mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Il miglior ristorante del mondo è il Noma di Copenhagen (ancora)

Copenhagen è ancora la capitale della gastronomia mondiale.
Dopo un’anno di suspence ritorna la classifica di ristoranti più influente del mondo e lo fa da Anversa, nelle Fiandre (la regione di lingua fiamminga a nord del Belgio). Nel 2020 il programma era saltato a causa della pandemia, ma nel 2021 finalmente si è tornati a votare i migliori ristoranti del mondo: il Noma di Renè Retzepi torna sul podio dei vincitori per la quinta volta, ma nella sua versione 2.0 nella nuova location e nel nuovo format.

Il ristorante che è stato per un decennio il portabandiera della nuova cucina nordica e della nascita di un movimento che ha influenzato tutti i ristoranti del mondo, torna a vincere. Ma la notizia è che al secondo posto si posiziona il Geranium dello chef Rasmus Kofoed, altro ristorante di Copenhagen, il primo tre stelle Michelin della nazione ed eroe nazionale il cui chef è vincitore del Bocuse d’Or. La cucina nordica contemporanea con i suoi licheni, rape, ingredienti dimenticati e la rivalutazione della materia prima unita alle tecniche contemporanee tornano a vincere e confermano la capitale danese la capitale della gastronomia mondiale.
Nel 2019 il Noma 2.0 aveva sfiorato la vetta posizionandosi al secondo posto, questa volta lo conquista come nel 2010, 2011, 2012, 2014. Ma questa sarà l’ultima davvero.

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FORZA ITALIA! SALTO IN ALTO
É un anno positivo per l’Italia: si confermano in classifica una buona fetta dei ristoranti tre stelle Michelin nazionali, che si posizionano nelle prime posizioni della classifica posizionando l’Italia con ben tre ristoranti nelle prime 20 posizioni. La limitazione di viaggio dei votanti ha sicuramente concentrato i voti ad una dimensione più locale, e si vede.
Incredibile l’expoit è quello del  Lido 84 dei fratelli Camanini a Gardone Riviera (BS): nel 2019 aveva vinto il premio dedicato ai “ristoranti da tenere d’occhio”, il “Miele One to Watch 2019” che premia gli indirizzi più promettenti fuori dalle prime 50 posizioni. Nel 2021 lo troviamo al 15° posto (dal 78° dell’anno precedente) e quindi vincitore del premio Highest New Entry, dedicato a chi entra per la prima volta in classifica facendo il miglior posizionamento.
Piazza Duomo ad Alba dello chef Enrico Crippa si piazza al 18° posto, saltando letteralmente 11 posizioni in avanti. Veterano, da più di 10 anni in classifica e il più longevo del nostro Paese, Le Calandre, 3 stelle Michelin dei fratelli Alajmo a Rubano (PD), si posiziona al 26° posto salendo dalla 31° posizione. Il Reale di Niko Romito si posiziona al 29° posto, facendo un salto avanti dopo essere scivolato per un anno indietro alla 51° posizione. Le novità si contano però nella lista delle posizioni dal 51 al 100, con due bei piazzamenti: Uliassi a Senigallia passa dal 61° posto al 52° e Norbert Niederkofler del ristorante St.Hubertus a San Cassiano, scala la classifica dal 116° posto al 54°. Possono sembrare delle retrovie, ma la coda della lista è da sempre quella che annovera le destinazioni enogastronomiche emergenti.

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PERCHÈ BOTTURA PRESENTA MA NON POTEVA PIÙ ESSERE IL MIGLIORE
Sul palco, o meglio dietro le quinte, con il microfono in mano in veste di presentatore e non più di chef in giacca bianca, il nostro Massimo Bottura. L’uomo che ha portato la (alta) cucina italiana nel mondo oggi intervista chef sul red carpet e commenta la finale a cui ha preso parte per ben due volte da vincitore. Nel 2016 e 2018 ad aver vinto il titolo di migliore per la lista dei The World’s 50 Best Restaurants era stata proprio la sua Osteria Francescana, ma era certo che quest’anno non sarebbe andata allo stesso modo. Non per demerito dello chef, ma per un cambio nel sistema stesso che dall’edizione 2019 congeda i ristoranti che si sono già aggiudicati il primo posto in passato. I primi posti finiscono nella lista nella Hall of Fame, non possono più essere rieletti e lasciano così necessariamente posto a qualcuno di nuovo. Il motivo? La classifica esiste dal 2002 ma include ad oggi Basti pensare che la lista dei “Best of the Best” raccoglie ad oggi solo otto ristoranti, incluso el Bulli di Ferran Adrià, eletto ben 5 volte, o il “vecchio” Noma di René Redzepi ,già quattro. Dopo anni in cui sul podio a salire erano sempre gli stessi protagonisti, si è decido di fare largo ad altri contendenti, a rendere maggiormente notiziabile la classifica e a rinvigorire la competizione e ad uscire di scena sul più bello che sfiorire lentamente.

LE FIANDRE, THE NEW PLACE TO BE
Dopo Londra, New York, Melbourne, Bilbao e Singapore, la premiazione con la sua cerimonia è approdata delle Fiandre. Non chiamateli Belgio, le Fiandre sono la regione di lingua fiamminga a nord dello Stato e la loro candidatura è il sintomo che questa regione dell’Europa ha deciso di affermarsi come meta gastronomica e di presentarsi al mondo intero. Fino a meno di un decennio fa partire per il Belgio alla volta di una vacanza gourmet aveva del surreale. Belgio nell’immaginario collettivo significa ottima birra, cozze e patatine, fritte, crocchette di carne, fritte, aringhe e dolci come waffle e biscotti speziati. Tutto questo è ancora lì, ma una nuova era di chef sta segnando la rinascita della gastronomia locale. Sono giovani (davvero), hanno alle spalle esperienze internazionali e hanno respirato gli anni migliori della New Nordic Cusine, ossia del movimento di Renè Retzepi del Noma&Co, che ha visto balzare la Danimarca da landa ancora più desolata dal punto di vista gastronomico a meta internazionale dei foodies di mezzo mondo. Molti ingredienti in comune, solide basi di cucina francese, un Paese giovane e in continua evoluzione, le Fiandre hanno deciso di puntare tutto sullo zero e di dare vita al fenomeno Kitchen Rebels. Con una felice intuizione e la voglia di valorizzare il patrimonio gastronomico attuale, più che di preservare i resti di quello passato, hanno scelto e riunito tanti giovani chef e hanno deciso di farne un baluardo regionale, che unisce influenze nordiche a sapori più caldi, e una cucina da sempre meno minimale, più godibile e morbida. Nella lista dei migliori ristoranti del mondo contano già Hof van Cleve a Kruisem al 36° posto, The Jane ad Anversa (66° posto) e Willem Hiele a Koksijde (77° posto). Grazie alla visibilità indotta dall’aver ospitato la cerimonia di proclamazione, e decine di giornalisti da tutto il mondo, è certo che ora della loro gastronomia ne sentiremo di certo parlare un po’ di più.

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