro le unità abitative in modo da creare un lussuoso appartamento della superficie di un piano. Per la privacy e la sicurezza, la colazione viene servita nelle suites oppure in giardino e uno chef personale è pronto a prepararvi una cena esclusiva nell’appartamento. Tutto intorno, poi, i sentieri e i percorsi nella natura incontaminata del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies non aspettano altro che di essere scoperti. 

 

Per provare l’emozione di dormire circondati dai filari d’uva, andate a Valdobbiadene dove la viticoltura è un’arte antica di almeno tre secoli e ne disegnano il paesaggio, ricamando un mare verde di vigneti che si rincorrono su colline dove la passione  e la tenacia hanno reso possibile la coltivazione anche nelle zone più impervie. Qui, all’interno di un’ex casa colonica di inizio ’900 si trova la Locanda Sandi: solo sei camere, con arredi e colori diversi, nello stile della campagna veneta di inizio Novecento. Letti in ferro battuto, cassapanche in legno, fiori, e a disposizione alcune mountain bike sulle quali percorrere le stradine fra le colline del Prosecco e fino al cuore più prezioso dell’area, il Cartizze, a un paio  di chilometri di distanza.

 

Stessa atmosfera si vive nel cuore delle terre Matildiche di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia.  All’interno della storica tenuta Venturini Baldini apre le sue porte un resort di charme appena ristrutturato, Roncolo 1888: undici eleganti camere dall’architettura rigorosa e dal design contemporaneo, attorniate da 130 ettari di terreno – di cui 32 vitati dove si assapora l’incanto dei rigogliosi vigneti da cui nasce il celebre Lambrusco, una piscina, e una rete di sentieri che conducono alle vigne. Una palette di colori naturali e rilassanti, con piccoli tocchi di fantasie declinate in varie tonalità di colori, è il fil rouge che lega tessuti e arredi, alcuni di questi realizzati su misura mentre altri frutto di ricerche in mercatini vintage o antiquari. Un piccolo gioiello di accoglienza ed eleganza, in una posizione privilegiata al centro della Strada del Vino e dei Sapori delle Colline di Scandiano. C’è anche un’acetaia del ‘700 per degustazioni e visite guidate.

Dimora Maurn, Palù di San Lorenzo, BZ (foto Fabian Leitner) 

Scegliete le città d’arte? A Firenze, affacciato sull’isola pedonale di Via dei Calzaiuoli, si trova il Romantik Hotel Casa Thiele alla Signoria, in un palazzo del Trecento. Poche, pochissime le stanze (solo cinque) per garantire relax, distanziamento sociale e ospitalità accurata e affettuosa. Tutto in un contesto di storia, arte e bellezza:  i soffitti originali in legno, i pavimenti in cotto toscano, le antiche mura in pietra della casa-torre trecentesca, le riproduzioni di famosi dipinti (opere di Raffaello, Paolo Uccello, Giotto). Da qui si parte poi alla scoperta del capoluogo toscano ma anche dei panorami dalla bellezza struggente del Chianti e delle sue cantine.

 

Amate il silenzio delle colline? A Morrovalle, provincia di Macerata, si trova Il Sambuco Marche, una casa, circondata da un immenso giardino, che infonde una pace profonda; a voler rendere l’essenza vera dell’abitare, di “vivere la casa” e sentirsi “amici ospiti” e non clienti. All’interno ogni ambiente è diverso dall’altro ma mantiene quel fascino d’antan impreziosito da dettagli raffinati. Si è accolti in un salone dai toni neutri del sabbia e del beige, e l’atmosfera è resa ancor più calda da un grande camino in pietra. Arredi antichi, carta da parati francese, armadi decorati, pezzi unici comprati qua e là in giro per il mondo dai proprietari. Solo tre spaziose camere, in mezzo al giardino su vari livelli, dove cespugli di bosso, melograni e piante di rose compongono delicate geometrie. La colazione si fa all’aperto sul patio, mentre lo sguardo spazia sui campi coltivati e sui numerosi borghi medievali che circondano la tenuta.

 

Spostandosi in provincia di Perugia, il Relais Borgo Campello ricorda una location del film Il Trono di Spade. Del resto, i libri di storia raccontano che il barone Rovero di Champeaux fece costruire, proprio mille anni fa, il borgo fortificato di Campello Alto, per ospitare la sua piccola corte e per controllare dall’alto la Valle Spoletana. Negli spazi del castello e di un antico monastero (custoditi all’interno delle mura) sono state ricavate le dieci stanze esclusive arredate con tocchi minimalisti. Per scoprire, poi, le bellezze del territorio in totale sicurezza si esce dalle mura e si percorrono i sentieri della Fascia Olivata che si snoda tra Assisi e Spoleto.

 

Vi piace andar per borghi? Fare tappa nel borgo medievale Brienza (Potenza), dove il profilo merlato del Castello Caracciolo fanno da scenario alla dimora storica di charme La Voce del Fiume. Le sette camere che portano il nome di una pietra preziosa – Diamante, Ametista, Smeraldo, etc – sono state ricavate all’interno di un palazzo di fine Ottocento, circondato da una roccia frastagliata. Legno e pietre a vista, pavimenti in cotto, saponi artigianali all’olio di oliva e ricordi “della nonna”. Dalle finestre si gode di una vista sulla valle del Meandro. Ovunque silenzio, interrotto solo dal gorgheggiare dei torrenti Pergola e Fiumicello. Rocchina Addobbato ne è l’anima, accoglie i turisti come se fossero persone di famiglia, racconta storie e tradizioni, prepara abbondanti colazioni in casa. Per chi vuole vivere esperienze, c’è la possibilità di seguire laboratori per imparare a fare la pasta fresca tradizionale (cavatelli, strascinati) ma anche marmellate e confetture di stagione. Da vedere i resti della rocca, forse un’antica fortezza angìoina di cui rimane traccia nel mastio cilindrico. Un’antica tradizione attribuisce al castello 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno. Si racconta che ci sia anche una stanza del tesoro la numero 366, ricca di gioielli e preziosi messi insieme da una giovane molto bella chiamata Bianca. Solo la donna e la sua ancella fidata erano a conoscenza del tragitto per accedervi e pare che ci sia ancora qualcuno che provi a cercare queste ricchezze gelosamente custodite.

Ognissanti, Trani 

Chi sogna scenari wild o ama fare escursioni, può far sosta alla Masseria Guida, a Ercolano, ricavata in un antico complesso colonico di fine Ottocento. La struttura, con tutti i comfort di un hotel a cinque stelle e colazione servita in camera, è circondata da giardini, frutteti, erbe aromatiche, orti e una campagna generosa che muta colori e profumi col passare delle ore: un’oasi di silenzio e natura intatta nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio e a pochi chilometri dal sito archeologico di Ercolano e dalle ville monumentali del Miglio d’Oro. La vista del gran cono del vulcano è emozionante e invita a incamminarsi per i tanti sentieri che ci sono intorno. Pietra vulcanica e bianco scandiscono gli spazi. Solo tre camere nel verde di una natura rigogliosa. Nella torretta dell’edificio principale, con ingresso indipendente, c’è la suite è declinata nei toni del bianco, grigio e colori naturali, design essenziale, letto a baldacchino, vasca in camera e terrazzo vista mare con jacuzzi: una perfetta alcova per due. Nella dependance che si affaccia sugli orti ci sono le due Junior suite.

 

Le vostre vacanze sono al mare? Ognissanti è un albergo quattro stelle superior ricavato in un palazzo patrizio del ‘700 su un’area di duemila metri quadri, di fronte al porto di Trani. La nuova struttura, di recente inaugurazione, è oggetto di un geniale recupero architettonico dalle linee pulite, ad opera di grandi architetti del calibro di Massimo Alvisi, Junko Kirimoto e Beppe Riboli. Ci sono sette camere moderne, tutte di colori diversi, ma sempre con richiami alla vita marina. Alcune guardano il lento scorrere della vita sul porto, altre il verde che le circonda. La colazione viene servita in camera per garantire intimità e solitudine. A gestire la struttura sono quattro giovani imprenditori, con un’età media al di sotto dei 40 anni, Francesco Mastrodonato, Antonio de Feudis, Francesco Mazzilli e Raffaele Ragno, le anime brillanti di Alegra group, la società che si occupa anche di altre strutture. Non di rado capita di incontrarli lungo i corridoi, per scambiare quattro chiacchiere o farsi raccontare la storia del luogo. Tutto è basato sulla domotica, e su un’opera di efficientamento energetico che va a braccetto con la sostenibilità ambientale e la salvaguardia del preesistente: un pino australiano più che secolare, testimone silente ma vivo della storia del Palazzo. Vera anima del luogo e sorprendente “genius loci”, l’albero è punto di riferimento per i marinai che ritornano in porto e si gioca il primato dell’altezza con la cattedrale romanica.

 

Se vi affascina la campagna, Baglio Occhipinti è un country relais nel Triangolo d’Oro del Barocco Siciliano, a Vittoria, nel Ragusano. È stato ricavato da un antico baglio del Seicento, ovvero da quella che è una dimora rurale un po’ fattoria fortificata, un po’ abitazione dei gattopardi isolani. Occhipinti racchiude nelle sue radici la storia del vino e il rispetto della Natura. La casa padronale trova la sua pietra angolare nel palmento di oltre 160 metri quadrati: la vasca di raccolta dei mosti vita pulsante del Baglio è un living che accoglie per la colazione, la cena e i momenti di convivialità. Solo dodici camere affacciate su un giardino privato, con vista panoramica sui vigneti e sui monti Iblei. Gli arredi sono caratterizzati da una ricerca artigianale, capace di valorizzare e raccontare la tradizione del territorio, come ad esempio la ceramica di Caltagirone. Si tratta di un luogo dell’anima dove riscoprire se stessi, recuperando ritmi e tempi che si credevano perduti. Visitando magari l’orto biologico e la cantina dove maturano i vini dell’azienda. Ma anche oziando a bordo della piscina, perdendosi tra i profumi di un giardino mediterraneo, raccogliendo i frutti dell’orto, o seguendo le pratiche di yoga.  Se si è pronti per le incursioni nel territorio e per golosi “pic chic”, Fausta, padrona di casa e architetto paesaggista, prepara un cestino vintage con salumi, formaggi, vino e pane di grani antichi.

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