giovedì, Dicembre 2, 2021
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Covid: il Regno Unito ha un piano per l’inverno

Il governo britannico ha pubblicato un documento nel quale illustra il piano anticovid per i mesi a venire: con l’arrivo del clima freddo, probabilmente si avrà un aumento dei casi e dunque dei ricoveri, che dovrebbe però essere almeno in parte mitigato dall’effetto dei vaccini. Tuttavia è bene non farsi trovare impreparati – per l’ennesima volta – ed essere pronti ad adottare le misure necessarie a contrastare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2 e di eventuali varianti capaci di eludere o depotenziare i vaccini.

Vaccini e tracciamento. Il piano del governo britannico si basa su due principali strategie: innanzi tutto continuare la campagna vaccinale, somministrando la terza dose ai gruppi di persone più a rischio e agli over 50 ed estendendo il programma di vaccinazione standard ai più giovani; contemporaneamente continuare a testare, tracciare e isolare i nuovi casi, per tenere sotto controllo nuovi possibili focolai.

Piano B. Se queste due linee d’azione non saranno sufficienti, si passerà al piano B, che prevede la ri-adozione di alcune misure attive nel nostro Paese: si tornerà a lavorare da casa, a indossare le mascherine (in Inghilterra dal 19 luglio non sono obbligatorie nemmeno nei luoghi chiusi) ed entrerà in vigore il Green Pass per accedere ad alcuni luoghi pubblici. Un nuovo lockdown, ipotesi da scongiurare per le conseguenze devastanti che avrebbe sull’economia e il morale dei cittadini, sarà adottato solo come “ultima risorsa”.

Futuro incerto. In questo senso l’Italia è già “più avanti” del Regno Unito (o più indietro nella rimozione delle misure restrittive): non avendo mai proclamato un liberi tutti in stile britannico, il virus dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere più sotto controllo. Ma ormai l’abbiamo imparato: fare previsioni, con il SARS-CoV-2 come con qualunque pandemia, è impossibile e inutile. Potrebbe sorgere una nuova variante capace di eludere i vaccini, ad esempio, che vanificherebbe gli sforzi fatti finora. Oppure potrebbe svanire presto l’effetto dell’immunità vaccinale (come sembrano suggerire alcuni studi preliminari condotti in Regno Unito, Israele e Qatar), rendendo dunque necessaria una dose di rinforzo per gli anziani (più a rischio e vaccinati diversi mesi fa). Noi possiamo solo fare la nostra parte, continuando ad adottare le precauzioni necessarie – soprattutto ora che, con l’arrivo del freddo, la vita sociale si svolgerà in spazi chiusi – e sperando che la campagna vaccinale proceda anche altrove nel mondo, per frenare una volta per tutte l’avanzata del virus e impedire che muti dando vita a nuove varianti.

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