venerdì, Dicembre 3, 2021
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In arrivo la pillola anti-Covid, «dimezza decessi e ricoveri»

La battaglia contro il coronavirus non si ferma e dal fronte laboratori arrivano buone notizie . Il colosso farmaceutico Merck & Co. – conosciuto fuori dagli Stati Uniti con la sigla MSD – ha comunicato in una nota ufficiale che chiederà alla FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) l’autorizzazione all’uso in emergenza della pillola antivirale molnupiravir per il trattamento del Covid.

L’azienda, infatti, ha annunciato di aver interrotto la sperimentazione clinica di fase 3 in anticipo in virtù degli ottimi risultati ottenuti (gli studi vengono sospesi in anticipo in accordo con la FDA quando i dati sono nettamente positivi e per motivi etici non si può negare il farmaco a tutti i pazienti, o nel caso contrario): il 7,3% dei pazienti trattati con molnupiravir sono deceduti o sono stati ospedalizzati, a fronte di un 14,1% per i pazienti trattati invece con placebo.

Ciò significa una riduzione di circa il 50% delle conseguenze più gravi del Covid-19. L’efficacia – fanno sapere gli esperti – aumenta considerevolmente se la pillola Merck viene assunta durante le prime fasi dell’infezione, bloccando quindi sul nascere il replicarsi del coronavirus: si tratta di un farmaco orale, va assunto quattro volte al giorno per cinque giorni, ma appunto il fattore tempo nella diagnosi resta fondamentale (e la diagnosi rapida, in alcuni paesi, non è scontata).

Molnupiravir è stato infatti studiato per pazienti positivi al Covid entro i primi cinque giorni dalla comparsa dei sintomi, che presentano anche almeno un «fattore di rischio» come la vecchiaia, l’obesità o il diabete. Ma c’è di più: l’innovativa compressa non bersaglia la proteina spike del virus, altamente mutagena, bensì agisce contro la polimerasi virale (un enzima che serve al coronavirus per replicarsi) e pare quindi mantenga un’efficacia costante indipendentemente dalle varianti.

Insomma, l’arrivo di una pillola antivirale (facilmente somministrabile rispetto ai monoclonali) in aggiunta ad una massiccia copertura vaccinale, rappresenterebbe una tappa fondamentale nella battaglia contro la pandemia.

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