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Il fenomeno Marcialonga, gioiello sportivo del Trentino

Erano quattro amici al bancone di un bar, sognavano una gran fondo in Trentino, ma non avevano idea di gettare le fondamenta di un business redditizio. Era il 1971 quando Mario Cristofolini, Giulio Giovannini, Roberto Moggio e Nele Zorzi, dopo aver partecipato alla più famosa prova di sci di fondo al mondo, la svedese Vasaloppet, decisero di riproporre lo stesso format nelle valli di Fiemme e Fassa. Una scommessa vinta, perché negli anni la Marcialonga si è trasformata in una competizione sportiva dagli alti contenuti tecnici e in un’attività imprenditoriale di successo: quasi 250mila partecipanti dal 1971 ad oggi e un un giro d’affari annuo che ormai si è consolidato sul milione e 200mila euro.
Il 27 gennaio scorso, tra Moena e Cavalese, il rito si è ripetuto per la 46esima volta. Professionisti degli sci stretti e amatori fianco a fianco hanno scivolato lungo i binari per 70 chilometri. Davanti chi sogna la vittoria e il relativo assegno da 5.300 euro, nelle retrovie i “bisonti”, il cui unico obiettivo è tagliare il traguardo prima del tramonto. Tutti insieme appassionatamente, giovani (il più piccolo è nato nel 2001) e adulti (il più anziano è un classe 1932). Sono in 7.500 (di cui 500 nella versione light di 45 chilometri con arrivo a Predazzo), numero massimo imposto per consentire a tutti di sfruttare una pista sciabile e raggiungere l’arrivo prima del buio. Per i residenti nelle due valli le iscrizioni si aprono a febbraio di ogni anno, per gli italiani a marzo, poi scatta la finestra per gli operatori turistici, infine a maggio spazio alle iscrizioni online che si esauriscono in poche ore. La quota media è di 75 euro: chi lo fa prima di marzo ne versa 70, i ritardatari 80. Le iscrizioni alimentano la metà del fatturato complessivo, la restante parta deriva dagli sponsor (35%) e dai contributi versati dagli enti locali.
Il 30% dei partecipanti sono italiani, il resto arriva dall’estero, principalmente da Norvegia e Svezia, che insieme rappresentano il 40% del plotone. È soprattutto per attirare partecipanti dalla Scandinavia che la Marcialonga si disputa adesso a tecnica classica (con gli sci che scorrono nei binari), mentre in passato era usata la tecnica libera, più nelle corde degli italiani. Complessivamente saranno rappresentate 22 nazioni. Un fenomeno globale, quindi, reso possibile grazie alla produzione di 150mila metri cubi di neve. Il comitato organizzatore è proprietario di 25 cannoni di nuova generazione, più quelli che noleggia dai comuni e dagli impiantisti, e adopera lungo la pista quattro gatti delle neve di proprietà e altrettanti affittati.
Di notevole impatto anche l’indotto economico sul territorio. La metà dei partecipanti spende in totale più di 600 euro, il 15% supera anche i 1.000 euro. La permanenza media negli hotel è di quattro notti, mentre la spesa media giornaliera è di 170 euro. Come avviene per la Maratona di New York, anche per la Marcialonga sono nate agenzie specializzate che confezionano dei pacchetti comprendenti pettorale, alloggio e viaggio. Un movimento a tutto tondo, che ha ispirato anche tesi di laurea da parte di universitari del posto. Un evento che sprona e stimola il turismo nelle due valli trentine. Se gli scandinavi giungono in Fiemme e Fassa soltanto per la gara, ma vi restano anche una settimana, gli italiani invece amano ritornare per le vacanze estive. Il comitato organizzatore ha quattro dipendenti fissi tutto l’anno e per l’occasione usufruisce del lavoro di 1.400 volontari (uno ogni cinque atleti). Molto spinta la comunicazione e la copertura mediatica. Sui Social (Facebook, Instagram e Youtube) vengono raggiunte più di un milione e 200mila persone, mentre 220mila sono gli accessi al sito Internet durante la manifestazione, con una navigazione media di 3 minuti e 20 secondi.
Non solo la gara vera e propria, ma anche tanti eventi collaterali dedicati a bambini, giovani e ragazzi (Marcialonga Baby, Minimarcialonga, Marcialonga Young), ai Vip (Marcialonga Stars), alla rivisitazione della storia (Marcialonga Story, dove si gareggia con gli sci di legno).
In più, il brand Marcialonga si è fatto in tre, con la nascita di altri due eventi: dal 2003 la Marcialonga Running di fine estate, dal 2007 la Marcialonga cycling. L’evento podistico, di corsa per 26 chilometri da Moena a Cavalese lungo la ciclabile che costeggia il torrente Avisio, raduna 1.600 partecipanti a settembre. La prova su due ruote, 80 o 135 chilometri con partenza e arrivo a Predazzo, mette insieme a inizio giugno più di 2.300 ciclisti disposti a scalare i passi Costalunga, Pampeago, San Pellegrino e Valles. Un marchio nato sulla neve, ma portato pure sulla strada e in bicicletta. Esempio perfetto di diversificazione.
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