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Le Borse di oggi, 14 settembre 2021. Non c’è la fiammata dei prezzi Usa, ma i mercati chiudono incerti. Lo spread sotto 100 punti

MILANO – L’atteso dato sull’inflazione Usa segnala che il livello dei prezzi negli Stati Uniti resta molto elevato, ma scongiura il timore di una fiammata ulteriore. Dopo un primo rialzo, però, i listini sono tornati incerti e quelli europei hanno chiuso contrastati.

L’inflazione di agosto è stata del 5,3% annuale, in leggero calo rispetto al 5,4% che era stato registrato nei due mesi precedenti e che gli analisti si aspettavano venisse confermato. Da segnalare in particolare che l’inflazione core, al netto di beni energetici e alimentari, arretra al 4% annuale dal 4,3% di luglio e contro un atteso +4,2%. E’ questo un segnale che toglie un po’ di pressione alla Federal Reserve, che avvierà la riduzione degli stimoli con gradualità: una eventuale accelerazione fuori controllo dei prezzi porterebbe i “falchi” a chiedere a gran voce di normalizzare la politica monetaria a ritmi forzati.

Dopo i dati sui prezzi, Wall Street parte in rialzo ma ben presto inverte la rotta: alla chiusura degli scambi Ue, il Dow Jones cala dello 0,45%, lo S&P dello 0,2% mentre il Nasdaq sale dello 0,3%. In Europa, il settore del lusso è stato penalizzato dalle preoccupazioni che arrivano dal mercato cinese: stanno crescendo i contagi in alcune località, proprio mentre si avvicina la festa nazionale per la fondazione della Repubblica popolare (1 ottobre) che è solitamente occasione di turismo e shopping. A fine giornata, Parigi ne ha risentito maggiormente e ha chiuso in calo dello 0,36%. Negativa anche Londra che ha perso lo 0,47% mentre Francoforte ha tenuto in positivo dello 0,17% e Milano si è messa in evidenza con un guadagno dello 0,39%.

In Asia, questa mattina, ha generato tensione sui mercati finanziari cinesi la crisi del gigante immobiliare Evergrande che ha ammesso di affrontare “enormi pressioni” e di non essere in grado di onorare i propri impegni con i creditori. La borsa di Hong Kong ha perso l’1,2%, con il titolo del gruppo immobiliare caduto dell’11,6%, e quella di Shanghai ha terminato in calo dell’1,4%.Chiusura in controtendenza per la Borsa di Tokyo: +0,7% a 30.670,10 punti e il Nikkei ha raggiunto un picco da oltre 31 anni, trascinato da Wall Street e anche dalle aspettative per la nuova fase politica dopo le dimissioni del primo ministro Yoshihide Suga.

L’umore dei mercati resta comunque improntato sulla cautela. Un sondaggio condotto da Deutsche Bank tra 550 operatori evidenzia come  la maggior parte degli investitori preveda una correzione dei mercati azionari compresa tra il 5% e il 10% prima della fine dell’anno. In cima alle preoccupazioni degli investitori ci sono ancora le conseguenze della pandemia Covid, seguita dal pericolo di un rialzo dell’inflazione che potrebbe costringere le banche centrali a ritirare i propri stimoli prima del previsto.

Lo spread tra Btp e Bund scende a 98 punti base e si riporta sui livelli di metà giugno. Il rendimento del decennale italiano è allo 0,66% dopo l’asta in cui il Tesoro ha collocato bond a medio lungo termine per 5,75 miliardi. Secondo i dati dell’Abi, i tassi sui prestiti bancari hanno raggiunto un nuovo minimo storico, ad agosto 2021, al 2,19% contro il 6,18% di prima della crisi, a fine 2007. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, sottolinea l’associazione bancaria, è l’1,08% (1,05% il mese precedente; 5,48% a fine 2007). In lieve risalita il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, all’l’1,47% (1,40% a luglio 2021, 5,72% a fine 2007). L’euro chiude in rialzo sopra 1,18 dollari, mentre il biglietto verde arretra dopo i dati sui prezzi che allentano il pressing sulla Fed per il tapering. La moneta europea passa di mano a 1,1820 dollari e 129,63 yen. Dollaro/yen scende a 109,66.

I timori per l’arrivo del nuovo uragano Nicholas spingono al rialzo le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti sale a quota 71 dollari al barile, in crescita dello 0,78%, e il Brent avanza dello 0,73% a quota 74,05. L’Agenzia internazionale per l’energia (aie) ha dichiarato oggi di aspettarsi un forte rimbalzo della domanda mondiale di petrolio, dopo i tre mesi di contrazione che hanno caratterizzato quest’estate, a causa della recrudescenza dei casi di covid in asia.

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