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Piazzapulita 2021/22: la recensione – TvBlog

“Su questi temi, bisogna schierarsi e dire come la si pensa”. Sono bastati 5 minuti, a Corrado Formigli, per elidere mesi di equivocità e nocività dell’informazione televisiva sul COVID-19, prendendo una posizione chiara e decisa sui temi più caldi del momento, Green Pass e vaccini, mantenendo la parola, quindi, dopo le dichiarazioni concesse a noi di TvBlog.

Mai si era visto un’inizio così, un esordio nient’affatto scontato. Se altrove, infatti, si nascondono dietro il paravento dei dubbi e delle domande per esporre velatamente posizioni già nette, nel suo monologo iniziale, che ha aperto la decima edizione di Piazzapulita, festeggiata con una sobria autocelebrazione (il promo di dieci anni fa), Formigli espone tutto quello che si deve sapere, senza fronzoli, senza perifrasi di comodo, senza ipocrite circonlocuzioni.

Piazzapulita è a favore dell’obbligo vaccinale e del Green Pass e il conduttore ha messo in chiaro quale sarà la linea editoriale della nuova edizione, snocciolando grafiche e dati inconfutabili e prendendo anche posizioni che, in tempi perigliosi come questi, richiedono vera e propria audacia:

Noi siamo completamente favorevoli. Io sono completamente favorevole al Green Pass e alla sua estensione. Dicono che il Green Pass non è una misura sanitaria. Il Green Pass equipara chi ha fatto il tampone a chi ha fatto il ciclo vaccinale. E’ vero, non sono situazioni equiparabili. Questo, però, richiede una democrazia, non si possono mandare i militari a casa di chi non vuole vaccinarsi. E quindi, quell’apertura verso i tamponi rappresenta una tipica mediazione verso la minoranza, che fa di noi, appunto, una democrazia.

E ancora:

Siamo fortemente contrari alla totale gratuità dei tamponi per le persone che possono vaccinarsi gratis. Mantenere gratuiti i tamponi significa tutelare coloro che non vogliono vaccinarsi in nome di una libertà che non può essere assoluta. La mia libertà finisce laddove danneggio quella degli altri. La nostra proposta, che farà discutere, è che i tamponi, dopo essere stati tenuti a prezzi calmierati per un po’, dovrebbero raddoppiare di costo e che quei soldi vengano utilizzati per curare coloro che non si vaccinano. Oggi, a morire e ad andare in terapia intensiva, sono principalmente i non vaccinati.

Infine, quello che potrebbe essere tacciato di “benaltrismo”, in realtà, è un’altra considerazione riguardante lo stato presente delle cose:

Io penso che questo dibattito sul Green Pass e vaccini sia un po’ fasullo. I sondaggi ci dicono che quasi l’80% è favorevole al Green Pass. L’opinione pubblica non è così divisa, divide i partiti. Ci sono temi più importanti ed è questo che proveremo a fare in quest’edizione.

Il monologo era da citare quasi integralmente.

Piazzapulita: la prima puntata

Questa doverosa presa di posizione, però, non ha implicato una narrazione a senso unico.

Formigli, ad esempio, non ha risparmiato il premier Draghi (“Comunica poco e risponde a monosillabi”) e, nel talk a tema COVID-19 che ha chiuso la puntata, ha dato voce anche a chi è contrario, mantenendo quel sopraccitato senso della misura, senza venir meno, ovviamente, alla premessa che ha aperto la puntata.

Ai No-Vax non è stato steso il tappeto rosso ma, attorno a loro, non è stato nemmeno messo in pratica quel lavoro di eccessiva stigmatizzazione che rischierebbe di renderli quasi simpatici. Anche nel talk, Formigli non ha sbagliato nell’allentare la tensione dove e quando ha potuto farlo, al fine di non esacerbare il clima (anche se, in tal senso, non vi è mai stato un rischio concreto).

Alla fine, l’impossibilità di un vero dialogo tra pro-vax e no-vax è venuto a galla anche a Piazzapulita ma tant’è…

Spazio, inoltre, all’inchiesta realizzata in prima persona da Corrado Formigli (che, al contrario di altri, non si atteggia a fare il Joan Lui di turno), riguardante i lavoratori della GKN licenziati con un’email (e anche in questo caso non sono mancate prese di posizioni inequivocabili come il seguente commento: “Questa modalità di comportamento fa abbastanza schifo”), spazio a reportage esclusivi riguardanti l’Afghanistan, spazio a talk sulla politica estera, spazio, in breve, ad argomenti meno “di moda ” ma non certo meno importanti.

E poi, ancora, interviste correttamente incalzanti, con Formigli sempre vigile nel porre la “seconda domanda” giusta (nelle interviste a Giuseppe Conte e Alessandro Di Battista).

Una prima puntata costruita con cura, dove gli spazi dedicati ai racconti di Stefano Massini e al nuovo spazio curato da Selvaggia Lucarelli, quasi satirico, non hanno interrotto l’esposizione dei temi ma sono stati piazzati correttamente in puntata.

“La realtà è il più forte vaccino contro la propaganda”, citando ancora Formigli in apertura.

Da questo punto di vista, la prima puntata non ha affatto deluso.

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