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Dpb, i numeri della Manovra da 23,4 miliardi. Dal Fisco alle Università, le cifre impegnate dal governo

MILANO – E’ stato pubblicato il Documento programmatico di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri martedì sera, il quadro che fissa i paletti entro i quali si muoverà la prossima Manovra di bilancio. Un provvedimento che, emerge dalle tabelle del Dpb, conterrà misure in deficit per 23,4 miliardi (pari all’1,245% del Pil). Gli effetti finanziari calcolati nel Dpb tengono conto anche dell’impatto sul 2022 delle misure del decreto fiscale collegato (tra cui circa 300 milioni della dilazione dei pagamenti delle cartelle).

Il Documento ricorda quale è la dinamica generale dell’economia: prevede che il Pil salirà del 6% quest’anno, poi del 4,7% nel 2022 e del 2,8% nel 2023 per poi calare all’1,9% nel 2024. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nel 2021 si colloca al 9,6% per poi calare al 9,1% nel 2022, all’8,4% nel 2023 e al 7,7% nel 2024.

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Al di là di queste indicazioni generali, nelle tabelle del Dpb si delineano i capitoli d’intervento che verranno dettagliati nella Manovra e i relativi effetti finanziari sul deficit. Al netto dei provvedimenti già presi col decreto fiscale, l’elenco di quelli in arrivo parte con il “Rilancio investimenti dello Stato e delle amministrazioni locali” che si propone di “destinare nuove risorse a livello centrale e locale per gli investimenti pubblici per migliorare la rete infrastrutturale del Paese e supportare il sistema economico”. Obiettivo da 2 miliardi di euro circa. Nelle politiche per la famiglia, oltre al già noto congedo parentale da 10 giorni ci sono nuove risorse per gli asili e le garanzie ed esenzioni di imposte per facilitare l’acquisto della prima casa da parte dei giovani.

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Alla voce degli ammortizzatori sociali, ad esempio, nel 2022 si quantificano risorse per almeno 3 miliardi, di cui 1,5 miliardi di nuove risorse, come si evince dalla tabella del Dpb, e un altro miliardo e mezzo già appostato con la sospensione del cashback. Il programma di incentivi ai pagamenti elettronici per il secondo semestre 2021 era stato sospeso in primavera, prevedendo esplicitamente che le risorse liberate venissero destinate alla riforma degli ammortizzatori. Per la prima fase della riforma fiscale si segnala un impatto di 0,317 punti percentuali di Pil, ovvero 6 miliardi di euro; a queste risorse vanno aggiunti i 2 miliardi già stanziati lo scorso anno, contenuti in un apposito fondo per il calo delle tasse, che il governo si è già impegnato ad utilizzare come anticipo della delega fiscale. Le misure saranno introdotte, specifica il Dpb, con “successivi provvedimenti normativi”. Vengono anche appostati circa 700 milioni in più per il 2023 e circa 225 milioni nel 2024.

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Al capitolo sanità si assegnano invece 4,1 miliardi di: la tabella indica “un incremento rispetto al 2021 del Fondo sanitario nazionale di 2 miliardi l’anno fino al 2024, finanziamento del fondo per l’acquisto di farmaci innovativi, acquisto di vaccini per il Covid 19 e farmaci”.

Per la “flessibilità del sistema pensionistico” il Documento programmatico di bilancio prevede 601 milioni nel 2022, 451 milioni nel 2023, 507 milioni nel 2024. E’ quanto emerge dalla tabella del Dpb. In legge di bilancio, si legge nel documento, “vengono previsti interventi in materia pensionistica per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario”. L’integrazione delle risorse destinate al Reddito di cittadinanza ammonterà a circa 791 milioni di euro nel 2022, ovvero lo 0,042% del Pil nominale.

Quasi 400 milioni riguardano il “rifinanziamento del Fondo di finanziamento ordinario dell’Università, del Fondo per la scienza , e del fondo per gli enti di ricerca, istituzione di un fondo per la tecnologia” per il prossimo anno. Mentre si sale a 4,1 miliardi per il sostegno alle imprese il cui menu prevede: proroga di incentivi fiscali collegati a Transizione 4.0, risorse per sostenere l’internazionalizzazione, proroga del contributo a favore delle PMI per l’acquisto di beni strumentali (cd nuova Sabatini), nuove risorse per il fondo di garanzia PMI.

Per fronteggiare il caro-bollette, il Governo pensa di stanziare circa due miliardi di euro, 1.996 milioni per l’esattezza: la stessa cifra è postata sia per il 2022 che per il 2023.

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