martedì, Ottobre 26, 2021
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Rum Avola, dopo un secolo torna in Sicilia il distillato di canna da zucchero locale

La notizia ha un che di sorprendente. Che la grappa sia il distillato bandiera italiano, per tradizione e volumi, non c’è molto da discutere; sul fatto che le nuove, giovani, distillerie stiano moltiplicando le etichette di gin è un dato ormai acquisito; esistono anche un paio di distillerie di whisky e già questa sarebbe una novità. Ma che si potesse produrre rum sul territorio nazionale non lo sapeva nessuno.

Nessuno tranne Corrado Bellia, direttore del Consorzio Mandorla Avola e appassionato ricercatore. È a lui che si deve la riscoperta della canna da zucchero in territorio siciliano. Una riscoperta effettivamente giacché la materia prima per il distillato d’antonomasia dei Caraibi giunse nell’isola grazie agli arabi nell’800 e trovò per secoli un utilizzo redditizio come fonte di zucchero.
La concorrenza della barbabietola e le cambiate condizioni climatiche portarono poi, verso il 1600, alla scomparsa di questo tipo di coltivazioni tranne proprio ad Avola, in provincia di Siracusa, dove rimase in un piccolo appezzamento di proprietà dei marchesi Pignatelli d’Aragona Cortes.

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Bellia qualche anno fa ha scoperto in alcuni documenti che con la canna da zucchero si produceva anche un rum e ha deciso di riprovarci.«Quando la canna da zucchero perse valore come coltivazione», spiega Mattia Cilia, titolare della Mixology Living Room Academy di Ragusa e consulente del progetto Rum Avola, «qualcuno cominciò a distillarne il succo e la pratica, nota a livello locale, andò avanti fino al 1930. Oggi abbiamo circa tre ettari in produzione per un quantitativo davvero modesto (appena 200 bottiglie) ma l’idea è quella di crescere sia in termini di terreno sia di quantità prodotta»

La notizia del ritorno del rum in Sicilia ha già fatto il giro della comunità di bartender italiani e degli operatori di settore, solleticando l’interesse anche di qualche distributore. «È molto presto per ragionare in termini di business – conclude Cilia –. Al momento il Rum Avola è più una testimonianza di una storia passata e di una realtà che è tornata a vivere».

Con raccolta manuale delle piante quando raggiungono la piena maturità, dopo circa un anno e all’altezza di due metri e mezzo, il rum Avola è quello che si definisce un “rum agricolo”. E che possa diventare qualcosa di più di una semplice testimonianza del passato lo si intuisce visitando la sezione shop del sito avolarum.it: le prime bottiglie di rum bianco, in formato da mezzo litro a 97 euro e da 200 ml a 43 euro, si possono solo ordinare in prevendita. Sperando che la richiesta possa prima o poi essere accontentata.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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