domenica, Gennaio 23, 2022
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Forum in Masseria: Vino e agroalimentare ripartenza oltre le previsioni

Nell’Italia che si rimette in moto dopo un anno e mezzo pesantemente segnato dalla pandemia, agroalimentare, vino di qualità, prodotti di eccellenza e lusso non solo tornano a vedere la luce, ma sono il volano di un Paese che ritrova il gusto del ben vivere. A masseria Li Reni, a Manduria (Taranto), l’incontro tematico su “Economia e vino”, articolatosi in due giorni con una serie di panel condotti da Bruno Vespa per un nuovo ciclo di “Forum in Masseria”, mette insieme tante voci, diversi protagonisti, dell’imprenditoria come del Governo (i ministri Giorgetti, Orlando e Brunetta), ma imbastisce anche un filo comune tra i ragionamenti. Quello della ripresa che c’è e si avverte, ma soprattutto la necessità di dare un orizzonte a questa ripresa, accompagnandola in modo tale che non sia solo lo scatto d’una stagione.

Altagamma, locomotiva per l’economia

“C’è una ripartenza molto forte e c’è una voglia di godersi la vita – dichiara a “Il Sole 24 Ore” Matteo Lunelli, presidente di Altagamma -. Il nostro settore può essere una locomotiva per l’economia. L’anno scorso, con la chiusura dei negozi, la chiusura del turismo, la convivialità ferma, l’alta gamma é stata impattata fortemente, sia pur con differenze tra i diversi settori. Ma come spesso successo in passato nelle crisi, il settore del lusso è il primo a subire la crisi ma anche il primo a ripartire”. “Oggi il 2021 – commenta Lunelli – sta quasi stupendo in termini di forza della ripresa. Quella maggiore l’abbiamo vista nel design perché c’é stato molto un ritorno alla casa. Il Salone del Mobile è un buon segno. E le aziende andavano molto bene anche prima del Salone”. “Poi – aggiunge Lunelli – viene il settore della nautica che ha beneficiato dell’idea della barca come isola felice nel mare, quindi anche nel contesto di Covid c’è stata forte richiesta”. “La moda – prosegue – ha ripreso ma non del tutto. L’agroalimentare ha invece avuto una grande separazione tra quelle aziende che avevano una forte esposizione alla ristorazione e all’horeca, che ovviamente ha subìto la chiusura di questo canale, mentre chi aveva vendite piu forte nel retail e nella grande distribuzione, ha beneficiato del fatto che le persone hanno voluto regalarsi una soddisfazione a casa comprando cibi o vini di qualità”. “L’agroalimentare ha vissuto un’estate fantastica – osserva Lunelli -, in cui c’è stato questo desiderio fortissimo di convivialità dopo esserne stati privati per molto tempo. Così anche nel mondo delle bollicine, il mio settore, dove ci sono diversi mercati all’estero che stanno ripartendo”.

Agricoltura, 50 mld il record dell’export

Gongola l’agroalimentare, che mette a segno nell’anno del post Covid – dice Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – 50 miliardi di export, il doppio del 2015. “Se stiamo raggiungendo il record storico di export, significa che l’agricoltura italiana, l’agroindustria italiana, ha lavorato bene negli anni – commenta -. Il valore dell’agricoltura é più riconosciuto ed apprezzato”. “In Italia – continua Giansanti – oggi si produce il 75 per cento di quello che mangiamo, quindi c’é ancora uno spazio di crescita importante. Dobbiamo ora spingere sul Recovery Plan perché si possa raggiungere l’autosufficienza agroalimentare. Dovremo produrre di più ma preservando le risorse naturali”.

Un rimbalzo inatteso per il vino

Piero Antinori, presidente onorario di Marchese Antinori, dichiara a “Il Sole” che per il settore del vino, dopo la sofferenza del 2020 soprattutto per le aziende orientate su ristorazione e alberghi, “c’è stato un rimbalzo che noi stessi non ci aspettavamo. Anche se il turismo non ha ripreso come nel periodo pre Covid e anche se la ristorazione non è a pieno regime, per noi è stata una sorpresa positiva”. “Contavamo su una ripresa ma non così brillante” osserva Antinori.

L’attesa per Natale

Ma è davvero tutto così brillante? Il forum, che ha visto l’apporto di Comin & Partners, fa anche emergere qualche perplessità e problemi. Lino Stoppani, vice presidente Confcommercio, si tiene cauto. E chiede di “dare più soldi agli italiani” e di “aumentare la fiducia”. “Il Paese non riparte se non ripartono i consumi – avverte Stoppani -. La fiducia la devi dare a tutti gli italiani ma soprattutto a quelli che possono spendere. Ci sono ancora oggi atteggiamenti di difesa rispetto a prospettive che forse si ritengono incerte. Se guardiamo i consumi ad agosto, sono ancora semipiatti ma è a Natale che si fanno i bilanci. Penso che a dicembre saremo ancora sotto rispetto al 2019 perché manca il sentiment”.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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