martedì, Novembre 30, 2021
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Fossili nell’ambra: il tardigrado di 16 milioni di anni

I tardigradi, noti anche come orsetti d’acqua e maiali di muffa, sono un gruppo eterogeneo di invertebrati microscopici conosciuti soprattutto per la loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Un fatto che li rese “famosi” fu il loro primo viaggio nello Spazio, nel 2007, a bordo della sonda dell’ESA FOTON-M3: alcuni tardigradi vennero esposti al vuoto e alle radiazioni solari ionizzanti e riuscirono a sopravvivere, e anche a riprodursi dopo essere tornati sulla Terra. Per loro ci sono state altre volte nello Spazio, ma non è questo il punto: è invece che i tardigradi sono onnipresenti – sono ovunque sul Pianeta, Antartide e Himalaya compresi, e in ogni ambiente, da quello marino a quelli d’acqua dolce e terrestre (e da ciò deriva la varietà dei nomi). E ci sono anche da un sacco di tempo.

Difficile da fossilizzarsi. I tardigradi sono sopravvissuti a tutti e cinque i grandi eventi di estinzione di massa, anche se i primi dall’aspetto “moderno” sono noti solamente in reperti d’ambra del Cretaceo, fino a circa 80 milioni di anni fa. Nonostante la loro lunga storia evolutiva e la distribuzione globale, i reperti fossili di tardigradi sono estremamente scarsi a causa delle loro dimensioni microscopiche e del corpo non biomineralizzante, ossia senza parti solide che possano essere fossilizzate facilmente.

Esistono però rarissimi esempi di tardigradi fossilizzati scoperti in reperti di ambra, come quello descritto su Proceedings of the Royal Society B da un team internazionale di ricercatori: un tardigrado dall’aspetto moderno che rappresenta un nuovo genere e una nuova specie. Lo studio ha utilizzato un microscopio confocale (un particolare microscopio in grado di ottenere elevate risoluzioni) per evidenziare caratteristiche anatomiche che aiutano nelle analisi filogenetiche per stabilire la specie e il genere del fossile.

L’importanza dell’ambra. Il nuovo fossile, chiamato Paradoryphoribius chronocaribbeus, è solo il terzo pezzo di ambra al cui interno è stato trovato un tardigrado che ne ha permesso lo studio dettagliato. Gli altri due fossili di tardigrado dall’aspetto moderno completamente descritti sono il Milnesium swolenskyi e il Beorn leggi, entrambi scoperti in ambre del Cretaceo, nel Nord America.

Ambra dominicana datata a 16 milioni di anni fa contenente il tardigrado fossilizzato Paradoryphoribius chronocaribbeus (nel riquadro). L'ambra contiene anche tre formiche, uno scarabeo e un fiore.

Ambra dominicana datata a 16 milioni di anni fa contenente il tardigrado fossilizzato Paradoryphoribius chronocaribbeus (nel riquadro). L’ambra contiene anche tre formiche, uno scarabeo e un fiore.
© Phillip Barden, Harvard / NJIT

Il P. chronocaribbeus è il primo fossile rinvenuto in ambra dominicana del Miocene, datato a circa 16 milioni di anni fa, e il primo rappresentante della superfamiglia dei tardigradi Isohypsibioidea. «La difficoltà di lavorare con questo esemplare nell’ambra», afferma uno dei ricercatori, Phillip Barden (New Jersey Institute of Technology, USA), «è che è troppo piccolo per i microscopi da dissezione ed è per questo che siamo ricorsi ad un microscopio speciale»: il P. chronocaribbeus ha infatti una lunghezza totale del corpo di soli 559 micrometri, ossia poco più di mezzo millimetro.

Vista laterale del Paradoryphoribius chronocaribbeus con luce trasmessa sotto lo stereomicroscopio.

Vista laterale del Paradoryphoribius chronocaribbeus con luce trasmessa sotto lo stereomicroscopio.
© Ninon Robin, Harvard / NJIT

Con il microscopo confocale i ricercatori sono riusciti a visualizzare pienamente due caratteri molto importanti del fossile, gli artigli e l’apparato buccale, ovvero l’intestino anteriore dell’animale, fondamentali per definirne le caratteristiche. «Anche se esternamente sembrava un tardigrado moderno, con la microscopia confocale abbiamo potuto capire che aveva caratteristiche tali da permettere di definire un nuovo genere», ha spiegato Marc Mapalo, coordinatore della ricerca. La scoperta di un fossile di tardigrado nell’ambra dominicana suggerisce che anche altri siti campionati frequentemente, come i depositi di ambra birmana e baltica, potrebbero ospitare fossili di tardigradi. Storicamente, purtroppo, c’è una propensione a studiare le inclusioni più grandi nell’ambra, poiché quelle piccole come i tardigradi sono difficili da vedere e soprattutto da analizzare.

Giacimenti ovunque. Anche se l’ambra dominicana è particolarmente nota per i monili che si ottengono dai ritrovamenti, attualmente ci sono quasi 200 giacimenti di ambra conosciuti in tutto il mondo e ogni anno ne vengono scoperti di nuovi – in tutti i continenti tranne che in Antartide. Solo alcuni dei depositi hanno un’importanza economica, ma tutti sono di interesse scientifico. La ricerca di organismi nell’ambra formatasi nel periodo Cretaceo (ambra del Libano, ambra giordana, ambra spagnola, ambra birmana) ha dato risultati inaspettati in termini di studi sull’evoluzione. L’ambra giordana, ad esempio, datata 130 milioni di anni, ha permesso di rilevare famiglie di zanzare e mosche presenti anche nell’ambra baltica (35-50 milioni di anni) ed esistenti tutt’oggi completamente immutate. In Italia, sulle Dolomiti, è stata trovata ambra di 230 milioni di anni fa – tra le più antiche al mondo – con inclusioni di piccoli funghi.

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