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Nadef: ok del governo. Via a riforma Irpef e assegno unico a regime

MILANO – Via libera del governo alla nota di aggiornamento al Def. Il testo è stato approvato dal consiglio dei ministri riunito questa mattina, dopo che i numeri principali erano già emersi nel corso della cabina di regia di ieri. Per l’anno in corso il governo prevede una crescita del 6%, ben oltre quanto ipotizzato ad aprile, mentre per il prossimo anno a fronte di un Pil tendenziale del 4,2%, si stima che le misure che metterà in campo il governo a partire dalla Legge di Bilancio alzeranno l’asticella della crescita al 4,7%. Per queste il governo conta di fare leva per il prossimo anno su un leggero rialzo del deficit, che passerà dal 4,4% tendenziale al 5,6%. Uno scostamento di maggior deficit, pari a circa 22 miliardi, a disposizione per finanziare anche le misure della prossima legge di Bilancio. Tre le misure che il governo si prepara a rifinanziare ci sarebbe anche il Superbonus, in scadenza al 2022 e ora prorogato al 2023. Un’indicazione arrivata ieri sera durante la cabina di regia e oggi confermata anche dalla vice ministra all’Economia Laura Castelli: “La conferma della proroga al 2023 del Superbonus al 110% è un’ottima notizia. E’ una misura che funziona molto bene, oltre ad essere uno dei principali pilastri della transizione ecologica, che sta aiutando l’economia del Paese a ripartire”.

GLOSSARIO –  Che cos’è la nota di aggiornamento al Def

 

Giù deficit e debito

Il miglioramento del dato di crescita, denominatore dei principali indicatori di finanza pubblica, spinge quindi al ribasso il rapporto deficit/Pil e debito/Pil. Il primo è previsto in discesa al 9,4% dal 11,8% stimato nel Def, con un calo deciso nel 2022 con il 5,6% sopra citato, nel 2023 (3,9%) e nel 2024 (3,3%). Quanto al debito, spiega la bozza del documento in discussione, la discesa “sarà più graduale in confronto allo scenario tendenziale, ma significativa, giacchè si passerà dal 153,5 per cento previsto per quest’anno al 146,1 per cento nel 2024”. Giù anche la pressione fiscale, che scende al 41,9% del Pil.

Nella manovra 18 miliardi in più per spingere la crescita

di

Valentina Conte

28 Settembre 2021

Via a riforma Irpef e assegno unico a regime

Il documento fissa già quali saranno alcune delle misure prioritarie da parte del governo.  “Gli interventi di politica fiscale che il governo intende adottare determinano un rafforzamento della dinamica espansiva del Pil nell’anno in corso e nel successivo. Rilevano in particolare la conferma delle politiche invariate e il rinnovo di interventi in favore delle Pmi e per la promozione dell’efficientamento energetico e dell’innovazione. Si avvia inoltre la prima fase della riforma dell’Irpef e degli ammortizzatori sociali e si prevede che l’assegno unico universale per i figli sia messo a regime”, si legge nel testo.

Carfagna: ok a livelli di assistenza per nidi e asili

Novità anche sul fronte della famiglia, con l’inserimento nella Nadef di specifici obiettivi che tutti i Comuni dovranno raggiungere su asili nido, assistenti sociali e trasporto scolastico per i disabili. “Asili nido per il 33% dei bambini in
ogni Comune; un assistente sociale ogni 6.500 abitanti; potenziamento del servizio di trasporto per gli studenti disabili: i Livelli essenziali di prestazione (Lep) sono incardinati nel documento-base della prossima manovra.
Finalmente dopo vent’anni si affronta il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, metropoli e aree interne, e si dà applicazione alla norma costituzionale sui Lep”, ha commentato la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna.

Sangalli (Confcommercio): “Spesa per alberghi e ristoranti in calo di 34 miliardi rispetto al 2019”

Numeri positivi e in linea con quelli comunicati oggi da Confcommercio nella propria assemblea annuale. L’associazione prevede per quest’anno una crescita del 5,9% e del 4,3% il prossimo ma ha messo in evidenza come alcuni settori chiuderanno l’anno con un calo pesante rispetto al periodo pre-Covid.  “La spesa per alberghi, bar e ristoranti, alla fine del 2021, sarà ancora inferiore di circa 34 miliardi di euro rispetto al 2019”, ha detto il presidente Carlo Sangalli, all’assemblea della confederazione, aggiungendo che “nei primi sei mesi di quest’anno, le presenze complessive sono ancora inferiori di 115 milioni sempre rispetto al 2019 e, di queste, 77 milioni sono assenze di turisti stranieri”.

Su fisco e catasto il centrodestra frena Draghi

di

Tommaso Ciriaco

28 Settembre 2021

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