martedì, Novembre 30, 2021
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Castelli, musei e vigne storiche: Langhe da scoprire, anche in mongolfiera

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Storia, cultura , tradizioni rurali (è stata una terra povera fino agli anni ’70) e l’etichetta di patria di vini e vitigni famosi nel mondo come il Nebbiolo e ovviamente “sua maestà” il Barolo. E a proposito di Re: Camillo Benso, il Conte di Cavour, uno dei maggiori protagonisti del Risorgimento italiano, fu a metà dell’800 uno dei promotori – con Carlo Alberto di Savoia – dei primi esperimenti di invecchiamento in botte delle uve Nebiola, da cui nasce per l’appunto il Barolo. Non è però solo il vino a fare delle Langhe una destinazione unica nel suo genere, non a caso riconosciuta (con Monferrato e Roero) dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Con i filari baciati in questo periodo dell’anno dai colori dell’autunno e le storiche cantine (come Ascheri a Bra, in attività dal 1880 e oggi anche osteria e albergo), in un’ideale itinerario di visita non possono mancare i castelli e i belvedere dei piccoli borghi appollaiati sulle cime delle colline, i musei che ricordano le gesta contadine narrate da Beppe Fenoglio e Cesare Pavese e i ristoranti (anche stellati) dove assaporare il meglio del patrimonio enogastronomico di questa magica porzione di Piemonte.

La Tenuta Reale di Pollenzo

In epoca romana si chiamava Pollentia e prosperò (prima della sua distruzione) come uno dei maggiori comuni del Basso Piemonte a cavallo dei secoli XII e XIII. A partire dal 1835, per volere del Re di Sardegna Carlo Alberto, fu ricostruita quasi integralmente per essere adibita a Tenuta Reale di casa Savoia e il suo centro nevralgico era l’Agenzia, una masseria modello per sperimentare, su un’area di 600 ettari, tecniche agricole all’avanguardia. Oggi Pollenzo è una frazione di Bra, la residenza sabauda è dal 1997 un sito Unesco e nell’antico complesso architettonico ha sede dal 2004, grazie a un’idea del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, l’Università di scienze gastronomiche, ateneo che ospita circa 500 studenti da tutto il mondo. Il profilo inconfondibile dei torrioni dell’antico castello del 1400 fa da cornice ad altri due luoghi meritevoli di una visita. La Banca del Vino, ricavata nella vecchia bottiglieria dell’Agenzia, è un luogo di conservazione e promozione del vino e propone, oltre a una ricchissima cantina con etichette provenienti da tutta Italia, percorsi di degustazione aperti a turisti e appassionati. L’Albergo dell’Agenzia è invece una struttura di ospitalità di alto profilo che vive del fascino della tenuta ed è un punto di partenza ideale per escursioni in tutte le Langhe, anche in bicicletta.

I belvedere e i borghi medievali

Dici “La Morra” e subito pensi a uno dei luoghi più conosciuti e visitati delle Langhe. La sua attrattiva principale è la piazza con la torre campanaria del castello della famiglia Falletti (alta 31 metri e unico resto dell’antico insediamento medievale) e il balcone panoramico sui vitigni con vista su Barolo, Barbaresco, Grinzane Cavour, l’Alta Langa e all’orizzonte i rilievi dietro ai quali c’è la Liguria e il suo mare. Dal centro del paese, il più alto della Bassa Langa con i suoi 513 m di altitudine, si snoda la rete sentieristica che permette di passeggiare tra i vigneti e di raggiungere località come la frazione Annunziata, primo nucleo abitativo di La Morra, dove è conservato un complesso romanico-barocco del XII-XIII secolo. Altri suggestivi punti panoramici per ammirare dall’alto la Langa del Barolo sono Verduno e il suo Parco del Belvedere, il castello medievale di Serralunga d’Alba, dal cui antico camminamento di ronda si gode una vista a 360 gradi fino alle colline del Roero e alle Alpi, e il Belvedere di Diano d’Alba, famosa per i vigneti del Dolcetto.

viaggi /vino-e-buon- cibo -protagonisti-grande-palcoscenico-langhe/AEGmE5q/images/big_Agenzia-di-Pollenzo.jpg” alt=”Vino e buon cibo protagonisti del grande palcoscenico Langhe”/>Vino e buon cibo protagonisti del grande palcoscenico Langhe

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A Barolo per l’enoteca e il Museo del Vino

Un borgo da mettere nell’itinerario di viaggio è Barolo, la cui storia è segnata dalle vicende della famiglia Tancredi Falletti, estintasi nel 1861. Nell’ex cantina di stoccaggio del vino stata ricavata l’Enoteca Regionale del Barolo, che dal 1982 racconta le virtù delle oltre 1200 etichette della denominazione (che comprende 11 comuni delle Langhe) in commercio. Propone percorsi di degustazione rispetto alle diverse zone di produzione del Barolo con le bottiglie di circa 200 produttori (sui circa 650) conformi al disciplinare. Nella struttura dell’antico castello, adibito a collegio privato fino agli anni ‘60, è stato invece allestito il Museo del Vino: progettato da François Confino, l’architetto a cui si deve anche il Museo del Cinema e dell’automobile di Torino, è stato aperto nel 2010 e ci immerge nella storia (del vino e della storia delle Langhe) attraverso una serie di sale multimediali.

Il Castello di Grinzane Cavour

Le sue origini risalgono alla metà dell’XI secolo, è stato oggetto di diversi restauri fra il 400 e il 500 e da struttura difensiva venne adibita a residenziale a partire dal 1600 con i Conti Benso di Cavour. Oggi il Castello di Grinzane, dove Camillo visse per 17 anni ricoprendo la carica di sindaco del borgo, è uno spazio espositivo con le sale del Museo delle Langhe dedicato alla vita contadina dei primi del Novecento e alcuni preziosi cimeli cavouriani custoditi in quelli che furono gli appartamenti di Cavour, ed è sede della prima Enoteca Regionale Piemontese, aperta nel 1967. Posizionato in cima alla collina, domina con la sua inconfondibile architettura a mastio i vitigni sottostanti e fra questi la vigna storica Gustava, da cui sono state raccolte le uve per produrre le 15 barrique da collezione oggetto dell’asta benefica Barolo en Primeur (promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo) che andrà in scena il 30 ottobre proprio presso il Castello di Grinzane Cavour con l’ambizione di diventare un modello innovativo di promozione del territorio.

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