lunedì, Novembre 29, 2021
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Milano Fashion Week, la moda che ci connette al mondo

Sta per volgere al termine questa Milano Fashion Week, forse un poco concentrata nei tempi (sono state quattro le giornate di sfilate in presenza, a cui si aggiunge una domenica pressoché interamente digital), ma ricca di sentimenti positivi e di prudentemente tiepidi entusiasmi da parte di stampa e addetti ai lavori. Tutto è filato liscio, nessun incidente, la pandemia è rimasta fuori, senza invito. Sulle passerelle l’hanno fatta da padrone, davvero ovunque, colore e sensualità. Buon segno, insomma, vuol dire che in molti hanno scelto di restare ottimisti.

Lo show più interessante, complesso, articolato e spettacolare della quarta giornata di Milano Moda Donna è stato quello messo in scena, o meglio in onda, da Moncler Genius. In diretta dagli studi televisivi milanesi ecco Alicia Keys in carne e ossa presentare Mondogenius, in collegamento contemporaneo con 5 città nel mondo (come per Prada, venerdì, portante è l’asse Milano-Shanghai, dove a fare gli onori di casa c’era Victoria Song: come a dire, se l’Oriente non viene a Milano, è Milano a spingersi fino all’estremo Oriente), per svelare 11 collezioni diverse, nate da altrettante collaborazioni con brand o stilisti, che hanno dato sfogo a 11 visioni creative differenti, in diretta su più di 30 piattaforme, tra social media, e-tailer, siti web e canali media. Interconnessione allo stato più puro ed elevato, eterogeneità di interpretazioni dei canoni del brand, guest star – da Solange Knowles a Luca Guadagnino – ognuna impegnata nella sua specifica arte, per un modo sostanzialmente nuovo sia di pensare delle collezioni di moda , che di darle in pasto a un pubblico più onnivoro che mai. Cioè, con quella che viene definita «un’esperienza».

Remo Ruffini e Alicia Keys.

La giornata si è snocciolata poi alternando le garbate ma iperfemminili creazioni di Ermanno Scervino, che al suo arco ha frecce appuntite come paillettes, piume e naturalmente pizzo, per colpire dritto al cuore delle sue donne, a quelle più concettuali di Salvatore Ferragamo, nella visione del direttore creativo Guillaume Meilland, concreta e pratica, ma con piccole bizzarrie nella costruzione dei capi (il pantaloncino avvoltolato a culotte è tutto da metabolizzare) e con un tocco bohémien assicurato da svolazzanti foulard neri annodati al collo delle modelle.

TUTTE LE STAR IN FRONT ROW:

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Dolce&Gabbana mandano in scena un’antologia della loro creatività più pura e originale, tornando appunto alle «origini» della loro storia. Non c’è un vero e proprio tema esplicito e dichiarato, scandagliato in tutti i suoi anfratti, come avvenuto nelle ultime collezioni del duo di creativi, ma c’è tanta sensualità spensierata e quasi selvaggia, molta opulenza, molti cristalli, molto oro, molto camouflage. Molto di tutto: stivali e reggiseni, minigonne e frange, glitter, stampe floreali e maniche a prosciutto, lacci e bustier, pizzi e denim. Eppure non si avverte un’esagerazione ostentata: tutto è misurato, perfettamente nelle righe di quelli che sono i punti di forza – da sempre – della griffe. Una collezione che urla al mondo tutto il proprio ottimismo, e lo fa a voce altissima. Forse perché troppo a lungo soffocata.
Inequivocabilmente nel solco della propria tradizione (o, meglio, semplicemente del proprio stile ) anche la collezione disegnata da Giorgio Armani. Fluida e impalpabile come il mare, lieve e cristallina, eterea come un profumo che non si può descrivere, ma capace anche di sorprese colorate di rosa geranio e di volumi soffici come mongolfiere.
Chiude la giornata Marni, con uno show nello show: le creazioni di Francesco Risso non sono solo in passerella, ma anche nel pubblico selezionatissimo, vestito anch’esso di tutto punto con i capi spennellati a mano della griffe, parte integrante della messa in scena.
Lo spettacolo dentro e fuori. Dalla passerella, da uno studio televisivo, dal presente. La moda cerca sempre di più una forma di comunicazione diversa, possibilmente inedita, per arrivare se non proprio a tutti, almeno a quelli che hanno le antenne sintonizzate a coglierla. Ce ne sono, ci siamo.

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