martedì, Gennaio 18, 2022
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Che storia Valentino Rossi! | Vanity Fair Italia

Che storia Valentino Rossi, imperatore delle due ruote, simbolo dell’Italia, capace nelle imprese e nelle follie e sempre pronto alla battuta: «Oggi è stato talmente bello che ho addirittura pensato di non correre le ultime due. C’è stata un’atmosfera fantastica, grazie a tutti per il tifo in tutti questi anni. Abbiamo tanti piloti forti in MotoGP, vi invito a continuare a seguire le gare perché meritano».

Una giornata in giallo, una festa fatta anche di lacrime, ma pur sempre una festa perché il Dottore sapeva organizzare festeggiamenti stupefacenti da ragazzino e non ha perso la mano. Erano tutti a Misano per salutare Valentino Rossi. C’erano le sue famiglie: quella di casa, con Francesca Sofia Novello in attesa della loro bambina, quella degli amici, al box Cesare Cremonini, quella del motomondiale, quella dei tifosi,35mila sugli spalti. Tutti in giallo, il suo colore. Il giro d’onore, il casco lanciato in tribuna, gli abbracci, gli inchini. Tutto in stile Valentino, persino il momento serio della premiazione con Luigi di Maio e Valentina Vezzali.

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Lo dicevano i cartelloni da settimane: Che storia. E storia è stata con le coincidenze che sono il cuore di un grande racconto. Valentino Rossi ha corso il suo ultimo Gran Premio italiano. Lo ha fatto in casa sua, a Misano, il circuito che ha conosciuto da bambino e che porta il nome di Marco Simoncelli, quello che doveva essere il suo erede e che è morto in pista esattamente dieci anni fa.

Le coincidenze sanno essere anche perfide. A vincere questa gara è stata l’avversario meno amato, Marc Marquez, il mondiale è andato a Fabio Quartararo, con quella che è stata la sua Yamaha. Casi che non velano la festa di Valentino che si porta dietro il fratello erede, Luca Marini, nato al tempo del primo dei suoi nove titoli e ora abbracciato in un passaggio di testimone simbolico e reale.

 È arrivato decimo il dottore come quel mondiale che ha inseguito fino alla fine, anche quando gli altri gli dicevano di smettere, anche negli anni di fatica, gli ultimi, senza gioie in pista, ma con la voglia di sempre, la fame e la classe di un tempo.

Il «Grazie Vale» che campeggia ovunque dalle livree dello Sky Racing Team VR46, alla tuta dei piloti che ha cresciuto, è un tributo al «sindaco» di questa comunità che gira il mondo su due ruote. Valentino da Tavullia è qui da 26 anni con 115 vittorie. Difficile immaginare il motomondiale senza di lui, la speranza è che quelle glorie vivano nei piloti che cresce nella sua Academy. «Non sarà più domenica» dicono sulle tribune. E un po’ è vero. 

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