mercoledì, Ottobre 27, 2021
Disponibile su Google Play
HomeNotizieLe Borse di oggi, 20 settembre 2021. I listini Ue chiudono in...

Le Borse di oggi, 20 settembre 2021. I listini Ue chiudono in forte rosso, anche Wall Street soffre: pesano il crack Evergrande e la prossima stretta della Fed sugli aiuti

MILANO – Brutta partenza di settimana per i mercati azionari in Europa e a Wall Street. Gli investitori iniziano ad andare in fibrillazione per la riunione della Federal Reseve, che stando alle aspettative mercoledì darà indicazioni su come intende avviare il ritiro degli stimoli (il cosiddetto tapering, la chiusura graduale dei rubinetti): anche il rafforzamento del dollaro e l’aumento dei rendimenti dei Treasury, i titoli decennali americani, vanno in questa direzione. Sul tavolo della Banca centrale di Washington c’è la riduzione del piano di acquisto di asset da 120 miliardi di dollari al mese, che dovrebbe essere annunciato per novembre anche se i dati macroeconomici contrastanti delle ultime settimane hanno aumentato l’incertezza. Intanto, continua a rappresentare un bel grattacapo la situazione del gruppo Evergrande, che sta generando problemi a macchia d’olio su tutto il comparto real estate asiatico. Con i listini cinesi e il giappone chiusi per festività, è stato soprattutto a Hong Kong che si sono sentite le ripercussioni maggiori con l’indice che ha sfiorato un crollo del -4% per chiudere poi a -3,3 per cento.

Per il colosso del mattone c’è la prospettiva di default ormai conclamata e le azioni hanno perso oggi un altro 10% (dopo aver toccato una perdita doppia durante la seduta) aggiornando i nuovi minimi storici, con una perdita del valore ormai all’87% nell’ultimo anno. Il secondo sviluppatore immobiliare della Cina è alle prese col debito monstre di 305 miliardi di dollari: la scorsa settimana le banche creditrici hanno appreso dal governo cinese che la società mancherà ai suoi obblighi legati ai prestiti. Lo sviluppatore immobiliare più indebitato al mondo dovrà affrontare gli oneri di una serie di coupon di bond offshore, a partire da giovedì, con cedole per settembre da 129 milioni. L’indicazione del governo centrale ai principali istituti di credito della compagnia è di estendere i pagamenti degli interessi o rinnovare i prestiti, mentre gran parte degli analisti è dell’opinione che sia improbabile un salvataggio diretto da parte del governo. Come rimarcano gli analisti di Unicredit, poi, la situazione è esacerbata dal fatto che le autorità di Pechino potrebbero estendere proprio al real estate il loro giro di vite sull’industria privata, già vista recentemente in altri settori quali il tecnologico e la sanità.

Tra queste considerazioni, gli indici europei hanno aperto in rosso e hanno chiuso peggiorando, con l’Eurostoxx 600 – riferimento del Vecchio continente – ai minimi da luglio. Francoforte ha perso il 2,31%, nonostante lo spunto di Lufthansa che è arrivata a guadagnare il 3% dopo l’ annuncio di un aumento di capitale da 2,14 miliardi di euro per ripagare parte del salvataggio del governo di Berlino messo in campo durante la pandemia. Proprio oggi, l’indice principale della borsa di Francoforte si allarga, passando da 30 a 40 titoli. Dopo 33 anni, è stata modificata la formula e la seduta di venerdì scorso è stata l’ultima del Dax a 30 componenti. A ruota le altre: Milano ha segnato la seconda peggior performance dell’anno (-2,57%), Parigi ha ceduto l’1,74% e Londra lo 0,79%.

Tonfo anche per Wall Street, che era reduce dalla seconda settimana di fila in rosso: settembre potrebbe esser archiviato come il peggiore per lo S&P 500 dall’ottobre 2020. Alla chiusura degli scambi, il Dow Jones ha perso il 2,51%, il Nasdaq il 3,04%, lo S&P 500 il 2,55%. Venerdì John Marshall, responsabile della divisione di ricerca sui derivati di Goldman Sachs, ha scritto in una nota di prevedere “un incremento della volatilità nel corso del prossimo mese, a causa dell’aumento stagionale dell’incertezza degli investitori, l’incertezza continua legata al virus e ai catalizzatori significativi rappresentati dalle politiche monetarie e fiscali”. Preoccupa, poi, l’indice delle materie prime (Crb index), ai massimi dal 2015, che si traduce in un aumento dell’inflazione.

Proprio in tema di inflazione e materie prime, in Germania ad agosto i prezzi alla produzione hanno registrato un incremento dell’1,5% su base mensile mentre, su base tendenziale, l’aumento è stato del 12 per cento. Lo ha reso noto l’ufficio federale di statistica Destatis, secondo cui l’incremento è largamente imputabile all’andamento dei prezzi dell’energia che, nel mese, hanno segnato un balzo del 3,3% sul mese precedente e del 24% rispetto allo stesso mese del 2020. In Italia, l’Istat ha tracciato una ripresa dell’occupazione dipendente nel secondo trimestre al traino di servizi e costruzioni.

Dopo aver aperto in calo a 1,1717 l’euro a fine seduta chiude in leggero rialzo nei confronti del dollaro e passa di mano a 1,1736. La divisa europea è in lieve calo a 128,45 sullo yen. Dollaro/yen a 109,48. Nei confronti del biglietto verde, la moneta unica durante la seduta ha toccato il minimo da quattro settimane a 1,1701 a causa di un sentiment più cauto tra gli investitori. Il pessimismo coinvolge anche il Bitcoin che peggiora nel corso della giornata e affonda con tutte le cripto: la principale valuta digitale ha perso fin oltre il 10%, bucando la soglia di 43.000 dollari fino a 42.634 dollari, stando ai dati di Coin Metrics. Molto male anche l’Ether, che scivola del 12% a 2.985,95 dollari.

Le dinamiche valutarie ricadono anche sui prezzi del petrolio che ampliano le perdite: il Wti a novembre cede l’1,28% a 70,9 dollari al barile e il Brent di pari scadenza l’1% a 74,58 dollari. A influire sui prezzi, oltre al rafforzamento del dollaro, la ripresa dell’offerta di greggio nel Golfo del Messico, dopo l’interruzione dovuta a due uragani, la notizia che la Russia intende aumentare le sue esportazioni di petrolio, nonché i timori per l’andamento della domanda dei mercati asiatici, condizionati dalla diffusione della variante Delta. Il sentiment è peggiorato in seguito ai rapporti sull’epidemia di Covid nella città sud-orientale della Cina, Xiamen, con le autorità che hanno fermato le attività di massa tra cui tour, fiere e spettacoli e hanno inviatto i residenti a non uscire di casa inutilmente. La scorsa settimana, tuttavia, il petrolio statunitense è salito di circa il 3%, tra un calo delle scorte di greggio degli Stati Uniti, interruzioni di fornitura e prospettive di una maggiore domanda.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews